CONTARE LE ONDE

Intere giornate 
In porti diversi
Lambiti dal vento.
Quante volte ho pensato
Di provare a contare le onde
E un attimo dopo capire
Che dall'alba dei tempi
L'una sull'altra
Si sono rincorse
Infinite.
Ma i granelli di sabbia!
Per tanti che possan sembrare
Uno a uno potrei numerarli
Con estrema pazienza
Tenerli in disparte
Protetti
Ché non volino via.
Pressati l'uno sull'altro
A formare un castello
O una pista per bilie
Da percorrere senza una sosta
Ogni giro allo spasmo
Nel cuore il timore
Di restare in eterno
L'ultima ruota del carro.

Contare le onde
É una azione priva di senso.
La speranza di giorni migliori.

Medolla, 2021

LA STANZA

Hai steso un velo pietoso 
Come dicono molti 
Sul mio volto 
Spento da poco 
E per sempre, e in silenzio 
Hai lasciato la stanza.
E adesso, seduta in un canto 
Da sola 
Ripensi alle troppe parole 
Che non ci siamo mai detti. 
È così che hai scoperto 
Quanto bene ci siamo negati.

Medolla, 2021

DELL’ARTE DEL TRADURRE

Ogni codice
È solo la larva
Di ciò che pensiamo,
La parvenza dei sentimenti
Che non sappiamo spiegare
L’eco lontana
Di una lingua straniera
Impossibile da decifrare.
Dire non serve
Ascoltare un inutile sforzo.
Osservo fingendo attenzione, ma so
Il tutto non esser reale.
Il disegno che lo specchio mi rende
O lo spazio
Che da lì mi separa.
D’ogni cosa che esiste
Fuori di me
Nulla mi manca.

Medolla, 2020/2021

REGESTO

 Ecco pronto l’elenco
Ristretto
Delle scuse che potrei accampare
Ogni volta
Che un semplice “No”
Non dovesse bastare:
Da bambino sono stato infelice
Ché nessuno mi ha letto una storia
Per farmi dormire;
Quella volta che avevo ragione
Me la volsero in torto
Senza colpo ferire;
Ho battuto la testa
Ubbidendo a mia madre
E le cose
A miliardi
Che vorrei ricordare
Si son fuse tra loro:
Un groviglio indistinto
Senza capo né coda.

Se ti chiedi pertanto
Cosa vogliono dire i miei “No”
Così secchi, rileggi
Se i motivi ti sembrano
Privi di senso
Rifletti.
Scoprirai che alle volte
Non esiste un perché
Non c’è nesso causale
Né un legame casuale
Che possa spiegare alcunché.
Solamente
Non sappiamo ascoltare.

Medolla, Giugno/Dicembre 2020

RECINTI

È vero
Io sono il silenzio.
Ma tu?
Con che diritto reclami l'accesso
Nel recinto dei miei pensieri?
Pastore non sei
E il tuo branco di cani
Non potrà ricondurmi all'ovile.
Già vivo rinchiuso
Ma libero in fondo
Di tacere quello che penso
Di dire ciò che ti aspetti.
I tuoi cani,
Non lascerò che mi facciano a brani
Per cavarmi un lamento
Che non ho.

Medolla, Maggio/Dicembre 2020

IMPROVVISO

Nascosto
Tra le nebbie mattutine
Viaggiando lento
Come lumaca
Protetto dall'involucro soffice
Del tempo che passa
E passa
Come se niente fosse.
Tutt'intorno a me
Le cose che non vedo
Dissolvenze incrociate
Nel mio campo visivo
Se ne vanno, come sono venute
Portate dal nulla.
E' così che mi sento
Grigio, perduto in un tubo
Alle pareti appesi
I miei lunghi silenzi
Che tu
Vorresti scardinare.
Non capisci che essi
Sono la forma
Della mia non-violenta
Resistenza passiva
Ai mali del mondo.

Medolla, Inverno 2020

SUCCEDANEO

Ti verrà un gatto in casa
Un grigio gatto qualunque
Ignaro di certo
Che dal vetro
A specchio
Della porta d’ingresso
L’hai osservato
Immobile
Sul vialetto di casa
Sospettoso ad ogni rumore.
E quando il gatto avrà cacciato
Ogni topo metafora
Delle tue paure
Lo colmerai di mille carezze
Stringendolo al petto.
Non durerà
Purtroppo.
Il gatto
Surrogato
Non è ciò che pensi
- amorevole bestia qualunque –
Ma la prova lampante
Che la vita è pura finzione
E ogni cosa
Sta per un'altra.

Medolla, Dicembre 2019 / Gennaio 2020

TUTTO É IL CONTRARIO DI OTTUT

Essere
In qualche parte del mondo
Due punti
Antipodi uniti
Da una retta passante
Nel centro, non-ostante
La descrizione del tutto
Come l'insieme degli oggetti
Che io non conosco
Che io non possiedo.
Avere
La netta impressione
Che il tempo
Non finirà
Ad un tratto
Ma diluito
Nel lento fluire
Senza preavvisi
Dei nostri pensieri.
Dire
E non dire
Ma in fondo farsi capire
Basta poco
Crediamo
Per spiegare questo delirio
D'autore.
Fare
E disfare
E commettere errori
E ridurre la vita a modesti ricordi
Una pratica soluzione
Per lasciarsi alle spalle
Il tempo che passa.
Agli antipodi un doppio
Di me allo specchio
Scrive il contrario
Di ciò che scrivo.
Tornerai
Ma non saremo mai
Contemporaneamente
Nel medesimo posto.

Medolla, Novembre/Dicembre 2019

PROVE GENERALI

Un giorno
Le cose che pensi
Ti fuggiranno di mano
Per caso
Trattenerle
Sarebbe un errore
Spiegarle
Un inutile
Spreco di tempo.
Le parole che adesso
Non vuoi pronunciare
Come frutti maturi
Cadranno per terra
Facili prede
Di chi
Vorrà nutrirsene.
Un giorno
L'aria satura di silenzio
Ci toglierà la coscienza
Il respiro
Di ogni possibile ricordo.
La vita
È una inutile prova generale.
Tanto nessuno
Potrà mancare
L'uscita di scena.

Medolla, 2018/2019

VICOLO CIECO

Ti aspetti 
Un amore qualunque.
Qualcosa 
Di cui hai sentito parlare 
Soltanto 
Nelle frasi fatte.
Non sarebbe così male 
Tutto sommato.
Poi un giorno 
Girato l'angolo 
Ti prende alle spalle 
Una folata di vento 
E ti spinge 
Con forza 
In un vicolo cieco.
Non temo il silenzio si rompe 
E sento la tua voce 
Che mi vuole aiutare.

Medolla, 8/17 Dicembre 2018

PRICELESS

Nella nebbia
Da solo
Guidare
Senza direzione
Divorato dai parassiti
Che mi crescono dentro.
C'è sempre una strada inesplorata
Nella pianura Padana.
È così
Che ho trovato
Quella vecchia bottega
Piena
Di ricordi
Che non mi appartengono.
Sul bancone
In bella vista
C'è una cosa soltanto
Priva di prezzo:
Il tuo sorriso.

Medolla, 18 Novembre 2018

IL CICLO DELL’ACQUA

Tra la mia spalla sinistra 
E il collo.
È quello il punto 
Dove l'intero Universo 
Si adagia 
In perfetto equilibrio.
Di lì si dipana 
Il letto di magra 
D'un torrente inatteso.
Goccia su goccia andrà 
Sempre più lento 
Disperso 
Nell'eterno ciclo dell'acqua.
Assunto nell'alto dei cieli 
Vedrà finalmente 
I confini del mare.

Medolla, Estate/Autunno 2018

PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA

Non chiedermi 
D'esser sincero.
Quando 
Sapresti s'è vero?
Accogli piuttosto il mistero 
Delle parole 
Che mi fuggon dal senno 
Senza motivo 
Istradate 
Dai paraocchi che indosso 
Come un somaro 
Costretto 
In tondo a girare.
Nei solchi 
Che poco a poco ho scavato 
Non seminare.

Medolla, Primavera/Estate 2018

PANNI SPORCHI

Troppo facile mettersi 
Di tanto in tanto 
Nei panni degli altri 
E concludere 
In quattro e quattro otto 
Che i propri 
In fin dei conti 
Sono i migliori.
Nei panni degli altri 
Bisogna restarci una vita 
Per capire come indossarli.

Medolla, 23/24 Dicembre 2017

IL MANUALE DELLE ISTRUZIONI

Invidio 
La tua sicurezza 
Nel dirmi 
L'amore cos'è 
E come mostrarlo 
Con atti e parole.
Deve esserci 
Da qualche parte 
Un manuale 
Con le istruzioni 
Che io non ho letto.
Così procedo a tentoni 
Mi lascio guidare 
A momenti dal cuore 
Più spesso 
Da una ragione, presunta 
E mi perdo 
Tra i sensi obbligati 
Di questo cammino.
Nell'angolo più riparato 
Dell'orto 
Coltivo non dubbi 
Ma una sola certezza:
Esistono amori infiniti 
Nelle forme e nel numero 
E il tuo, per questo motivo 
Non è più vero del mio.

Medolla, Dicembre 2017

AL DIAVOLO!

Ti versi addosso 
Un sorso di birra. 
Qualunque cosa sia 
Non la puoi controllare:
È un tremore essenziale. 
Non farne una tragedia 
O peggio una commedia 
Tanto non esiste un perché 
Non c'è 
Pubblico pagante. 
Per te solo 
Reciti la parte 
Dell'attore non protagonista. 
Poche battute 
Mal pronunciate 
Forse addirittura sbagliate 
E ogni cosa 
Ti sfugge di mano. 
È un cambio di scena 
Improvvisato 
Genio incompreso:
Fingere 
Che non sia successo niente.

Medolla, Estate 2017

VENT’ANNI DOPO

Non esiste un semplice 
Futuro nel mio 
Calendario. 
Pensa ad esempio 
Al duemila 
Trentasette. 
Talvolta vent'anni 
Sono una vita 
Fatta e finita 
Una stagione 
Che muore 
In un giorno qualunque. 
Noi marionette 
Mosse dal caso 
Ci rivedremo 
Allo spedale 
Probabilmente. 
E i tuoi occhi 
Saranno gli stessi 
Che oggi non vedo.

Medolla, Primavera 2017

UN TORRENTE

Nel letto
In secca
Del torrente
Stanno
Migliaia di ciottoli
Silenziosi.
L'acqua che li ha levigati
Oggi è solo un ricordo
Amaro.
La prima vera stagione
Porterà di nuovo
I rumori
Gli scrosci
Le correnti improvvise.
I sassi
Nei gorghi
Poco alla volta
Cambieranno posto
Per sempre.
Aspetterò.
Voglio dissetarmi
Ancora
Delle tue parole.

Medolla, Gennaio 2017

PROVOCAZIONI

Orbene
Facciam per prima
La rima con rima.
Fatta la rimiriamo.
Poi rimiamo
Come proposto
Col rubamazzo:
Un pazzo
Fuggì dal manicomio
Usando un razzo.
Teneva in mano un lazzo
E lo ruotava.
Vederlo
Fu per tutti un gran sollazzo.
Quando atterrò
In un campo
Fiori raccolse
E ne raccolse un mazzo
Poi li disperse
Senza un motivo
In uno spiazzo.
Da tutto ciò
Un artista che passava
Prese l'ispirazione
Per tessere un arazzo
Che ritraeva
Il pazzo
Il razzo
Il lazzo
Il mazzo nello spiazzo
Ed un arazzo.

Medolla, 13 Gennaio 2017

CAPOLINEA

Ti addormenti 
Cullato 
Dagli scossoni del tram 
Stanco degli anni che porti 
Schifato dall'odore 
Di chi ti siede accanto. 
E quando ti svegli 
Sei al capolinea 
Quel punto della città 
Dove tutte le strade convergono. 
E devi scendere 
Lento 
Nella testa i rimbrotti 
Del conducente. 
Ti incammini 
Nell'unica notte che c'è 
Sicuro 
Di aver perso per sempre 
La via del ritorno. 
Non c'è verità 
Nel tuo odio.

Medolla, Estate/Autunno 2016

UN BAMBINO

Non stupirti 
Se in me
Vive ancora un bambino
Inconsapevole
Di ciò che sarà.
Perduto
Tra inutili sogni.
È con i suoi occhi
Che vedo
La tua bellezza. 

Medolla, Estate 2016

EGO

Quattro righe come sentenza.
La pioggia stava finendo.
Ma una goccia non basta
Ad annegare il mio ego

Medolla, 7 settembre 2016

TRACCIARE UN CONFINE

In un fosso tra i poderi
Nel mezzo del corso d'un fiume 
Sul crinale d'una montagna. 
Ogni atomo 
È un confine concreto. 
Non possiamo che stare 
Dall'una o dall'altra parte. 
Lanciare un soldo per aria 
Senza aspettare 
Che cada per terra
Il risultato non conta
Qualunque esso sia. 
Siamo le facce 
Di una sola medaglia 
Universi paralleli 
Che mai si vedranno. 
C'è sempre un confine 
Nel tempo 
Tra il prima ed il dopo 
Ed è questo momento.

Medolla, Primavera 2016

PERLE

Questa sera 
Le parole 
Si rincorrono allegre 
Senza malintesi. 
Una collana di perle, 
Naturale cornice 
Ai tuoi sorrisi.

Medolla, 11 maggio 2016

PRIMAVERA

Son tutti indaffarati 
A scorciare l'erba 
Nei prati raccogliere 
Le ultime foglie 
Secche da terra. 
In pochi giorni 
Le nuove 
Hanno preso 
Il posto sui rami. 
Vita breve le aspetta:
Si dice 
L'ennesimo caldo infernale 
Un temporale 
L'autunno. 
Poi marciranno. 
Ogni vita
Ha il proprio tempo finito. 
Che differenza può fare?

Medolla, Primavera 2016

TOO EARLY, TOO LATE

Troppo presto 
Il risveglio 
Questa mattina
Non c'era nessuno 
Sulla strada 
Che potesse ascoltare 
Il mio vaneggiare.
Tutta l'alba 
È svanita 
In un solo momento. 
Troppo tardi 
Dormirò questa notte 
Ancora una volta 
Ho rincorso 
Una sola parola. 
Nell'intermezzo 
Tra il tardi e il presto 
La vita
Che ci consuma.

Medolla, Primavera 2016

SPRECONE

Ho malamente sprecato 
Questo quaderno 
Parole su parole 
Estratte 
In modo del tutto casuale 
Dal mio ristretto vocabolario. 
Compilarlo 
M'è costata una vita. 
Tanto ho scordato 
Molto taciuto 
Lasciato svanire 
L'acre profumo 
Dell'inchiostro. 
Ho strappato 
Pagine intere 
Scadenti nel risultato 
Rinunciando 
A mettere 
Nero su bianco 
La mia verità.

Medolla, Primavera 2016

L’ONDA E LO SCOGLIO

Volubile. 
Tutto dona di sé. 
Il più tenero degli abbracci 
E una sprezzante ritrosia. 
Lo avvolge 
Col vigore d'una mareggiata 
Si allontana 
Se l'impone la luna. 
Eppure 
Soltanto lo scoglio 
Continuamente 
Muta 
Eroso in miliardi 
Di granelli di sabbia 
Dispersi 
Nel mare.

Medolla, 2015 / 2016

PROCEDURA FALLIMENTARE

Un mazzo di fiori 
Pronto per la consegna 
È rimasto 
Nel retrobottega. 
Petali secchi strappati 
Dal peso della polvere 
Lieve 
Stanno per terra 
In un silenzio irreale. 
Il curatore 
Fallimentare 
Non conosce 
Il linguaggio dei fiori. 
Tutto verrà buttato 
Alla fine 
E tu non saprai 
Mai 
Cosa volevo dirti.

Medolla, 24/28 Febbraio 2016

NODI GORDIANI

La trama
Della nostra storia
È così semplice
E fitta
Di piccoli nodi gordiani
Che sciogliere non sappiamo.
La spada
Per un taglio
Privo
Di ogni minima sbavatura
Non è stata
Ancora forgiata.
Perciò
Resteremo
Legati
Per sempre.

Medolla, 17 Febbraio 2016

PREISTORIA

Cacciatori
Nella foresta
Assediati
Dall'ultima glaciazione
Perduti
Tra laghi ghiacciati
Nevicate imponenti
Gelide grotte.
Non abbiamo trovato
Un solo pezzo di legno
Che non fosse d'acqua impregnato
Fino all'ultima fibra.
Non siamo riusciti
Ad accendere un fuoco
A scaldarci le mani
Ed il cuore.
Senza calore
L'amore è finito.
Ti ho abbandonata
In una radura
Poi mi sono accasciato
Sotto un masso sporgente
In attesa dei lupi.

Medolla, Inverno 2016

GIUDIZI UNIVERSALI

Le tue storie
Poeta mancato
Ed inutile al mondo
Non mi interessano.
Troppo corte e banali
O volgari e cattive
Spesso senza
Un capo e una coda
O la virgola
In fondo alla riga
Che il respiro
Mi lasci sospeso.
Ti diverti
A giocare coi suoni?
Non basta
Per esprimere forti emozioni.
Non nascondere sempre
Quello che pensi
Tra le belle parole
Decidi
Una volta per tutte
Che strada pigliare
Tra il fare
Ed il dire.

Medolla,  1/3 Febbraio 2016

FROG IN A BOX

Una rana
Rinchiusa
In una teca di vetro
Non può immaginare
(Prima che si compia)
Il proprio destino
Fatto di addome sezionato
Intestini eviscerati
Zampe strappate.
Non esiste
Alcuna pietà
Per un essere
Viscido e verde.

Medolla, Dicembre 2015 / Gennaio 2016

SCRIVI

Scrivi l'inutile
Gesto notturno
Privato da sempre
Della completa libertà.
Mi dichiaro sconfitto:
Tutte queste parole
Lanciate nel vuoto
Come coriandoli in festa
(Chi può sapere
Dove andranno a finire?)
Non sono bastate
A fare di me
Un essere umano.

Medolla, Autunno 2015

STILE LAPIDARIO

Una parola.
Non chiedo
Che una parola
Libera e giusta
Perfetta nel suono
Chiara sul foglio
Chè per essere tale
Sia scritta
Con l'inchiostro più scuro.
In puro stile lapidario
Dopo i colpi dello scalpello
La parola che scrivo
È silenzio.

Medolla, Agosto 2015

SPELEOLOGIA

Scesi nella grotta
Inesplorata
Da solo
Senza
Le dovute precauzioni.
Eppure sapevo
Ciò che facevo.
L'ansia di trovare
Un luogo più profondo
Del mio cuore
Mi ha spinto avanti
Fin quando
Un lontano riflesso di luce
È svanito negli occhi.
Adesso non so dove sono.
Nell'ultimo respiro
Si confondono
Il sapore
E l'odore
Della morte.

Medolla, Estate 2015

ROMPERE IL SILENZIO

Quaranta giorni
Quaranta notti
Nel deserto.
Labirinto senza pareti né uscita.
Poi
Il vaso di cristallo
Che stringevi
È caduto
Rompendo il silenzio
In mille pezzi.

In treno, 25 giugno 2015

GIUGNO

Giugno
Mi aspettavi sorridente seduto
Sulla scalinata
Davanti alla casa
Per donarmi
Un pomeriggio di sole
Il primo
L'ultimo
Prima dei temporali.
Non tornerai
Lo sappiamo
Ogni momento
È un'araba fenice
Ogni chicco di grano
Darà
Un frutto diverso.
Ogni parola che scrivo
È sempre l'ultima.

Medolla, Giugno 2015

RANDAGIO

Il cane randagio
Che mi ha sbranato
Era nero
Come questa notte
Senza luna né stelle.
Non era cattivo
Qualcuno l'aveva addestrato.
Non era cattivo.
Mi ha preso alla gola
E da buon predatore
Non ha mollato la presa
Finché io non ho smesso
Di respirare.
Ogni fine è priva di senso
E crudele.

Medolla, Maggio 2015

SERIAL KILLER 2

Ho scelto con cura
L'ultima vittima
Lasciando che il caso
La conducesse alla mia porta.
In pochi minuti l'ho convinta
Che il mio amore era sincero
E sarebbe durato in eterno.
Del resto
L'ho fatto decine di volte
E tutte
Mi hanno sempre creduto.
Un calice di vino
Con un pò di ketamina
È bastato
Per renderla inoffensiva.
Era piccola e snella
Leggera da sollevare.
L'ho abbracciata con dolcezza
E portata in cantina.
I suoi capelli sottili
Come un raggio di sole
Sono evaporati in un istante
Quando l'ho rinchiusa
Ancora viva
Nella caldaia.
Non conservo mai nulla
Delle mie vittime.
Solo la certezza
Che tutte
Mi hanno reso felice
Scaldandomi il cuore
E la casa.

Medolla, Primavera 2015

APPARIZIONE

Non merito di sapere
Ciò che pensi di me.
Sei una illustre sconosciuta
Vicina e lontana
Pochi centimetri.
Imperfetta
La linea del naso
Al pollice destro
Un anello sottile
Un ciondolo a sfera
Lucente tra i seni.
Abbiamo vissuto
Pochi momenti
Di convivenza inattesa
Nel silenzio più totale.
Poi ho girato lo sguardo
Per un attimo solo
Verso la notte
E sei scomparsa per sempre.

Nichelino / Medolla, Primavera 2015

ADESSO

Adesso
Non importa
Da che parte
Soffia il vento
Non ho alcuna risposta
Da darmi
Del perché
Dalla mia finestra
Non si veda l'infinito,
Dai miei ricordi
Siano scomparsi
Troppi incontri,
Il mio cervello
Non senta che rumori.
Solo il mio cuore
Batte pronto
Senza incertezze
Come un tempo.

Medolla, Adesso (Venerdì 3 aprile 2015, h. 19:20)

BILANCIA

Misurare
Pesare
Qualsiasi cosa
Compreso il dolore
Compresa la gioia
É una cosa del tutto normale.
Come andare ogni giorno
Al negozio
Del macellaio
Per comprare due etti
Di questo o di quello.
Basta prendere un metro
Deciderne il passo
Stabilire
Per convenzione
Che sia quello giusto.
E così se disponi
Sul piatto della bilancia
Un solo momento d'amore
Sull'altro ciò che vorrai
Da che parte ti aspetti
Che penda?

Medolla, Inverno / Primavera 2015

SILENZIO

Restare in silenzio
Rinchiudere le parole
Nell'eremo
Dei propri pensieri
Non è sufficiente.
Le mie parole
Riuscirei ad udirle
Anche se stessi sprofondando
Negli abissi più cupi
Di un oceano in tempesta.
Nulla potrà impedirmi
Di scriverle
Dovessi scolpirle
Nella roccia più dura
Fino a farmi sanguinare
Le mani.
Nulla potrà esimerti
Prima o poi
Dall'ascoltarle
Anche se non sarà la mia voce
A pronunciarle.
Non chiedermi
Il silenzio.
Non esiste.

Medolla, Primavera 2015

BROKEN HEARTS ARE FOR ASSHOLES

All'improvviso ha ceduto
Nessuno ha capito perché
Ma non importa adesso
Il perché.
L'auto
M'è caduta addosso
Mentre ero steso per terra
Inerme
E quel pezzo
Di cui non ricordo
Nemmeno il nome
Mi ha trafitto il petto
Spezzandomi il cuore
Per sempre.
Che strano,
Un attimo prima
Sono stato felice.

Medolla, 13 / 17 Marzo 2015

HO VISTO

Ho visto i tuoi occhi
Chiudersi dolci
Prima del sonno
Indifesa
Accogliere una carezza
Tra i capelli
Infreddolita
Stringerti alla coperta.
Ti ho scrutata
Come un ladro
Che viene nella notte
Per rubare il segreto
Della tua sincerità.
Ma non ho visto
Il tuo cuore.
Ecco il mio errore.

Medolla, Febbraio / Marzo 2015

CORNICE 2

Nella cornice
Dei miei ricordi
Conservo una pagina bianca.
Il peso delle parole
Le ha fatte cadere per terra
Ed è tardi
Per rimetterle a posto.
Oggi
Nella cornice
Non vedo che un ritaglio di muro
Oltre il quale
Non riesco ad andare.

Medolla, Febbraio / Marzo 2015

NON AVREMO UN’ALTRA VITA

"Galleggi
Sulle nubi
Indifferente
Lontano
Dalle brutture apparenti
Del mondo.
Incapace dall'alto
Di prestare attenzione
Alla vita
Alle persone
Alle cose importanti."
Dicevi così
Camminando al mio fianco
Quando tra i ciottoli
Sparsi nel viale
Ho raccolto
Un rosso piccolo sasso
A forma di cuore.
Non so
Da quanto tempo
Giaceva
Inosservato
Dai passanti
Bagnato
Dalla pioggia
Calpestato.
Mi son detto:
"Lo tengo per sempre."
Ma il piccolo sasso
Ha parlato:
"Ti prego
Lasciami andare!"
E così l'ho scagliato lontano da me.
Non avremo un'altra vita
Dove incontrarci
Di nuovo.

Medolla, Febbraio 2015

THE ANGEL’S SISTER IS AN ANGEL

Dove saranno adesso
Tutte le scritte
Che da giovane
Confuso incerto ribelle
Ho lasciato sui muri?
Forse coperte
Da strati e strati e strati
Di pittura lavabile
O sbriciolate
Con le tramezze abbattute
Molto prima che la natura
Vi provvedesse da sola.
Eppure non tutte
Sono andate perdute
Se il numero
Impresso
E' rimasto
Nel tuo cuore
Come sul braccio
Di un deportato.
Io solo ho fatto
Tabula rasa
Di ogni ricordo.
Incapace di prendere il volo
Ho strappato le ali
Di un angelo.
Oggi ne porto
Le conseguenze.
S'esiste davvero
La legge
Del contrappasso
Ecco la mia condanna:
Ricordare ogni giorno
In eterno
Dell'angelo il viso
All'inferno.

Medolla, Gennaio 2015

 

A UN AMICO

Breve ti sia il dolore
Come questo verso.
Ed eterno il ricordo
Dei momenti felici.
Non c'è vita
Migliore di questa.

Medolla, Giugno 2013

INSETTI

Gli insetti
Saltano nell'orto
Portati
Dal primo vento d'autunno.
Se non fosse
Per quella stupida strada rumorosa
Volerei verso il nulla con loro
Oltre il recinto
Nel cielo.

Medolla, Agosto 2011

FEDE

S'aspetta 
Un nuovo nato.
Fortunato.
Vedrà di certo
Il duemilanovantotto
Asino cotto.
Peccato che noi
Quel giorno
Non ci saremo.
Già mi manca il respiro.

Medolla, Novembre 2013

ERA UN INVERNO

Era un inverno
Come tanti
Nebbioso
E freddo
Ed utile soltanto
A private ed amare considerazioni
Sull'inevitabile fluire
Della vita.
Quand'ecco
Che poche parole
Furon bastate a rifarlo
Non così rigido
Come sembrava.

Medolla, Dicembre 2013

RELIQUIA

Poiché il tuo corpo
Di figlio
E' come reliquia
Protetto
Da una teca in cristallo
Esposto alla vista dei fedeli
Ma nel tempo lontano.
Pensarlo
Come espressione dell'oggi
E' un atto di fede.
Nella penombra della cripta
Mi avvicino
Ma non posso toccarti.

Medolla, Inverno 2014

REVOX

Incisa sul nastro magnetico
La tua voce
E' un attimo
Sottratto alla vita reale
Con destrezza da scippatore.
Mentre fuori turbina il vento
Il rumore di fondo
Nasconde
Alla reciproca comprensione
Ogni significato.
L'unica strada
Senza pedaggio
E' quella liberamente scelta.

Medolla, Inverno 2014

OVER THE RAINBOW

Nel pomeriggio tardo
Mentre il primo temporale
Svanisce
S'affannano tutti
Al ciglio della strada 
Per scattare una foto
Dell'arcobaleno.
Che gioia!
Senza alcuna vergogna 
Per un attimo breve
Torniamo bambini.

Medolla, 25/26 Marzo 2014

BLACK OUT

Ogni cosa
Intorno
Scompare
L'energia per sentirmi
Ancora
L'attore protagonista
Viene a mancare
Dal mio punto di vista
C'è soltanto
Il retro del sipario che cala
Pesante diaframma
Che mi separa
Dal pubblico adorante
Se mai è esistito.
Nel camerino
Si tolgono
Maschera e trucco
Ogni sera ritorno
Ad essere quello che sono
Lo scheletro
Di una finzione.

Medolla, Primavera 2014

LO SMEMORATO

I miei ricordi
Ho lasciato che fuggissero leggeri
Come i semi 
Del tarassaco fiorito
Soffiati
Con infantile innocenza
Verso il cielo.
Fatti di nulla
Dispersi in mille direzioni
Non riesco ad inseguirli tutti
E ho paura di scoprire
Dove si poseranno.

Medolla, 9/10 Aprile 2014

MERDA SECCA

L'universo
Che ruota intorno a me
Collasserà un giorno
Prima o poi
Gli spazi siderali
E il nulla che li riempie
Si ridurranno a merda secca
Materia in putrefazione
Lezzo disperso.
Nessuno
Sfuggirà
A questo destino.

Medolla, Primavera 2014

PASSATA LA FESTA GABBATO LO SANTO

Nessuno
Può creder davvero
Che dopo tre giorni
Tu sia ritornato
Tra i vivi.
Son favole queste
Per Santi
Di basso lignaggio
Istrioni di strada 
Buffoni nonché saltimbanchi
Mangiatori di spade
Fachiri padani.
Non c'è nulla 
Che tu possa fare 
Per fermare la fine del mondo
Prevista
Tra qualche miliardo di anni.
Nel frattempo
Trattieni il respiro
E sprofonda 
Fintanto che puoi
Nell'abisso laggiù
Troverai 
La pace che cerchi.

Medolla, Primavera 2014

IMPRESSIONE

Qualche goccia
Sporadica
Solleva dalla strada 
L'odore di polvere
E con essa 
L'impressione
Che tutto debba accadere
Nel giro
Di pochi minuti
Appare improvvisa
E rossa nei toni
La luce di un altro tramonto.
Ti colpisce alle spalle.
Peccato non capirne il perché.

Medolla, Primavera 2014

CANALI

Tremano le acque
Melmose e sporche
Come le nostre vite
Passate
Sul futuro
Nutriamo
Qualche ragionevole speranza
Fin quando non verrà per davvero
A smentirla.
Lasciamo che scorrano le onde 
Si formi qualche gorgo
Siano trascinati a valle
I tronchi marciti dal tempo 
Il sole tutto seccherà.

Medolla, Primavera 2014

CALVARIO

Sulla tua carne
Che si consuma 
Senti adesso
Il peso
Di un futuro
Che ancora non c'è.
Come il figlio del Signore
Percorri il tuo breve calvario
Non sapendo 
Cosa troverai alla fine.
Forse
La verità
Dei sentimenti.

Medolla, Primavera 2014

AMICA

Raccontami una storia
Se vuoi
Che triste non sia
Di un viaggio
Senza meta 
Di un paese
Senza muri.
Nessuno oltre a me
Saprà ascoltarla.

Medolla, Primavera 2014

LIDO PINETA

Com'è breve il sentiero
Che conduce dalla vita alla morte
Breve e stretto
Come una spiaggia del Salento.
Nel caldo più intenso
Hanno corso
I soccorritori
Appesantiti dall'età
E dalle borse mediche
Ma non sono riusciti a salvarmi.
Il Signore aveva deciso
Ch'era giunto il momento
Che espiassi
Ogni mio più piccolo peccato.
Per un attimo
Ho rivisto nel mare
Il colore dei tuoi occhi.

Medolla, 14 Luglio 2014

EVAPORAZIONE

Un uomo
Resta solo
Quando padre lo chiameranno
Impaurito
Smetteranno di amarlo
Come essere inutile
Ai bordi
Della brocca colma d'acqua
La goccia che trabocca
A terra cadendo
Per far posto ad altre
Piovute dal cielo.
Evaporerò
Senza lasciare 
Traccia.

Medolla, 16 Luglio 2014

IL GALLO CINESE

S'avvicina rapido il giorno
L'ultima arietta
Fresca della notte
Mi accarezza la schiena
Quand'ecco
Canta il gallo cinese
Come lo odio!
Troppo vicino
Per non disturbare il risveglio.
Non sa d'essere fuori dal tempo 
Un inutile orpello
Sul groppone
Della modernità.

Medolla, Estate 2014

RITENTA SARAI PIU’ FORTUNATO

Non cambia 
Il mio volto riflesso
Per un attimo
Rende lo sguardo
L'intera profondità
Del nulla
Dentro lo specchio
Tendo la mano inutile
So di non poterla toccare
Davvero
Sorrido
Tutto è così chiaro.
Non darmi le spalle
Mentre t'allontani.

Medolla, Autunno 2014

CORNICE

Nella cornice
Dei tuoi ricordi
Conserva 
Un ritaglio
Per le mie debolezze.
Oggi i tuoi occhi
Stanchi
Vedono ancora
Ciò che nel vento ho disperso
Un bacio rubato
Un seme mai germogliato.

Medolla, 22 Gennaio 2015

 

DOMENICA

Nella vita
So bene
D'esser stato un credente sbadato.
Andavo alla messa soltanto
Per matrimoni
O funerali.
Ma domenica scorsa!
Avevo finalmente deciso
Di recarmi dal prete
Per rendergli piena e completa confessione
D'ogni mio peccato
E dare
Un taglio deciso
Ad ogni mia passata
Dissolutezza.
Non saprò mai
Quale sarebbe stata
La mia penitenza.
Il crollo improvviso
Della cappella
Ha segnato la fine
Delle mie migliori intenzioni.
Oggi riposo in terra
(Il prete accanto a me)
Nel cimitero nuovo.
Un cuore gentile
Ha posato sul marmo
Un fiore di bronzo.
Almeno tu
Mi hai perdonato.

Medolla, Febbraio 2015

POST OFFICE

Attonita
Osservi
La professione.
Non credi ai tuoi occhi:
Poeta.
Ingenua
Non sai
Che ogni tuo sguardo
E' pura poesia.

(In Loving Memory of Henry Charles "Hank" Bukowski)

Carpi, 4 settembre 2014

VUOTI DI MEMORIA

A che serve un ricordo?
Quando riemerge improvviso
Ed anche indistinto
Come un giapponese dalla foresta
Convinto che ancora
Il nemico si aggiri nei paraggi.
Il suo tempo è stato passato
Come un passato di verdure
Schiacciato
Dal peso degli eventi
Che l'hanno seguito
E brutalmente finito
Non negandogli
Il colpo di grazia.
Abbiate pietà
Per il tempo che ho consumato.
Nemmeno io lo rimpiango.

Medolla, Ottobre 2013

RIMPIANTI

Vedi
Che abbiamo sprecato
Il tempo
Che nostro Signore
Ci aveva donato.
Come merce avariata
Nel supermercato
Non abbiamo notato
La scadenza oramai superata
La freschezza di un giorno
Che non può ritornare.
L'indifferenza ricambiata
Dei clienti
Ci degna a malapena
D'uno sguardo distratto.
Soprammobili scordati
Sul ripiano di una credenza
Utili appena
Come bersaglio
Delle peggiori invettive
Cadremo per terra
Andando in mille pezzi.
Una fine senza rimedio.

Medolla, Estate 2013

LE PAROLE NON DETTE

Le parole non dette
Sono quelle
Che più mi feriscono
Quando le sento
Aleggiare intorno.
Le immagino
Come cartelli stradali
Indicanti
Il senso da prendere
Per essere certi
Di non infilarsi 
Nel senso vietato
del loro significato.
Le parole non dette
Si occultano
Tra le pagine gialle
Del vocabolario.
Come un quadrifoglio
Nel prato:
Impossibile trovarlo.

Medolla, Febbraio 2013

SENTIERI

Sulle mappe
I sentieri
Si vedono appena.
Non saprei dirne
La fine e l'inizio.
Sulle mappe
E' possibile scorgere
Lembi di mondi
Inesplorati
Incrociare strade
Malamente segnate
Bianche di polvere
Volatile
Come il canto d'una fanciulla.
Molti segni
Mi conducono al termine
Non mi resta
Che prenderne atto.

Medolla, Inverno 2012

LE STRANE OCCASIONI

Finalmente il grigio è tornato
E con esso il tempo è venuto
Di ripensare alle solite cose
O alle strane occasioni
Che la vita ci consegna 
Su un piatto d'argento:
La testa mozzata del Santo
Caduta nel cesto e raccolta
Per una degna sepoltura
La morbida penna che scrive 
Quando non te l'aspetti
E il Profeta
Che nessuno conosce ed ascolta.
Non chiedermi dove sto andando
Non serviranno 
Miliardi di briciole
Abbandonate
Per ritrovare la strada.

Medolla, Ottobre 2012

ALTE FREQUENZE

Devo ancora imparare
A osservare
Davvero le cose
Confondo il profondo
Con la superficie
Il colore dell'occhio
Con lo sguardo
Precipito senza sapere
Se una rete
Mi accoglierà
I miei sensi malati
Non mi fanno contare le cose
Ho perso da tempo il sentore
Delle alte frequenze
Ciò che dona freschezza
Ai rumori del mondo
Perduto mi sono
Nella vasta distesa
Coperta di neve
Dove i suoni
Saranno attutiti
E per sempre
Indistinti.

Medolla, Settembre 2012

ESEGUO SEMPRE I TUOI ORDINI

Che potrei fare altrimenti?
Sperare
Nella terza guerra mondiale
Per rifarmi una vita
Mi pare eccessivo.
Non c'è nulla che valga la pena
D'essere fatto.
Nessun paese da scoprire
O religione da fondare.
Chi mi seguirebbe
Nel deserto o sul monte?
Senza acqua né cibo
Senza un libro
Nel quale sia scritto 
Tutto e il contrario di tutto
Senza calamo e carta 
Né mezzi di comunicazione
Di massa.
Le cose che penso
Sarebbero inutili
Confinate nello spazio modesto
Del mio cranio.
La soluzione finale
E' restarsene buoni
Fingendo interesse
Per questo o per quello
Costretti in un angolo
Come un pugile in crisi.
Sono stanco
Ma pronto e seguire i tuoi ordini adesso.
Domani vedremo.

Medolla, Agosto 2012

POMODORI TERREMOTI

Miliardi di parole
Stanche
Dette in questi mesi diversi
Non basteranno a spiegare
Perché i pomodori
Son maturati lo stesso.
Le cure profuse
Sono pura illusione
La natura di certo
Non s'adatta
Ai nostri voleri.
Siamo piccola parte 
Del disegno divino
Se proprio ci tieni a saperlo
Siamo piccola parte 
Del caos primordiale
Secondo il mio credo.
Una inutile scoreggia
Dispersa nel nulla 
Superficiali movimenti
Della crosta
Inavvertibili spostamenti
Di atomi nell'universo.
Come sempre 
L'errore
E' crederci al centro
Di ogni piccolo evento.
La vita nulla ci deve per forza
Tutto ci dona:
Pomodori marci sul fondo
Buoni soltanto
Per una passata,
La casa distrutta
In tutto o in parte,
Prima o poi
La coscienza 
Di ciò che vale davvero,
Il colore dei tuoi occhi
Che ho perduto per sempre,

Medolla, Estate 2012

L’UOMO DELL’EMILIA

Si ricorda 
D'un tratto 
Che la terra 
Da millenni calpesta 
Non è altro che sabbia
Posata su rocce malconce.
Abbattuti gli ultimi boschi
E' rimasto un solo orizzonte
Unica emergenza le case
Troppo modeste
Per durare in eterno.
Attonito
Si ritrova 
Nelle macerie 
Di ciò che ha creduto.

Medolla, 24 Maggio 2012

FULMINATO

Era calda l'estate
L'asfalto bollente
E nessuno
Avrebbe potuto negarmi
Il piacere di calpestarlo
A piedi nudi.
Tutti sudati
Indaffarati
Nei preparativi della festa.
E' così che ho calpestato
Quel cazzo di cavo scoperto
E l'alta tensione
E' fluita rapida
Attraverso il mio corpo
Fermandomi il cuore.
Vano
Ogni tentativo di soccorso
Hanno scritto i giornali locali.
Non ho commesso delitti
Eppure
Sono morto fulminato
Come il peggiore
Degli assassini
Perciò verrò ricordato
Per sempre
Negli annali del paese
Come l'unico caso
Di innocente
Condannato a morte
Ingiustamente.

Medolla, 9 Maggio 2012

LA MADONNA E LE ROSE

Maggio certamente
E' di qualcosa il mese
Ma qualunque cosa sia
Io me ne fotto.
L'iterazione non m'interessa
E' già così palesemente difficile
Convivere con se stessi
Recitare la solita parte in commedia.
E forse è davvero il momento
Di dare sostanza allo scritto.
Quando la musica è finita
Non dispiacerti
Cercane altra
Come l'amore
Essa è infinita
Ed infinitamente bella
Ti accoglie tra le sue braccia 
Senza serbarti rancore
Basta avere il coraggio
Di ascoltarla
Anche se a volte ferisce
Come spine di rosa
Di maggio.

Medolla, 1 Maggio 2012

CYPRESS HILL

Cosa vuol dire amicizia?
Risalire il viale dei cipressi di Bolgheri
Da solo
E farsi un bicchiere di bianco
In trattoria.
Perché
Questo ricordo emerge?
Mentre la crema
Fluisce calma
Nelle mie orecchie
E forse
Sto distruggendo per sempre 
Ciò che di buono
C'è in me.

Medolla, Maggio 2012

LUCERTOLE

E così
Senza rendermene conto 
Lentamente
Sono invecchiato.
Ho visto qualcuno più giovane
Lasciare
Con frase fatta
Questa valle di lacrime.
Ho visto altri 
Pensare soltanto al proprio dolore
Passare la vita
Nel bene e nel male.
Poi tutti si sono scordati di me.
Per settimane abbandonato
Nella mia casa sul litorale.
Oggi
Chi si ferma più spesso
Nei pressi della mia tomba
E' una lucertola.
Almeno
Per gran parte del giorno
Riposo nel sole.

Medolla, 17 Aprile 2012

CHI ROMPE PAGA E I COCCI SONO SUOI

Tempo non c'è
Per ricomporre
Il giocattolo rotto
A terra scagliato con forza
In un impeto d'ira.
E' un puro esercizio di scuola
Non sarà lo stesso mai più.
Inizia una storia diversa 
Migliore o peggiore
Di ciò che è già stato
Saranno gli altri 
A deciderlo.

Medolla, Aprile 2012

SOMEDAY MY PRINCE WILL COME

Preferisco talvolta
Restare da solo
Con l'intera mia vita passata
Indossata
Come un abito leggero
Portato con eleganza
Ma che prima o poi
Sgualcirà
E sarà da buttare.
Allora sarò nuovo davvero.

Medolla, Aprile 2012

PRENDERLA CON FILOSOFIA

Spicciola
Quotidiana
Filosofia
Del vivere qualunque
Lasciata precipitare
A terra 
Con noncuranza
Come uno scontrino accartocciato
Così che nessuno si accorga
Quanto hai speso di tuo
Per arrivare a questo punto.
Considerazioni senza valore.
Un centesimo d'euro
Mi darebbe di certo
Una gioia superiore.
Vuoi star zitta per favore?

Medolla, 19/20 Marzo 2012

SIXTIES PARTY

Perché organizzare
Un party anni sessanta?
Costringendo gli amici
A riandare all'infanzia?
Siamo stati diversi
Da come oggi
Ci descriviamo
Abbiamo raccolto il letame
Nella piccola stalla dei nonni
Per portarlo alla massa
Zappato la terra
Per raccoglier patate
Pigiata l'uva coi piedi.
Son questi gli anni sessanta
Che a volte ricordo.
E non è stata di certo una festa.

Medolla, Marzo 2012

TELE-VISIONI

T'ha posseduto il Diavolo
Un tempo?
Oppure hai creduto che il Signore
Bussasse alla tua porta
Per annunciarti la buona novella?
E quale sarebbe, di grazia?
Che un giorno
Le persone che ami
Saranno cenere grigia
Facilmente soggetta
Ai voleri del vento
Seminatore nel tempo
E nello spazio
Di ciò che gli capita a tiro.
Signore o Diavolo che fosse
La novella
Buona non era
E ti ha fatto perdere
Tempo prezioso
5 minuti di vita
Tanto non durerà l'eternità
Del resto
Con cosa potresti paragonarla?
Perciò
Consuma se puoi
Il tempo che ti rimane
5 minuti
Quanto basta per scrivere
Una poesia.

Medolla, Marzo 2012

MATTONI

L'argomento
E' da sempre lo stesso:
Di Babele la torre.
Ed ognuno ne possiede un mattone
Prodotto con tecnica antica
Diverso l'uno dall'altro.
Conservalo gelosamente
Rappresenta ciò che sei veramente.
Nel forgiarlo
Hai lasciato l'impronta delle tue mani 
Eterna dannazione:
L'unicità del tuo essere.

Medolla, Marzo 2012

SINONIMI

Parole
Di un tempo
Passate
Scomparse nell'uso
Tutte
Le puoi ritrovare
Infilate
L'una dietro l'altra
Nel Tommaseo.
Eleganti s'inseguono
Come signorine della buona società
In un campo fiorito correnti.
Ciascuna vuol dire la sua
Senza compromettersi troppo.
Il somigliare ad altre
Le protegge
Da soverchie responsabilità.
E' la legge del branco:
L'unione fa la forza.
Una sola parola
Non sarebbe discorso.

Medolla, Marzo 2012

VERDE MARE

Sentirsi
Non più d'una goccia
Del tutto perduto
In un mare qualunque
Verde soltanto
Se un raggio di luce lo penetra.
Di notte
E' inutile fare progetti
Conviene
Allo scuro
Dormire
Nella propria stanzetta
Pensando il meno possibile.
Ti svegli di scatto
Col fiato che manca
Perduto per sempre.
A cosa ti serve
Riprender coscienza
Il ritmo normale e pacato
Il respiro
Sentire di nuovo
La vita che scorre?
Prima o poi ogni goccia
Evapora al cielo
Dopo esser piovuta.

Medolla, Inverno 2012

RAZZA DANNATA

Chiuso
Tra i muri
Strenua difesa dal freddo pungente
Fuori la gente
É un inutile orpello
Per la natura
Animale dannoso
Perfino a se stesso
Forse l'unico caso
Di sana autodistruzione razziale
Una breve parentesi
In miliardi di anni
D'evoluzione
Con la speranza che sia preso finita.
I più mi lasciano indifferente
Li osservo e ne scordo
Il tono di voce
L'atteggiamento.
Fingo d'esser socievole
Ma mi fanno paura
Rifuggo il virus
Che li contagia.
Degli altri m'importa
Praticamente nulla.
Non desidero
Ammalarmi di loro.

Medolla, Febbraio 2012, in un giorno di neve