SINONIMI

Parole
Di un tempo
Passate
Scomparse nell'uso
Tutte
Le puoi ritrovare
Infilate
L'una dietro l'altra
Nel Tommaseo.
Eleganti s'inseguono
Come signorine della buona società
In un campo fiorito correnti.
Ciascuna vuol dire la sua
Senza compromettersi troppo.
Il somigliare ad altre
Le protegge
Da soverchie responsabilità.
E' la legge del branco:
L'unione fa la forza.
Una sola parola
Non sarebbe discorso.

Medolla, Marzo 2012

VERDE MARE

Sentirsi
Non più d'una goccia
Del tutto perduto
In un mare qualunque
Verde soltanto
Se un raggio di luce lo penetra.
Di notte
E' inutile fare progetti
Conviene
Allo scuro
Dormire
Nella propria stanzetta
Pensando il meno possibile.
Ti svegli di scatto
Col fiato che manca
Perduto per sempre.
A cosa ti serve
Riprender coscienza
Il ritmo normale e pacato
Il respiro
Sentire di nuovo
La vita che scorre?
Prima o poi ogni goccia
Evapora al cielo
Dopo esser piovuta.

Medolla, Inverno 2012

RAZZA DANNATA

Chiuso
Tra i muri
Strenua difesa dal freddo pungente
Fuori la gente
É un inutile orpello
Per la natura
Animale dannoso
Perfino a se stesso
Forse l'unico caso
Di sana autodistruzione razziale
Una breve parentesi
In miliardi di anni
D'evoluzione
Con la speranza che sia preso finita.
I più mi lasciano indifferente
Li osservo e ne scordo
Il tono di voce
L'atteggiamento.
Fingo d'esser socievole
Ma mi fanno paura
Rifuggo il virus
Che li contagia.
Degli altri m'importa
Praticamente nulla.
Non desidero
Ammalarmi di loro.

Medolla, Febbraio 2012, in un giorno di neve

CHE MI IMPORTA? CHE TI IMPORTA?

Per anni
Ho vissuto da solo
Nella casa di mattoni
In cima alla collina
Scendendo al paese
Soltanto per fare provviste.
Non ho mai dato un party
Né mai invitato qualcuno
Ad un pranzo, a una cena.
L'unico a salire una volta
É stato il nuovo dottore.
Voleva conoscere
Il solo dei suoi cento pazienti
Che non s'era mai presentato
All'ambulatorio.
Poi questo inverno
Il ghiaccio e la neve
L'han fatta da padrone
Ed un giorno
Percorrendo il vialetto
Sono caduto.
La neve m'ha ricoperto
Completamente
In meno di un'ora.
Non ce l'ho fatta a rialzarmi
E lì sono morto.
Mi han trovato ch'era già primavera
Quando hanno capito
Ch'erano tre mesi
Che non mangiavo pane.
Non so quanti inverni
Sono passati da allora
Ma la neve
Ricopre anche adesso
La lapide della mia tomba.
In fondo a me non importa
Se nessuno la legge
O la tiene pulita.
E anche a voi che passate
Che v'importa sapere
Di chi è sepolto per sempre?

Medolla, Febbraio 2012

IL PESCATORE

In una giornata stupenda
La prima, dopo mesi di nebbie
Abbagliato dal sole calante
Non ho visto arrivare
Il malandato furgone
Di Jerry il pescatore
Ed ho compiuto
Un passo di troppo.
Così la mia vita è finita
A terra 
Trascinato per decine di metri
Lacerato nel corpo
Ma non nell'animo.
Nemmeno negli ultimi istanti
Ho provato sentimenti di odio
Per il pescatore.
Semplicemente
Stava andando al lago
Per farsi una bella pescata.
Non guidava in stato di ebbrezza
Non ce l'aveva con me.
E adesso in paese
Tutti pensano
Che io me la sia un poco cercata
E sulla lapide hanno inciso:
“Suicida”.

Medolla, Febbraio 2012

LA DIFFERENZA

La differenza che passa tra noi
É presto detta:
Io penso soltanto al passato
Perché m'è fuggito di mano
E vorrei riprenderlo al volo
Evitando che cada per terra
E si rompa
In mille frammenti.
Tu invece ritieni di avere un futuro
Potresti incontrarlo
Appena svoltato l'angolo
Potresti venirne investita
Mentre attraversi la strada
Potresti raccoglierlo
Come fosse una carta gettata
Potresti.
Il problema è che tu non lo sai
Ma il futuro che adesso non hai
Sarà un giorno passato.

Medolla, 29/30 Gennaio 2012

NON CHIAMARMI AMORE

Non aspettarmi
Il passo mio
S'è fatto incerto.
Preferisco abbandonarmi
Stordito
Disteso in poltrona
O davanti allo schermo
Inutile
Nonché
Evidentemente digitale
Del calcolatore
Come direbbe un francese
Se fosse italiano.
Non chiamarmi amore
Non darmi alcun nome
Non merito alcuna attenzione.
Del passato ho scordato
Ogni cosa
O quasi
Del presente m'importa
Relativamente
Troppo denso di fatti importanti
Per metterli tutti in un conto.
L'elenco delle cose da fare
Si allunga
Come le ombre d'estate alla sera.
Da bambino
Mi sono confuso con esse
Ed è stata una gioia.
E se allora è bastata una voce
Per condurmi alla casa
Adesso non ricordo nemmeno
Da dove sono partito
Che sentieri ho percorso
Le persone con le quali ho parlato
Gli sguardi che ci siamo scambiati.
Insomma
Non vale la pena
Disperdere al suolo
Le briciole
Per ritrovare la strada.
Ogni tempo si consuma
In un solo momento
Se ti volti a cercarlo
E' la fine.

Medolla, Gennaio 2012

GENNAIO

Ghiaccia la nebbia!
Osserva con calma
I vigneti imbiancati
Il bordo dei campi
I fossi privati
Dell'acqua corrente
Lenta
Inutile
La terra spaccata da crepe
Come se fosse un deserto.
Guardati intorno.
La quinta è confusa
Eppure emerge da essa
Pian piano l'attore
Protagonista
Di questa commedia
L'essere umano
Che fabbrica case
I coltivi nei campi
Le chiese
Le piccole strade tangenti
Le anse dei fiumi.
Una opera immensa
In più atti
Con frotte di attori e comparse
Tante fantastiche macchine
Che muovono sfondi
Ogni scena diversi.
L'inverno
Ogni giorno
Improvvisa
Quel tanto che basta
Per farmi tornare
Felice e contento nel freddo.

Medolla, Gennaio 2012

BOLOGNA

Esplodono
In città
Contraddizioni
Promiscuità
Solitudini e luoghi maivisti
Consuetudini morte
Come la sala da biliardo
Sotto le torri
Come le persone
Che ho evitato
Le amicizie finite sul nascere.
A troppo ho rinunciato
Non basterà una pagina sola
Per dirlo.

Medolla, Gennaio 2012

STRAPPI

Restiamo
A parlare di pagine
Or ora strappate
Nel fondo
Inavvertitamente.
Un gesto quotidiano
Che un giorno rimpiangerai
Privo di alcuna malizia
Provoca un solco
Che si allarga
A dismisura.
Pieghe, strappi
Metafore della vita
Lembi che si allontanano
Teoria della tettonica a placche
Difatti
Anche oggi
Un terremoto.
Tutti che fuggono
Senza sapere dove.
In ogni momento
Non facciamo che allontanarci
Dallo stato primordiale
Di perfetta unità.
Come particelle
Scagliate in eterno
Dal Big-Bang
Domani passerò
Vicino a una stella.

Medolla, Gennaio 2012

DUBBIE INCLINAZIONI

Alle tue spalle
C'è un tempo
Fatto di eventi
Oggetti creati e distrutti
Pensieri pensati
Diciture
Più o meno sensate
Opere ed omissioni
Detto per amor di sintesi
Atti e potenza
In breve.
Alle tue spalle
C'è stato e c'è tutto
Tranne ciò che potrebbe
Esserti utile adesso:
Una trappola metaforica
Che imprigioni i tuoi dubbi.
Precipita ognuno
Da solo
Sul proprio pendio personale
Alcuni rotolando
Come le pietre
S'arriva tutti a un dunque
In tempi diversi
Inutile
Opporre resistenza.
Di questa certezza
Non so darmi ragione.

Medolla, Inverno 2010/2011


PECCATO

L'innocenza
Esiste soltanto
Nei serial TV
Nel mondo reale
L'urgenza è peccare
E gustarsi
Il sottile piacere
D'esser da Dio perdonati
Disturbarlo per cose da nulla.
Negarsi non potrà
Quando busserai
Alla sua porta.

Medolla, 30/31 Ottobre 2011

IDENTITA’

Non importa
Chi sono davvero
Un insetto
Non si domanda perché
Io dovrei farlo?
In quanti potrebbero dire
Aver detto
Scritto o pensato
Le mie stesse parole?
Duplicato in carta carbone
Certifico semplicemente
L'essere copia pro-forma
Fac simile
D'ogni esistenza
Passata presente e futura:
Nato, vivente, morirò
Nient'altro da dire
Non un uomo qualunque
Ma qualunque uomo
Troverà in me
Uno strumento
Da usare al bisogno.
Non temo
Il passare inosservato
Ma l'essere inutile al mondo.

Medolla, 24/26 Ottobre 2011

CUCU’

Viene il momento
Nel quale cambiare
Diventa
L'imperativo morale
D'ogni esistenza
Fosse anche
La meno importante
Dell'intero creato.
Un vecchio orologio a cucù
Segnerà il momento cruciale
Nascosto alla vista
Inutilmente precipitato
Ad accogliere
Stanchi visitatori
Parenti inutili e odiosi
Nonché petulanti.
Sprofondassero all'inferno
Sarebbe la fine migliore
Per tutti.

Medolla, Ottobre 2011

BONTA’

Porgere una sedia agli stanchi
Omaggiare gli affamati
D'una brioche al bar acquistata
Vestire di stracci vintage
Un eccentrico alla moda
Disinteressato
Cedere il passo
Non ancora portato
Alla Signora di turno
Raccoglier cartacce da terra
Per darle al cestino
Non maledire l'Eterno
Ché non esiste
Non disperdere il seme
Non disturbar chi manovra
Tenersi in disparte
Bere ciò che basta
Per evitare
L'etilico coma
Dire soltanto
Ciò che si deve al momento opportuno
Non mancare di rendere ai posteri
Qualche scritto confuso
Su come potremmo esser migliori
Di quanto sembriamo
Giurare l'amore ogni volta
Che sia necessario
Per farsi una bella scopata
(Giurato l'amore alla Patria due volte
Per star sul sicuro)
Non protestare
Per ciò che non conta
Attendere calmi il momento
Di fare la rivoluzione
Un giorno verrà, di sicuro.

Medolla, Ottobre 2011

TEORIA E PRATICA DELLA NONVIOLENZA

In teoria
Potrei praticare
La non violenza
In pratica
Non sono capace 
Di violentare
Alcuna teoria
Cioè rinnovarla
Con un atto di forza
Non bruta
Ma di puro pensiero.
Potrei teorizzare violentemente
Qualsiasi pratica
Ma non ho tempo bastante.

Medolla, Ottobre 2011

IN MEDIO STAT VIRTUS

Al centro del quaderno
Ti poni l'ovvia domanda
Di quanto tempo ancora rimane
Prima che sia completato.
Non tanto
Hai raggiunto in ritardo
Il momento cruciale
Della ragione.
Solo adesso percorri
Gli antichi sentieri
Scoprendo
Ch'eran la strada maestra.
Il furore degli anni confusi riemerge
Da un riff di chitarra
Non male tutto sommato.
Il centro del quaderno
Ti costringe
Ad un mesto bilancio
Da sottoporre
All'unico socio e padrone
Nonché fondatore
Della tua società
Per azioni private
Non quotabile in Borsa:
Te stesso.

Medolla, Ottobre 2011

FRECCIA ROSSA

L'inevitabile convivenza
Obbligata dal treno ritardato
Con illustri nessuno
Origina pensieri malvagi
Su come gli esseri umani
Meriterebbero d'esser trattati.
Nel fluire rapido
I campi spogliati
Mostrano lati nascosti.
Mi accorgo
Che il retro delle case
E' un pensiero molesto.

Su e giù per l'Italia, 21 Settembre 2011

NONNO

Raccogli
Ciò che il tempo ti ha dato
Dopo che hai seminato
Minuscoli semi nascosti.
Nell'attesa
Che il miracolo si compia
Affili la lama
Come s'usava un tempo
Con la pietra, bagnata
Gesto consueto per il bracciante
E inavvertitamente simbolico:
Prepararsi alla morte
Sperando che il taglio sia netto
Completo
Privo di fastidiose sbavature.
Andare al mulino
E sporcarsi col frutto
Del proprio raccolto.
Tornare
Senza pensare
Nemmeno una volta
Che forse potresti fuggire
Da questa miseria.
La cosa importante
Alla fine
E' sfamare i tuoi figli
Lasciare un ricordo ai nipoti
Tirare a campare.
Non c'è
Né tempo né spazio
Per ciò che essenziale non è.

Medolla, 11 Settembre 2011

N. 237

Un tratto
Di penna
Un secondo
D'assoluto silenzio
Nel mezzo
L'attesa
Della sentenza finale
Assoluzione o morte.

Medolla, Settembre 2011

TIMORI

Temi
Di perdere il tempo
Che avevi sperato.
Una incauta decisione
Ti ha portato su strade diverse
Da quelle già frequentate.
E non maledire i tuoi cari
Così va la vita:
Le occasioni vengono e vanno da sole
Non le cercare
Nello sguardo intrigante
Di uno sconosciuto.

Medolla, Settembre 2011

ESPLORAZIONI MARINE

Marinaio nella tempesta
Cosa mi resta?
Forse una randa da cazzare
Poco altro
La balena da inseguire
Tempo permettendo
Ché in caso di pioggia
Meglio sarà
Tornarsene a casa
In attesa di giorni migliori.
Il mare
Non è sempre l'amico che credi
Distrugge se vuole
I tuoi castelli di sabbia
Come un bambino dispettoso
Ti trascina al largo
Per sprofondarti
Nella depressione
E riconsegnarti morente ai viventi
Su una spiaggia abbandonata
Ti offre una conchiglia
Gioia infantile
Moneta
Simmetrica spirale
Aurea sezione di partito
Tesoro della natura
Tutto quello che avrai.
Ritornerai
Per andare
Fino in fondo.

Medolla, Agosto 2011

INDECISI

Di che ti lamenti?
Nel sogno
Liberi
Frammenti di parole
Che saranno perdute per sempre
E non lo sai.
Un velo d'aria bagnata
Si stende sui corpi
Inutili o indecisi
Decidermi non so.
Una storia è finita
Una vita tra le tante
Come il tratto della penna
S'interrompe
Quando termina l'inchiostro.
Di che ti lamenti nel sogno?

Medolla, Estate 2011

MOVIMENTO = RUMORE

Cerco invano il silenzio
Ogni momento
Lo vedo in distanza
Lo inseguo
Purtroppo
E' un fallimento.
Non esiste luogo
Dove il vuoto
Esiste davvero
Uno spazio privato
Delle proprie distanze
E' soltanto
Un misero punto
Di partenza
Per l'ennesima vana ricerca.

Medolla, Luglio 2011

LUOGHI COMUNI

Luoghi comuni:
Il modo migliore
Per affrontarli
E' metterli
Nero su bianco
Facendo credere ai più
Che sia letteratura.
Una frase ad effetto
Volutamente complicata
Puro mestiere e niente più.
La passione vera
Di Cristo
E' tutta un'altra storia.

Medolla, Estate 2011

CINESE

Entri al ristorante
Nessuno intorno a te
Poi, poco alla volta
Vengono altre coppie
Una troppo lontana
Per sentirne i discorsi
L'altra troppo vicina
Per sopportarla.
Residui fuori tempo
Di un decennio
Che nessuno rimpiange
Lei priva di opinioni personali
Succube del proprio compagno.
Danaro
Oggetti
Potere
Cos'altro ci serve?
Un profeta?
Un profeta.

Medolla, 10 Maggio 2011

LDDP

Mi han detto
Non sono importanti
Ciò che conta
E' come ti muovi
Tra la gente
Simulando interesse
Per ciò che molti
Credono normale.
Io preferisco fingere
Sorridere
Lasciare ad ognuno
L'illusione
D'avere capito
I miei versi
I titoli (a volte)
Le virgole mancanti.
Giro l'angolo
E poi
Finalmente
Non ti vedrò.

Medolla, Maggio 2011

LA SPIRALE DEL DNA

Pensiamo
Che ciò che ci sfugge
Non abbia importanza
Eppure sbagliamo.
Potrei raccontare una storia
Ma in questo momento
Non so
Se dirla inventata o vissuta
E mi fermo interdetto.
La sola certezza che ho
E' di avere vissuto
Ma il perché non ricordo.
Adesso possiedo
Soltanto il presente
Il futuro sarà
Tempo di altri.
L'interminabile spirale del DNA
Descrive perfetta ciò che saremo
Ma è troppo imponente
Perché io possa vederne
L'intera sequenza
Dunque per me
Non ha
Alcuna importanza
Nessuna influenza.

Medolla, Primavera 2011

L’UOMO DEL GIAPPONE

Esplode la terra
In un enorme conato
Di vomito liquido scuro
Che inonda
Schizza
Sporca
E distrugge ogni cosa.
Il vomito
Ha una forza irresistibile
Non puoi far altro
Che piegarti in due
E lasciare che fluisca
Inarrestabile.
Finito
Ripulisci il lavabo dagli schizzi
Con un getto d'acqua
Poi ritorni tranquillo
In cucina.
Gli speaker
Ripetono incessantemente
Con noncuranza
Il numero dei morti
Le esplosioni inattese
Qualcosa che non ha funzionato.
Forse ci sarà la fusione.
Allora dovrai correre in bagno
Di nuovo.

Medolla, 14/15 Marzo 2011

DESERTI

Attraversare il deserto
Ogni giorno
Per più di giorni quaranta
E la sera tornarsene a casa
Ciabatte
Giornale
Cenare
Suonare
Scrivere e leggere
Tutto sembra normale
Finché non posi il piede
Oltre la linea d'ombra
E scopri che tutto
Normale non è:
Ovunque deserto
Dietro e davanti
Sotto e sopra
Dentro e fuori
Si insinua persino nei tuoi sogni
Tanto che non riesci
A scrivere che poche righe
Frutto incerto
Di pensieri tra loro slegati e confusi
Che hanno a che fare
Con un deserto da attraversare.

Medolla, Marzo 2011

IL CONFINE

C'è un momento
Quando stai per cedere al sonno
Nel quale, senza difese, sei pronto
Ad accogliere ogni pensiero:
I ricordi rarefatti dell'infanzia
Il volto di chi è venuto a mancare
Le misere preoccupazioni della giornata
Ciò che resta ancora da fare.
Dove sei adesso?
Oltre il confine dei sogni
Lontana mille miglia da me.

Medolla, Marzo 2011

NEL MEDIOEVO

Lentamente
Incappucciato
Nei vicoli scuri del borgo
Di ritorno dall'osteria
Verso una casa
Stamberga o baracca
Inutilmente riscaldata
E malamente
Dove l'odore stagnante
Di vecchio
E' il meglio che puoi aspettarti.
Un materasso ti accoglie
A terra posato
Raccolto un giorno
Da terra
Rifiuto abbandonato
Così ti concedi al sonno
Dopo un ultimo sorso di alcool
E l'ennesima boccata di fumo.

Medolla, Febbraio 2011

IL PAPA

Combatte il Papa
A parole
Ogni forma
Di relativismo
Come il male peggiore del secolo.
Son certo che sbaglia
Non vede
Quanto sia bello affermare
Il tutto
E il contrario di tutto
Sublime giuoco incerto
Assolutamente necessario
Al barcamenarsi
Tra le umane cose
Di noi comuni mortali.
Teurgo immacolato
Si dice 
Interprete
Dell'etica di ognuno
Nonché
Unico verbo del Signore in terra.

Medolla, Febbraio 2011

NORDAFRICA

Solca il mare
La speranza
Ha il volto consumato
Della miseria umana
Della fame cronica
Dell'odore dolciastro
Di chi poco si lava
Non per scarsa volontà.
Resta in balia delle onde
A volte, la speranza
Per giorni interi
Tanto da bruciarsi la pelle
O morire di sete
Tra orribili spasmi.
Giunge spesso
Sulle nostre coste
Senza accorgersi
Della loro immane bellezza
Là dove gli scogli si consumano
Lentamente
E il vento batte forte
Gli arbusti.
Passerà
La speranza
Il più delle volte
Per partorire altra miseria
Disillusione
Cattiveria
O rabbia feroce.
Eppure è così bella la speranza
Non ha mai paura
Del futuro.

Medolla, Febbraio 2011

PRIME TIME

Sfilano i drammi
Della cronaca nera
In prima serata
Sotto gli occhi imperterriti
Della gente
Avida d'ogni orrore e di sangue
Di coincidenze apparentemente inevitabili
E pertanto inutili,
Osservano gli esperti
Considerano, malamente
Comunque vada
Sbagliano
Quand'anche avessero ragione.
L'autopsia collettiva
D'ogni tragedia
Assurge a sport nazionale
Fatto di poche
Regole chiare:
Mostrarsi alla telecamera accesa
Parlare ad ogni microfono
Applaudire al passaggio del feretro.

Medolla, Febbraio 2011

LEGAMI

Un leggero odore di fumo
Sulla pelle
Basta un attimo
Per abituarsi
E non sentirlo più
Scomparso per sempre
Indecifrabile
Perché in equilibrio
Con mille altri profumi
Non uno che emerga deciso.
Ecco, a volte mi sento così
Una traccia perduta
Sottile
Un rumore lontano
Senza importanza
Come quando calpesti le foglie
Macerate dall'inverno avanzato.
Anche i ricordi si perdono nel tempo
Basta un attimo per abituarsi
E non sentirli più.

Medolla, Gennaio 2011

VIALE DELLE RIMEMBRANZE

Ho percorso le strade
A folle velocità
Sempre sfidando la morte
E sebbene qualcuno
Fosse convinto diversamente
L'unica volta
Che ho colpito un platano in pieno
Me la sono cavata benone.
Nessuno avrebbe immaginato
Che il Sindaco del paese
Sarebbe venuto
Un giorno
A festeggiare i miei cento anni
E a donarmi lo stemma
Della città.
Che si fottano il Sindaco
E lo stemma.
Adesso che sto sottoterra
Mi sento male veramente.

Medolla, 27 Gennaio 2011

A FINE NIB

Fine
La pagina s'apre
Su un mondo
Ad essa sconosciuto
Oltre il confine
Del recinto domestico.
Infinite combinazioni lessicali
L'aspettano
Volendo esplorarle
Non è che un passaggio
Dal vecchio al nuovo quaderno.
Nel mezzo
Un attimo breve
Dove sarà possibile
Osare
Il tutto per tutto
Anche il silenzio assoluto.

Medolla, 6 Gennaio 2011


GENESI

Impugnare
L'arma più potente
Semplicemente, con leggerezza
Una penna corre veloce sul foglio
Non lascia tempo al pensiero
Di formarsi
Poco alla volta
Come dovrebbe
Per dirsi compiuto
Ponderato
Inattaccabile
Da ogni punto di vista.
Lo strumento e il discorso
Non sono che la stessa cosa
S'intrecciano
L'uno con l'altro
Eppure dei due
S'impone il più lento.
E' la legge della natura.

Medolla, Gennaio 2011

THE CINEMA SHOW

Nella sala buia
Del cinema
Ognuno s'apparta
Coi propri pensieri.
Non importa chi ti siede vicino
Ciò che appare allo schermo
E' la sola cosa che conta
La chiave che apre il cassetto.
Circospetto
Ti guardi intorno
Noncurante
Fingi indifferenza
Non vuoi che altri sospettino
La tua solitudine.
Esci con calma apparente
Del tutto convinto che ogni sguardo
Sia posato su di te.
Poi nella notte
Trascini il passo
Lungo un viale deserto.
Lo spettacolo è finito.

Medolla, Gennaio 2011

QUADERNO

La sera
Che stai per terminare un quaderno
Di versetti
Inutili
Scarabocchi
Piccoli disegni
Vorresti farlo
Con le parole
Migliori.
Questi segni che raccolgono in sè
Tutto ciò che è stato detto
Scritto
Cancellato
Pensato.
Beh, non c'è
Nessun momento speciale
Credimi
Nessuna fine da ricordare
Basterà comperare
Un nuovo quaderno
E de-scrivere ancora
Quello che senti:
I rumori di voi due
Che vi addormentate.

Medolla, 6 dicembre 2010

MAN I HAD A DREADFUL FLIGHT

Ho avuto
Terrificante
Un volo
Di sbalzi denso
E di scossoni
Come in un bus
Che incerto corre
Sulle strade
Malamente asfaltate
Dei nostri paesi
Tutte buche
Pozzanghere e dossi
E polvere al caso.
E' così che funzionano
I viaggi
Che la vita organizza per noi
Verso mete inattese.


Medolla, Dicembre 2010

IL FARO

Il silenzio
Che non ti aspetti
Quando la neve assorbe
Ogni rumore vicino e lontano
Mesi e mesi
Senza sentire una voce
Solo il fischio del vento
Come se ognuno di noi
Fosse il custode solo
Di un faro
Arroccato nel punto più lontano
Della scogliera
Dove non c'è altro che mare
Dove
Non ha senso voltarsi
Verso la terraferma
Ma solo scrutare l'avanti
Dove l'onda s'arrampica al cielo.

Medolla, Dicembre 2010


SPROCAME

Sprocame
Pura invenzione
Luogo indecifrabile
Dispersione di segni sulla carta
Provocazione situazionista
Semplice collazione
Circuito di confini alterati
Dall'assunzione del peyote
Desueto atto amministrativo.
Troverà la propria storia
Nella piccola cappella votiva
Circuita dalle automobili?
Sprocame è un tentato omicidio
O l'avvio d'una rinascita?
A voi la scelta.

Medolla, Autunno 2010

LA QUAGLIA

Sogni di volare
Sbattendo le ali
Come una quaglia impaurita.
Ti osservo perplesso
Forse anche io sto volando
Ma nell'alto dei cieli
O dall'alto dei cieli
Qualcosa ci sfugge
Di ciò
Che resta quaggiù.
Tra i cespugli intrecciati
La quaglia impaurita
Ha nidificato
Per protegger se stessa
E i pulcini.
Impacciata
E' la prima occasione che ha
Per durare la vita.

Medolla, Novembre 2010

COMPOST

Siamo
Dei piccoli esseri ignobili
Inutilmente legati
A questa terra
Per un tempo
Breve, talmente breve
Una fugace apparizione
Nella vita di altre persone.
Tutti insieme
Non siamo
Che un putrido ammasso
Di materia organica
In decomposizione.
Anche al netto
Delle impurità
Saremo classificati
Come un pessimo concime
Per le future generazioni.

Medolla, Inverno 2010


L’INCIVILE PAESE

L'incivile paese
Privo
Di qualsivoglia idea
Riguardo il proprio futuro
Incapace di veder oltre un palmo di naso
Come uno dei tanti animali
Cui la natura ha negato la vista
Per motivi funzionali
Vaga in una grotta oscura
Sbattendo di tanto in tanto
Nello spigolo d'una roccia,
Si lacera le carni
Gocciola sangue
Da ferite non rimarginate
Pesta distratto
I propri escrementi.
In mancanza d'altro
Si disseta del piscio
Ancora tiepido
Prima che il terreno l'assorba.
E' un corpo malato
Incapace di accoppiarsi
Donare la vita
Creare qualcosa di nuovo.
Ogni cellula sparge
Inutilmente
Deboli anticorpi
Dove cresce il tumore.
Lo sconforto s'aggira
Per le strade
Staremo a vedere...
S'avvicina la fine
E' inutile
Come sempre è stato
Dimenticheremo tutto.

Medolla, Autunno 2010





DATE PALINDROME

Date
Di giorni palindromi
In attesa della prossima
Abbastanza vicina da farci sperare
Che in molti ci arriveranno
Salvi e sani
l'11/02/2011
Nell'attesa, dicevo,
Restiamo abbagliati
Dalla prima pioggia invernale
Che sgorga incessante
Dal grigio del cielo.
E poi di nuovo a domandarsi
Se il numero
Esprime un valore diverso
In base alla forma che assume.
0 non è altro che 0
Ed 8 è certamente uguale ad 8
Da qualunque parte lo si prenda
Ma se il 6 sia palindromo di 9 non so.
Una doppia simmetria
Un comportamento specchiato
Non bastano a dire
La vera natura
Di ciascuno di noi.

Medolla, Ottobre 2010

IN THE CITY

Ogni secondo che passa
Ogni persona che passa
E sfiori indifferente
E vorresti fermarti con tutti un momento
Per osservarli negli occhi
E capire
Se a loro volta
Si guardano intorno
Chiedendosi come sia composta
Questa informe marea
Apparentemente priva
Di una meta
Che ondeggia
Come uno sciame di insetti brulicanti
Privi di coscienza
Se non collettiva.
E' tutta qui
La bellezza della città
Ritrovarsi da soli
A pensare
Alle solite cose:
La morte e la vita.

Medolla, 9 Ottobre 2010

RICERCA

Ricerca è parola
Abusata
Stuprata davanti e di dietro
Prima rapita, uccisa
Abbandonata quindi in un fosso
Non troppo profondo
Ai margini della città
Nei primi anni ottanta.
E così
Convinto che un funerale
Potesse bastare
Hai imparato a fingere il dolore
Nelle successive occasioni:
Vale la pena
Cercare ogni volta
Nuova pietà in fondo al cuore?

Medolla, Ottobre 2010

201

A volte
La penna
Scorre così
Non sapendo che fare
Decide di andare
Qua e là
Senza meta
Imprecisa
Osservando curiosa
Ciò che intorno le sta.
Il vento ne sbatte
A destra e a manca
Se piove corre al riparo
Sotto l'androne
Del bassocomodo.
Quando il sole ritorna
La parola
S'incammina lenta
Verso una storia nuova.

Medolla, Settembre 2010

IL VANGELO SECONDO JOSE’

Il centurione
Che mi colpì al costato
L'ho perdonato.
Del resto
Che cosa potevo sperare
Mani e piedi inchiodato
Ad un legno
Nell'aria lamenti di donne
I primi segni del temporale
Dal Padre in un fiat rinnegato.
Per il bene del mondo
Ho rinunciato a lottare
Come puoi non capire?
Preferisco la corona di spine
La spugna imbevuta di aceto
Il cencio
Su cui riversare
Gli ultimi umori polmonari:
Un inutile straccio
Da venerare al bisogno.
Passati tre giorni
Terrete una festa
Questo v'importa davvero
Tanto io, prima o poi,
Non sarò che un ricordo.

Medolla, Estate 2010

TEMPO

La nozione di tempo
Non è una misura
L'orologio
Alla fine
Si muove come sempre
Al ritmo convenzionale
D'un secondo alla volta.
La nozione di tempo
Non sono gli anni lontani
Che abbiamo vissuto
Così diversi da oggi
O quelli inesistenti
Che ci restano.
La nozione di tempo
E' l'intensità
Dei miei desideri.

Medolla, 4 Agosto 2010

LA FORMA DELLE COSE

Non credo davvero
In quello che vedo
La forma delle cose
E' un imbroglio
Voluto da Dio.
Ti svegli un mattino
Ed inizi a pensare
E non riesci più a smettere.
Una dannazione
Priva di senso
Continua mutazione
Caleidoscopio indescrivibile
Di cui non ricordi più nulla
Quando viene la sera.

Medolla, Agosto 2010

MONTALBANO

Una foto sbiadita
Ingiallita
Non solo metaforicamente
E' tutto ciò che conservo
Della mia infanzia
Sebbene al momento
Non saprei dire ed aprire
Il cassetto
Nel quale una mano pietosa
L'ha posta
Perché sia conservata più a lungo
Delle vite ch'essa descrive.
Due fratelli
E un triciclo
Probabilmente rosso
Odore di povertà
Rivalsa
La verità di chi ha vinto la guerra
Anni di duro lavoro
Il nonno al mulino
Bracciante all'occasione
I frutti rubati al vicino.
Dove sarà
Quella con la strada innevata?
Di certo avrò provato
Un immenso stupore.

Medolla, Luglio 2010

VENTILATORE

Sopportare il caldo
Grazie a un misero ventilatore
E la tua assenza
Dispersa
Nella miscela di voci e motori
Che emilianamente sfrecciano
Sulla strada
Grilli
O forse insetti
Che non conosco
Porte che sbattono
Catene di bicicletta.
In un attimo
Sei sparita di nuovo
Perduta
Tra fatue immagini digitali
Di ciò che è stato.

Medolla, 11 Luglio 2010

192

Scrivo
Come se fossi
A un passo di montagna.
Uno di quelli
Attraversati da ragazzo
Senza capirne il senso.
Ora soltanto vedo
L'attimo nel quale
Ho posato
Il piede
Oltre la china
E ho scelto
La via del ritorno
Alla casa
Dove tu ancora mi aspetti.

Medolla, Primavera 2010

193

Ho sognato
Nera una pioggia
Come catrame densa
Api gigantesche
Attaccavano la casa
Sola difesa
Lo stare
Uniti
(C'era anche il cane)
Al risveglio
Uscire
Cercare
Il cibo che manca
Per fame
Non per amore.
Pochi sopravvissuti
Per le strade
Odori non ne ricordo
Non so
La fine della storia
Merito forse
Delle benzodiazepine.

Medolla, Primavera 2010

UN GIORNO

Un giorno
Ti resteranno
Soltanto
Alcune misere ore di vita.
Schiavo della morfina
Ti sembrerà
D'essere un occhio artificiale
Sospeso nell'alto dei cieli
Vagamente consapevole
Di ciò che è stato
Stanco osservatore neutrale
Dei mali tuoi
E del mondo.
Lascerai a terra un quaderno
Con alcune frasi sconnesse
Pronuncerai poche parole
Incomprensibili
Tra un conato di vomito e l'altro
Non sei in fondo un poeta?
Poi l'ultimo profondo respiro...
E' veramente così
L'ho visto.

Medolla, Primavera 2010

TU CHE MI NEGHI LO SGUARDO

Tu che mi neghi lo sguardo
Quando più lo desidero
E perciò non so
Il colore dei tuoi occhi
E se anche li guardassi in eterno
L'attimo dopo li avrei dimenticati,
Tu che mi doni lo sguardo
Quando meno me l'aspetto
E perciò non mi accorgo
Della luce che in esso risplende
Ma soltanto che l'attimo è andato
Perduto per sempre,
Tu non ascolti
Il mio canto distratto
La preghiera che al cielo rivolgo
Tu non osservi il mio volto
Cambiato dal tempo
Non leggerai le parole
Che ho scritto stasera
Nè quelle che ho cancellato.
Ciò che di più trasparente
C'è in me
Tu non lo vedi.

Medolla, 2009-2010

UN CERCHIO

Un quasi cerchio
Tracciato sul foglio
Dalla penna fidata
E' il recinto nel quale
Se vuoi
Puoi entrare
E' il contorno
Che so indefinito
Della mia condizione.
Se lo chiudo per sempre
Diventa più chiaro
Lo stato delle cose
Ciò che sta dentro
Ciò che sta fuori.
Esiste davvero
L'insieme di ciò che cerchio non è?
Esiste il confine
Tra il nulla
E il tutto
Il qualcosa
La parte
La traccia
Il ricordo
Il segno
L'impressione
L'essenza
La forma
La descrizione vaga?
Stai attento:
Al limite
Della mappa
C'è soltanto
Il bordo
Tagliente
Del foglio.

Medolla, 2009 - 2010

VECCHIE SCARPE

Stavo cercando
Di recuperare
Quel vecchio paio di scarpe
Così logore e comode.
Mia moglie
Le aveva lanciate
Sul ripiano più alto
Dello scaffale in cantina.
Volevo usarle soltanto
Come scarpe da giardino
Niente di più.
Nessuna metafora
O senso recondito
In quella breve arrampicata
Nessuna meta lontana da raggiungere.
Sarà stato per questo
Che lo scaffale
Mi s'è rovesciato addosso
E sono morto.

Medolla, 16 febbraio 2010

187

Ti svegli
Un mattino tra i tanti
La doccia, un latte e caffè
Gli abiti appesi.
Quando
All'improvviso
Il laccio si spezza
E un lembo ti resta
Nella mano penzolante.
E' un attimo,
Come si dice,
Fugace
In fondo potresti
Far finta di niente.
Poi d'un tratto capisci:
Ci sono cose della vita
Che non torneranno.
Puoi ricucire lo strappo
Ma il laccio
Non sarà
Mai più
Lo stesso.

Medolla, Gennaio 2010

ABITO A RIGHE

Ho preso la penna
E scritto le parole:
"Ho preso la penna
E scritto le parole"
E poi, voltata la pagina
Ho cercato ancora parole
Dove sappiamo bene
Non esserci altro
Che bianco foglio rigato
Di righe
A me indifferenti.
Non m'importa
Essere sotto o sopra le righe
Procedere storto o diritto
Saltando di palo in frasca
(E come potrei
Se non dopo aver
Saldamente piantato
Un palo vicino a una frasca?)
Basta
L'unica cosa da fare
E' lasciarsi
Andare
Cercare
Frugare
O meglio rovistare
Tra le righe
Così che ciascuno
Possa trovare
Quel cazzo che gli pare:
Un bandolo della matassa
La briciola a terra caduta
La pagina con il segnalibro
L'impronta lasciata sul lido
La luce del faro nella tempesta.
Tra le righe
Di solito si trovano
Mondi inesplorati.

Medolla, Inverno 2010

LOVE IS THE ANSWER

E' compito
Dell'uomo incerto
Portare alla luce
Anche il più insignificante
dei ricordi:
Le fragole raccolte nel parco di una villa
Le arrampicate sui pioppi
Una caduta in bicicletta
Un granchio sotterrato
Nell'angolo più remoto del giardino
Alla colonia estiva
Gli incubi notturni
Che mi costringevano al pianto
Uscire di casa alle 4 di notte
Per osservare una cometa
Ferirsi ad un braccio per rubare pochi frutti.
Cerco di capire chi sono
Cosa abbiamo in comune
Io e il resto del mondo.
Il disinteresse reciproco
Prima di tutto
(Potrebbe essere l'amara conclusione
Di queste righe)
O al contrario
La curiosità profonda
Per chi sappiamo essere diverso.
Leggi l'ultimo frammento di Carver
E avrai la risposta
Semplice
Indicibile
Scontata.
Intanto come Alice
Precipito in un pozzo senza fondo
Dove antiche unità di misura scomparse
Lingue morte
Civiltà negate da civiltà
Si fondono inarrestabili.
Tutto si riduce a unità
Tutto prima o poi si separa
Non dimenticarlo.

Medolla, Ottobre 2009

ODORI

Pappardelle con cacciagione
Vino bianco frizzante
Un toscano e una stria
Poi gelato, biscotti
E un passito non male.
In fondo il caffè.
Sul mio corpo sudato
Ritrovi
Gli odori sgraditi
Dei cibi ingeriti
E mal digeriti.
Quel che sono
Fuoriesce
Incessante dai pori
Non posso
Fare altrimenti.
Prova pure ribrezzo
Per come l'anima mia
Si divide in miliardi
Di parti - celle
Che diffondono il lezzo nell'aria.
Fuggi lontana
Se questo ti basta
Per sentirti pulita,
T'insegue purtroppo
L'odore dolciastro
Deposto per giorni
Sui nostri cuscini.
Tempo perso
Se mi odii per questo.

Medolla, Settembre 2009

STREAM

La musica
Sotto un cielo di stelle.
Il futuro seduto accanto a me
Infreddolito
Su una sedia di plastica
Silenziosa.
Intanto il mio tempo
Scorre inesorabile
Per quanto ancora
Mi chiedo
Cinque anni o cinquanta?
L'importante è ripetere il gesto.
Rivoltare la terra
Dopo l'ennesimo raccolto
Portare allo scoperto
L'anima del mondo
(Viene alla luce qualche verme
Trova un seme
Un buon motivo per crescere
Seccano le radici strappate)
What am I doing to myself
And why?
Ecco le parole che cerco
Le ha scritte Bukowski
Soltanto ha dimenticato
Di darmi la risposta.
E così qualcosa mi manca:
Il fianco d'una collina
Da cui precipitarsi
Un deserto per urlare la voce
Un abisso marino profondo
Come l'ultimo respiro
Un fuoco di cui aver paura
La musica
Sotto un cielo di stelle.

Medolla, Settembre 2009

183

La goccia
Che il vaso
Fa traboccare
Cade leggera
Come una piuma.
L'effetto
Inatteso
Di un piccolo gesto.

Medolla, Settembre 2009

BUSSOLA

Tuo figlio
Ritrova
Tra i suoi vecchi giochi
Una piccola bussola
Di plastica trasparente
E vorrebbe buttarla.
Ma no, gli dici,
Conviene tenerla
Per il prossimo viaggio
Che dovrai affrontare
Verso un luogo che adesso
Ancora non conosci.
L'appoggi lì
Tra le altre cianfrusaglie
Nel vaso
Sul tavolino di vetro
E sai che indicherà per sempre
La giusta direzione
Quella che prima o poi
Mi porterà da te.

Medolla, Settembre 2009

FESTA DI CHE?

In fondo
Cosa ti lascia la festa
A parte l'odore di fritto
Sulla camicia?
Migliaia di persone
Che non vorresti conoscere
Per tutto l'oro del mondo
Il rumore assordante
Delle loro parole
L'umidità della sera
Sulle spalle
Qualche minuto
Di inutile allegria
Un argentino che canta
Celito Lindo.
Ho consegnato L'Unità
Casa per casa
Negli anni 70
Ma il filo di quella storia
S'è spezzato per sempre.

Medolla, Settembre 2009

GLI ZINGARI

Gli zingari
Si accampavano
Lungo il sentiero sterrato
Che conduce alla casa
Che fu dei miei nonni
Di fianco al canale.
Avevano carri
Trainati da lenti cavalli.
Erano gli anni sessanta
Una storia agli sgoccioli
Degenerata in un batter di ciglia
In caravan bianchi
Agganciati a un Mercedes.
Che sciocco sono stato
Non aver mai giocato
Con loro.

Medolla, Agosto 2009

SABBIE IMMOBILI

Un mistero
Per sempre sarà
Come ti colga il sonno
Nel momento più inaspettato.
Quella forza
Che mi costringe a pensare
Non è che l'onda evanescente
Di un sasso gettato
Con noncuranza.
Trascinato sul fondo
Tra il limo e le erbe
Annego in un mondo
Diverso dal tuo
Cui tendo una mano
Che non tocca
Il limite imposto dalla natura
Tra l'aria e le acque.
Si ripete la scena:
Come attori in teatri diversi
Pronunciamo ogni sera
Le stesse battute.
Conosciamo la parte
Alla perfezione:
Tu dormi, io penso.

Medolla, Agosto 2009

SCIROCCO

Il pensiero
Di tutto quel vento
Che mi viene incontro
Dal mare aperto
E che per giorni interi
Consumerà il mio sigaro
Mi tormenta
E mi scalda
Come il ricordo delle cose passate.
Quando sarà
Tutto finito
Di certo ne sentirò la mancanza.
Dodici giorni
Senza toccare
Un goccio di vino o di birra.
Anche la più strana
Delle promesse
Ha un termine.
Come l'amore
Come la vita.

Lido Marini (Ugento), 22/23 Giugno 2009

OLTRE LO SPECCHIO

Non temere
Non sono che uno specchio
Leggermente incrinato dal tempo
Ma ancora capace
Di rendere intatta
L'immagine tua.
Usami pure.
Appeso nella penombra
In fondo al corridoio
Dipingo di te ogni cosa.
Del presente, quella che meno t'aspetti
Del passato, i ricordi più veri.
E se avrai la bontà
Di guardarmi ogni giorno,
Per un attimo solo,
Anche ciò che sarai nel futuro.

Medolla, 23 agosto 2009

REDENZIONE

Nel breve volgere
Di uno scroscio estivo
S'è composto il canto
Della mia redenzione.
Come un agnello
Sgozzato
Per la gioia d'un ospite inatteso
Vengo trascinato impotente
Verso un patetico destino:
Donare le carni
Grondanti di sangue
A chi avrà il coraggio
Di levarle al cielo
Nel gesto
Per me incomprensibile
Del sacerdote
Che proclama
Amore indiviso ed eterno
Per tutti.
Squallida cerimonia
Vuota ricerca
Di una forma
Che non esiste,
L'amore finisce
Nel momento stesso
In cui lo dici.
Ecco
Adesso il respiro
Di quest'aria opaca
S'è interrotto per sempre,
Ferme le voci.
E' un peccato mortale
Ma bisogna sapere
Le stesse parole
Per dirsi la vita.
Si disperde la folla dei curiosi
Scende lenta alle case
Al termine del rito.
Io non sarò mai come loro:
Una vita è poca
Due sono troppe.

Medolla, Agosto 2009

SOGNI

Forse stavi sognando
Ti ho scossa bruscamente
Ed hai avuto paura
Ma un attimo dopo
Hai riacciuffato il tuo sogno
Come se niente fosse successo.
Forse stavo sognando
Ho cercato di portarti con me
Non so bene dove
Ma non ci sono riuscito.
Non ci sono riuscito.
Gettami come
La zavorra della mongolfiera
Il rumore sordo
E lontano
Della caduta
Non può disturbarti.

Medolla, Estate 2009

N. 172

Amo
Il gusto deciso
Aspro e pungente
Del Toscano Originale.
Mi aiuta
A non dimenticare
Il sapore
Del tuo ventre.

Medolla, Luglio 2009

AEROPLANI

L'altra notte
Eravamo in terrazza.
Io, da seduto, osservavo
Il tuo fondoschiena.
"Niente male" mi son detto.
Poi d'improvviso
Senza un perchè
Ti sei allontanata.
In cielo
Due aeroplani
Confusi tra le stelle.
Li avevamo osservati
Poco prima
Allontanarsi lenti
Lampeggiando
In opposte direzioni.
Puoi star certa
Che nelle prossime ore
Non si scontreranno tra loro.
Una immane tragedia evitata
Almeno per questa sera.

Medolla, Luglio 2009

L’INDIFFERENZA

L'indifferenza
Che più mi colpisce
Rapida cresce
Come i pomodori nell'orto.
Non basta raccoglierli un giorno,
Quello successivo
Eccoli lì di nuovo
Più numerosi e maturi.
Terminata la stagione
Dovremo estirpare le piante
Liberarle
Dal modesto castello di legni
Che a stento le ha sorrette.
L'indifferenza
Di tutto incurante
Persino di sè
Regna ovunque sovrana
Anche se tu non la vedi.

Medolla, Luglio 2009

LO SBARCO SULLA LUNA

Non avevo
Ancora otto anni.
Mi sembra d'esser restato
Sveglio
L'intera nottata
Per sapere se l'uomo
Sarebbe davvero sbarcato
Sulla Luna.
Quanti desideri
Quanti libri sull'Universo
O la struttura dell'atomo
Letti inutilmente!
Da quel giorno
Il mio cuore
Ha viaggiato a casaccio
Nello spazio e nel tempo
Deformati
Dalla materia.
Solo adesso capisco perché.

Medolla, Luglio 2009

L’ELENCO DELLE COSE IMPORTANTI

Il maschio
Abbandonato da tutti
Non può che bearsi
Della propria solitudine
Come il condottiero vincente
Dopo la battaglia
Quando ai rimasti vivi
Mostra fiero se stesso
Vagando per il campo
Con lo sguardo sornione
Di chi solo sa
Quali sono le cose
Per le quali vale la pena di vivere:
Un rosso di corpo
Un bianco profumato
Una birra fresca
Le volute del fumo toscano
Il Manifesto
Suonare la chitarra
Impugnare la stilografica
Dirsi scrittore o poeta
Un amico che non senti da anni
Ma non importa, è sempre amico tuo
L'attesa dell'amore
L'attesa della morte
Il viaggio verso una terra lontana
Dove il sole ti brucerà la pelle
Keith Haring
E il drago che ha disegnato sul tuo braccio
Senza saperlo
I Ragazzi Selvaggi di Burroughs
E i libri letti a 18 anni
Quando hai creduto di essere un uomo
Charles Bukowsky e Allen Ginsberg
E le loro oscene verità
Aspettare inutilmente il tuo ritorno a casa
(Sappiamo bene entrambi come andrà a finire)
Una partita a scacchi solitaria
E il ricordo di Bobby Fischer campione
La prima volta che hai ascoltato
Le Sacre du Printemps
E non te l'aspettavi
L'ultima volta che hai ascoltato
Waltz for Debbie
E ti accorgi che è sempre più bella
La giusta dose di hashish
Fumata in compagnia
Il rientro del figlio alla casa
Le rondini appena nate
Nei nidi dei portici a Carpi
Le parole che ho cancellato.
Ecco l'elenco
di alcune cose importanti per me.

Medolla, Giugno 2009

RIFUGIO

Adesso
Vorrei nascondermi
Tra i milioni di spighe
Perfettamente ordinate dal contadino
Appena ondeggianti
Sotto un vento leggero e soffocante
Schiacciarle col peso del corpo
Sentirne ogni chicco
Conficcarsi
Nella schiena.
Stare per ore così
Unito soltanto
Al cielo e alla terra
Senz'altri pensieri
Che non siano i miei.

Medolla, Giugno 2009

NESSUNO

Il vento
Oggi ha girato.
Annunciato da un temporale
Lontano
Adesso viene da terra.
Trascina con se
Molte storie finite
Le restanti conduce
Verso un punto
Di non ritorno.
Di tutte
Racconta qualcosa.
Ma chi sta ad ascoltarlo?
Quanta energia
Sprecata inutilmente!
Nessuno
Ha messo a nudo
Davvero
Il proprio corpo
Su questo lembo di terra.

Lido Marini (Ugento), Giugno 2009

IL SICILIANO

Abbiamo viaggiato
Un pomeriggio e un mattino
(Dormito la notte)
Sotto la pioggia
Leggera, a tratti,
Poi torrenziale
Assieme estiva e invernale
Un uragano
Hanno scritto i giornali
Del giorno dopo.
All'arrivo ci attendevano il sole
E, scesi alla spiaggia
Lo scirocco.
L'ha detto il siciliano
E poi
Ha parlato per ore e ore
Ininterrottamente
Come la pioggia del giorno prima.
Sapeva tutto di tutti:
Di Svizzera e Francia
Di filiera del pesce e delle acque minerali
Conosceva le genti migliori e peggiori.
Mai più tornerò
A una spiaggia
Senza un buon libro.

Lido Marini (Ugento), 21/22 Giugno 2009

HO RACCOLTO IN UN CAMPO

Ho raccolto
In un campo
Un fiore
Che non conoscevo.
Un fiore
Così delicato
Che mi son vergognato
D'averlo strappato da terra.
Una lacrima è scesa
Dallo stelo reciso
E ho raccolto anche quella
In punta d'indice.
Per conservarla
Avrei dovuto
Portarla alla bocca
Ma il vento
Che adesso raduna
Da ovest
Le nubi per un temporale
Me l'ha portata via.

Medolla, 16/17 Giugno 2009

UNA GIORNATA QUALUNQUE

In una giornata qualunque
Ho osservato
Le grandi nuvole bianche
Che solo l'estate
Può permettersi
Di dipingere in cielo.
A terra disteso
Cercando di leggere Carver
E un trattato di Armonia Funzionale
Poi con calma
Assaporando una witbier
E il solito ammezzato.
E adesso
Di fronte alla pagina scritta
Ho capito
E ricordo ogni istante
Di questa giornata speciale.

Medolla, 7 Giugno 2009

PRO-MEMORIA

Verdi e gialli
I campi di grano
Ancora incerti sul da farsi
In questi primi giorni di giugno.
Seguirò scrupolosamente
La loro rapida evoluzione
Segnando di tutte le spighe
La più piccola trasformazione
Su di un quadernetto rigato
Come un onesto contabile
Tiene traccia d'ogni più e meno.
Avrei dovuto farlo anche in passato.
Registrare l'opera omnia
D'ogni mio movimento e batter di ciglia
O annotare l'intero corpus dei miei pensieri
Per poterli ridire al bisogno.
Un'opera immensa
Per la quale
Mi sono mancate la forza
E le stanze
Nelle quali ordinare scaffali
E raccoglitori.
L'archivio storico
Della mia vita
E' privo di sostanza materiale.
Domani i campi di grano
Saranno più gialli di ieri
Nonostante l'ennesima pioggia.
Un inutile pro-memoria
Tutto sommato.

Medolla, 4/5 Giugno 2009

SEDIMENTI

Una larga macchia di inchiostro
E' l'unica traccia che resterà
Dei miei attuali pensieri.
Quando, tra qualche milione di anni
Un impavido esploratore
Troverà questi resti
Incomprensibili
Io sarò cenere.
Dirà, forse
D'avere scoperto il tesoro
Di un tempo nel quale
L'uomo stentava a ricordare
Il proprio passato.
Sedimentate l'una sopra le altre
Le parole
Compresse dal peso del tempo
Come le sabbie
In roccia mutate.
Qualche colpo di martello
Ben assestato
Potrebbe scalfire
Questa inutile pietra
Sfogliarla
E' proprio il caso di dirlo
O aprirla a quaderno
Un altro luogo comune
E liberare per sempre
I fossili
Di ciò che ho scritto.

Medolla, 28 Maggio, 1 Giugno 2009

IL NUOVO MONDO

Ogni spiaggia
Almeno una volta
Sarà stata la fine del mondo
All’incredulo sguardo del viaggiatore.
Finis Terrae
Cò de Mondo
Ovvero la sostanza del nulla.
L’invisibile traccia
Della vita che sarà.
La sfida lanciata da un giovane uomo
Che oltrepassa il confine
Tracciato dal padre.

Medolla, 2008/2009

METEOROLOGIA

Fossi e fiumi
Ricolmi
D’acque piovute non tanto lontano
Lenti vanno nella pianura padana
Indifferenti agli sguardi
Generalmente non preoccupati
Di alcuni pensionati
Affacciati dal ponte.
Nonostante tutte
Le diverse opinioni
Il fiume
Scientificamente
Determina il proprio andamento.

Medolla, Maggio 2009

FUMANDO UN TOSCANO

Osservo le facce della gente
Cercando di incrociarne lo sguardo.
Ascolto i passi nitidi e svelti
O quelli trascinati
A causa dell’handicap.
Mi soffermo sui seni delle ragazze
Che danzano involontariamente
Sotto le vesti leggere.
Gentilmente rispondo
Alla domanda di due sconosciuti:
“Andate più avanti, e cercate!
Qui troverete soltanto
Le tracce
Dei miei ricordi."

Medolla, Maggio 2009

MUTAZIONI GENETICHE

Troppe le cose non dette.
L’incrocio delle nostre lingue bagnate
Non basterà
A resuscitare
Le parole che sono mancate.
L’etimologia d’ogni significante
Non può che essere
Un grugnito
Un ansimare
Un urlo primordiale
Come al momento
Dell’amore carnale.
Non sai
Quanti milioni di secoli
Sono serviti
Per partorire il concetto
Di vocabolario?

Medolla, Maggio 2009

VUOI RIDERE?

Ridi
Se vuoi
Dei miei versi
Detersi con acqua e sapone
Poi centrifugati
A rilento
Nel vasto cestello
Della mia lavatrice
Che chiamo cervello.
Ridi se vuoi dei miei versi
Dispersi su mille foglietti
Di cento quaderni diversi
Emersi da un mare
Nel quale
Ovviamente
Erano immersi.
Inversi
Versi miei
Dei
Vuoi, se ridi.
Ma se non ridi
Nemmeno stavolta
Fottiti.

Medolla, 26/27 Maggio 2009

VIA TORRE

Anche la più piccola deviazione
Dalle strade risapute della città
Ti porterà
Dove non avresti mai immaginato.
Basta avere un po’ di coraggio.
Prendi via Torre
A Modena:
duecento metri di casbah
a un passo dalla Ghirlandina.
I modesti commerci
Che alcuni ti hanno descritto
Ma non avevi mai
Veduto davvero.
Phone Center, pellami e borsette
Un minuscolo market.
La giovane donna
Ferma davanti ad una vetrina
Che ti osserva incuriosita.
Si sarà chiesta perché
Stavo passando, tranquillo
Proprio in quel giorno cocente?
Potevo fermarmi
E dirle la verità:
“Sto rincorrendo un mio desiderio,
Scoprire la vita per quella che è:
Una interminabile sequenza
Di luminosi universi.”
Non ho avuto il coraggio di farlo
Perché in quel momento
Sono tornato
In via Emilia.

Medolla, 25 Maggio 2009

INFERNO MOBILE

Adoravo percorrere in lungo
I fossi della campagna
Allagati
Calzando stivaloni di gomma
Per proteggermi i piedi.
Costruivo fortini immaginari
Con i grandi lotti di terra
Sbocciati come fiori dai campi
Dopo la prima aratura.
Ho sotterrato così bene
Un coltellino
Che non l’ho mai più ritrovato.
Tutto ciò in solitudine.
Tracce di un piccolo mondo
Che porto con me
Racchiuso nel sacchetto delle biglie di vetro
Che non ho mai posseduto.
Dove
Se non all’inferno
Dovrò scontare una pena adeguata?
Sapere che i fatti
Sono passati
Ma non averne
Che qualche vago ricordo.
Sapere in questo modo
Che non andranno del tutto
Perduti.
Sapere.

Medolla 21/22 Maggio 2009

LA VITA NON E’ UNA SCOMMESSA

La vita
Non è una scommessa
Nè un gioco a somma zero.
Più spesso è una triste partita
Dove tutti
In fondo
Sono sconfitti.
La guerra.
Un amore ridotto
Al lumicino
Dal tempo che passa.
Ogni attimo perso nell'arco
Di una lunga amicizia.
Tutte le parole
Che ho solo pensato
Mentre dormi beata.
Scommetto
Che Dio non potrà ripagarmi
Del bene terreno che non ho consumato.
Dovrebbe farmi rinascere.
Presumi quello che vuoi
Adesso.
Non senti ch'è questa
L'unica tua potestà?

Medolla, 19/21 Maggio 2009