Dipanare il filo Che ci lega da sempre Con mano sapiente E leggera Ché non si spezzi O si imbrogli Nodi slegando E’ il tuo destino Di tessitore. Ricomporre una storia Altrimenti confusa Nell’ordito disporre una trama. Riconoscere tracce Che non ti aspettavi Ma qualcuno ha lasciato per te. Chiedersi, forse, il perché. Ho capito Non ha molto senso Se oggi ti dico ciò che penso Troppo lontani I nostri tempi nel tempo. La tela Mossa dal vento Leggera Dispone lo spazio In un fuori In un dentro. Medolla 2021/2022
AVERE STILE
Degli abiti che indosso Nulla mi importa. E’ per ciò che li curo In ogni dettaglio: Fuori moda, incolori Privi di forma Tra le parti Nessun equilibrio. In poche parole Apparenti Del tutto casuali Agli occhi vostri Banali Come privi di senso. Flaccido scudo Mia sola difesa Da ciò che pensate. Medolla, 2021/2022
MORTE
Di me Non resteranno Che modesti ricordi Sfumanti In un breve lasso di tempo Come tutti quegli inutili oggetti Che non ha senso conservare. Per me non desidero Che dissoluzione Come un tempo s’usava: Sotto la terra Lentamente Eroso Da vermi innocenti. Con me voglio portare Nulla che non sia L’amore che mi hai dato. E un anello d’argento. Medolla, 2021/2022
CONTARE LE ONDE
Intere giornate
In porti diversi
Lambiti dal vento.
Quante volte ho pensato
Di provare a contare le onde
E un attimo dopo capire
Che dall'alba dei tempi
L'una sull'altra
Si sono rincorse
Infinite.
Ma i granelli di sabbia!
Per tanti che possan sembrare
Uno a uno potrei numerarli
Con estrema pazienza
Tenerli in disparte
Protetti
Ché non volino via.
Pressati l'uno sull'altro
A formare un castello
O una pista per bilie
Da percorrere senza una sosta
Ogni giro allo spasmo
Nel cuore il timore
Di restare in eterno
L'ultima ruota del carro.
Contare le onde
É una azione priva di senso.
La speranza di giorni migliori.
Medolla, 2021
DELL’ARTE DEL TRADURRE
Ogni codice È solo la larva Di ciò che pensiamo, La parvenza dei sentimenti Che non sappiamo spiegare L’eco lontana Di una lingua straniera Impossibile da decifrare. Dire non serve Ascoltare un inutile sforzo. Osservo fingendo attenzione, ma so Il tutto non esser reale. Il disegno che lo specchio mi rende O lo spazio Che da lì mi separa. D’ogni cosa che esiste Fuori di me Nulla mi manca. Medolla, 2020/2021
LA STANZA
Hai steso un velo pietoso Come dicono molti Sul mio volto Spento da poco E per sempre, e in silenzio Hai lasciato la stanza. E adesso, seduta in un canto Da sola Ripensi alle troppe parole Che non ci siamo mai detti. È così che hai scoperto Quanto bene ci siamo negati. Medolla, 2021
REGESTO
Ecco pronto l’elenco
Ristretto
Delle scuse che potrei accampare
Ogni volta
Che un semplice “No”
Non dovesse bastare:
Da bambino sono stato infelice
Ché nessuno mi ha letto una storia
Per farmi dormire;
Quella volta che avevo ragione
Me la volsero in torto
Senza colpo ferire;
Ho battuto la testa
Ubbidendo a mia madre
E le cose
A miliardi
Che vorrei ricordare
Si son fuse tra loro:
Un groviglio indistinto
Senza capo né coda.
Se ti chiedi pertanto
Cosa vogliono dire i miei “No”
Così secchi, rileggi
Se i motivi ti sembrano
Privi di senso
Rifletti.
Scoprirai che alle volte
Non esiste un perché
Non c’è nesso causale
Né un legame casuale
Che possa spiegare alcunché.
Solamente
Non sappiamo ascoltare.
Medolla, Giugno/Dicembre 2020
RECINTI
È vero Io sono il silenzio. Ma tu? Con che diritto reclami l'accesso Nel recinto dei miei pensieri? Pastore non sei E il tuo branco di cani Non potrà ricondurmi all'ovile. Già vivo rinchiuso Ma libero in fondo Di tacere quello che penso Di dire ciò che ti aspetti. I tuoi cani, Non lascerò che mi facciano a brani Per cavarmi un lamento Che non ho. Medolla, Maggio/Dicembre 2020
IMPROVVISO
Nascosto Tra le nebbie mattutine Viaggiando lento Come lumaca Protetto dall'involucro soffice Del tempo che passa E passa Come se niente fosse. Tutt'intorno a me Le cose che non vedo Dissolvenze incrociate Nel mio campo visivo Se ne vanno, come sono venute Portate dal nulla. E' così che mi sento Grigio, perduto in un tubo Alle pareti appesi I miei lunghi silenzi Che tu Vorresti scardinare. Non capisci che essi Sono la forma Della mia non-violenta Resistenza passiva Ai mali del mondo. Medolla, Inverno 2020
SUCCEDANEO
Ti verrà un gatto in casa Un grigio gatto qualunque Ignaro di certo Che dal vetro A specchio Della porta d’ingresso L’hai osservato Immobile Sul vialetto di casa Sospettoso ad ogni rumore. E quando il gatto avrà cacciato Ogni topo metafora Delle tue paure Lo colmerai di mille carezze Stringendolo al petto. Non durerà Purtroppo. Il gatto Surrogato Non è ciò che pensi - amorevole bestia qualunque – Ma la prova lampante Che la vita è pura finzione E ogni cosa Sta per un'altra. Medolla, Dicembre 2019 / Gennaio 2020
TUTTO É IL CONTRARIO DI OTTUT
Essere In qualche parte del mondo Due punti Antipodi uniti Da una retta passante Nel centro, non-ostante La descrizione del tutto Come l'insieme degli oggetti Che io non conosco Che io non possiedo. Avere La netta impressione Che il tempo Non finirà Ad un tratto Ma diluito Nel lento fluire Senza preavvisi Dei nostri pensieri. Dire E non dire Ma in fondo farsi capire Basta poco Crediamo Per spiegare questo delirio D'autore. Fare E disfare E commettere errori E ridurre la vita a modesti ricordi Una pratica soluzione Per lasciarsi alle spalle Il tempo che passa. Agli antipodi un doppio Di me allo specchio Scrive il contrario Di ciò che scrivo. Tornerai Ma non saremo mai Contemporaneamente Nel medesimo posto. Medolla, Novembre/Dicembre 2019
PROVE GENERALI
Un giorno Le cose che pensi Ti fuggiranno di mano Per caso Trattenerle Sarebbe un errore Spiegarle Un inutile Spreco di tempo. Le parole che adesso Non vuoi pronunciare Come frutti maturi Cadranno per terra Facili prede Di chi Vorrà nutrirsene. Un giorno L'aria satura di silenzio Ci toglierà la coscienza Il respiro Di ogni possibile ricordo. La vita È una inutile prova generale. Tanto nessuno Potrà mancare L'uscita di scena. Medolla, 2018/2019
VICOLO CIECO
Ti aspetti Un amore qualunque. Qualcosa Di cui hai sentito parlare Soltanto Nelle frasi fatte. Non sarebbe così male Tutto sommato. Poi un giorno Girato l'angolo Ti prende alle spalle Una folata di vento E ti spinge Con forza In un vicolo cieco. Non temo il silenzio si rompe E sento la tua voce Che mi vuole aiutare. Medolla, 8/17 Dicembre 2018
PRICELESS
Nella nebbia Da solo Guidare Senza direzione Divorato dai parassiti Che mi crescono dentro. C'è sempre una strada inesplorata Nella pianura Padana. È così Che ho trovato Quella vecchia bottega Piena Di ricordi Che non mi appartengono. Sul bancone In bella vista C'è una cosa soltanto Priva di prezzo: Il tuo sorriso. Medolla, 18 Novembre 2018
IL CICLO DELL’ACQUA
Tra la mia spalla sinistra E il collo. È quello il punto Dove l'intero Universo Si adagia In perfetto equilibrio. Di lì si dipana Il letto di magra D'un torrente inatteso. Goccia su goccia andrà Sempre più lento Disperso Nell'eterno ciclo dell'acqua. Assunto nell'alto dei cieli Vedrà finalmente I confini del mare. Medolla, Estate/Autunno 2018
PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA
Non chiedermi D'esser sincero. Quando Sapresti s'è vero? Accogli piuttosto il mistero Delle parole Che mi fuggon dal senno Senza motivo Istradate Dai paraocchi che indosso Come un somaro Costretto In tondo a girare. Nei solchi Che poco a poco ho scavato Non seminare. Medolla, Primavera/Estate 2018
PANNI SPORCHI
Troppo facile mettersi Di tanto in tanto Nei panni degli altri E concludere In quattro e quattro otto Che i propri In fin dei conti Sono i migliori. Nei panni degli altri Bisogna restarci una vita Per capire come indossarli. Medolla, 23/24 Dicembre 2017
IL MANUALE DELLE ISTRUZIONI
Invidio La tua sicurezza Nel dirmi L'amore cos'è E come mostrarlo Con atti e parole. Deve esserci Da qualche parte Un manuale Con le istruzioni Che io non ho letto. Così procedo a tentoni Mi lascio guidare A momenti dal cuore Più spesso Da una ragione, presunta E mi perdo Tra i sensi obbligati Di questo cammino. Nell'angolo più riparato Dell'orto Coltivo non dubbi Ma una sola certezza: Esistono amori infiniti Nelle forme e nel numero E il tuo, per questo motivo Non è più vero del mio. Medolla, Dicembre 2017
AL DIAVOLO!
Ti versi addosso Un sorso di birra. Qualunque cosa sia Non la puoi controllare: È un tremore essenziale. Non farne una tragedia O peggio una commedia Tanto non esiste un perché Non c'è Pubblico pagante. Per te solo Reciti la parte Dell'attore non protagonista. Poche battute Mal pronunciate Forse addirittura sbagliate E ogni cosa Ti sfugge di mano. È un cambio di scena Improvvisato Genio incompreso: Fingere Che non sia successo niente. Medolla, Estate 2017
VENT’ANNI DOPO
Non esiste un semplice Futuro nel mio Calendario. Pensa ad esempio Al duemila Trentasette. Talvolta vent'anni Sono una vita Fatta e finita Una stagione Che muore In un giorno qualunque. Noi marionette Mosse dal caso Ci rivedremo Allo spedale Probabilmente. E i tuoi occhi Saranno gli stessi Che oggi non vedo. Medolla, Primavera 2017
UN TORRENTE
Nel letto In secca Del torrente Stanno Migliaia di ciottoli Silenziosi. L'acqua che li ha levigati Oggi è solo un ricordo Amaro. La prima vera stagione Porterà di nuovo I rumori Gli scrosci Le correnti improvvise. I sassi Nei gorghi Poco alla volta Cambieranno posto Per sempre. Aspetterò. Voglio dissetarmi Ancora Delle tue parole. Medolla, Gennaio 2017
PROVOCAZIONI
Orbene Facciam per prima La rima con rima. Fatta la rimiriamo. Poi rimiamo Come proposto Col rubamazzo: Un pazzo Fuggì dal manicomio Usando un razzo. Teneva in mano un lazzo E lo ruotava. Vederlo Fu per tutti un gran sollazzo. Quando atterrò In un campo Fiori raccolse E ne raccolse un mazzo Poi li disperse Senza un motivo In uno spiazzo. Da tutto ciò Un artista che passava Prese l'ispirazione Per tessere un arazzo Che ritraeva Il pazzo Il razzo Il lazzo Il mazzo nello spiazzo Ed un arazzo. Medolla, 13 Gennaio 2017
CAPOLINEA
Ti addormenti Cullato Dagli scossoni del tram Stanco degli anni che porti Schifato dall'odore Di chi ti siede accanto. E quando ti svegli Sei al capolinea Quel punto della città Dove tutte le strade convergono. E devi scendere Lento Nella testa i rimbrotti Del conducente. Ti incammini Nell'unica notte che c'è Sicuro Di aver perso per sempre La via del ritorno. Non c'è verità Nel tuo odio. Medolla, Estate/Autunno 2016
UN BAMBINO
Non stupirti
Se in me
Vive ancora un bambino
Inconsapevole
Di ciò che sarà.
Perduto
Tra inutili sogni.
È con i suoi occhi
Che vedo
La tua bellezza.
Medolla, Estate 2016
EGO
Quattro righe come sentenza. La pioggia stava finendo. Ma una goccia non basta Ad annegare il mio ego Medolla, 7 settembre 2016
CHI SONO?
Vai Per strade lontane Che non conosco. Un tempo Alla frontiera Mi han chiesto: Chi sei? Medolla, 20 Agosto 2016
TRACCIARE UN CONFINE
In un fosso tra i poderi Nel mezzo del corso d'un fiume Sul crinale d'una montagna. Ogni atomo È un confine concreto. Non possiamo che stare Dall'una o dall'altra parte. Lanciare un soldo per aria Senza aspettare Che cada per terra Il risultato non conta Qualunque esso sia. Siamo le facce Di una sola medaglia Universi paralleli Che mai si vedranno. C'è sempre un confine Nel tempo Tra il prima ed il dopo Ed è questo momento. Medolla, Primavera 2016
PERLE
Questa sera Le parole Si rincorrono allegre Senza malintesi. Una collana di perle, Naturale cornice Ai tuoi sorrisi. Medolla, 11 maggio 2016
PRIMAVERA
Son tutti indaffarati A scorciare l'erba Nei prati raccogliere Le ultime foglie Secche da terra. In pochi giorni Le nuove Hanno preso Il posto sui rami. Vita breve le aspetta: Si dice L'ennesimo caldo infernale Un temporale L'autunno. Poi marciranno. Ogni vita Ha il proprio tempo finito. Che differenza può fare? Medolla, Primavera 2016
TOO EARLY, TOO LATE
Troppo presto Il risveglio Questa mattina Non c'era nessuno Sulla strada Che potesse ascoltare Il mio vaneggiare. Tutta l'alba È svanita In un solo momento. Troppo tardi Dormirò questa notte Ancora una volta Ho rincorso Una sola parola. Nell'intermezzo Tra il tardi e il presto La vita Che ci consuma. Medolla, Primavera 2016
SPRECONE
Ho malamente sprecato Questo quaderno Parole su parole Estratte In modo del tutto casuale Dal mio ristretto vocabolario. Compilarlo M'è costata una vita. Tanto ho scordato Molto taciuto Lasciato svanire L'acre profumo Dell'inchiostro. Ho strappato Pagine intere Scadenti nel risultato Rinunciando A mettere Nero su bianco La mia verità. Medolla, Primavera 2016
L’ONDA E LO SCOGLIO
Volubile. Tutto dona di sé. Il più tenero degli abbracci E una sprezzante ritrosia. Lo avvolge Col vigore d'una mareggiata Si allontana Se l'impone la luna. Eppure Soltanto lo scoglio Continuamente Muta Eroso in miliardi Di granelli di sabbia Dispersi Nel mare. Medolla, 2015 / 2016
PROCEDURA FALLIMENTARE
Un mazzo di fiori Pronto per la consegna È rimasto Nel retrobottega. Petali secchi strappati Dal peso della polvere Lieve Stanno per terra In un silenzio irreale. Il curatore Fallimentare Non conosce Il linguaggio dei fiori. Tutto verrà buttato Alla fine E tu non saprai Mai Cosa volevo dirti. Medolla, 24/28 Febbraio 2016
NODI GORDIANI
La trama Della nostra storia È così semplice E fitta Di piccoli nodi gordiani Che sciogliere non sappiamo. La spada Per un taglio Privo Di ogni minima sbavatura Non è stata Ancora forgiata. Perciò Resteremo Legati Per sempre. Medolla, 17 Febbraio 2016
PREISTORIA
Cacciatori Nella foresta Assediati Dall'ultima glaciazione Perduti Tra laghi ghiacciati Nevicate imponenti Gelide grotte. Non abbiamo trovato Un solo pezzo di legno Che non fosse d'acqua impregnato Fino all'ultima fibra. Non siamo riusciti Ad accendere un fuoco A scaldarci le mani Ed il cuore. Senza calore L'amore è finito. Ti ho abbandonata In una radura Poi mi sono accasciato Sotto un masso sporgente In attesa dei lupi. Medolla, Inverno 2016
GIUDIZI UNIVERSALI
Le tue storie Poeta mancato Ed inutile al mondo Non mi interessano. Troppo corte e banali O volgari e cattive Spesso senza Un capo e una coda O la virgola In fondo alla riga Che il respiro Mi lasci sospeso. Ti diverti A giocare coi suoni? Non basta Per esprimere forti emozioni. Non nascondere sempre Quello che pensi Tra le belle parole Decidi Una volta per tutte Che strada pigliare Tra il fare Ed il dire. Medolla, 1/3 Febbraio 2016
FROG IN A BOX
Una rana Rinchiusa In una teca di vetro Non può immaginare (Prima che si compia) Il proprio destino Fatto di addome sezionato Intestini eviscerati Zampe strappate. Non esiste Alcuna pietà Per un essere Viscido e verde. Medolla, Dicembre 2015 / Gennaio 2016
SCRIVI
Scrivi l'inutile Gesto notturno Privato da sempre Della completa libertà. Mi dichiaro sconfitto: Tutte queste parole Lanciate nel vuoto Come coriandoli in festa (Chi può sapere Dove andranno a finire?) Non sono bastate A fare di me Un essere umano. Medolla, Autunno 2015
UNA PICCOLA SVOLTA
Come Saturno. Quasi trent'anni Per chiudere Un cerchio. Medolla, 31 ottobre 2015
STILE LAPIDARIO
Una parola. Non chiedo Che una parola Libera e giusta Perfetta nel suono Chiara sul foglio Chè per essere tale Sia scritta Con l'inchiostro più scuro. In puro stile lapidario Dopo i colpi dello scalpello La parola che scrivo È silenzio. Medolla, Agosto 2015
IL CALABRONE
Mi dispiace Ronzando cercavo Soltanto Un fiore che fosse Il più dolce di tutti E ho trovato una gamba: La tua! Medolla, 19 Agosto 2015
SPELEOLOGIA
Scesi nella grotta Inesplorata Da solo Senza Le dovute precauzioni. Eppure sapevo Ciò che facevo. L'ansia di trovare Un luogo più profondo Del mio cuore Mi ha spinto avanti Fin quando Un lontano riflesso di luce È svanito negli occhi. Adesso non so dove sono. Nell'ultimo respiro Si confondono Il sapore E l'odore Della morte. Medolla, Estate 2015
ROMPERE IL SILENZIO
Quaranta giorni Quaranta notti Nel deserto. Labirinto senza pareti né uscita. Poi Il vaso di cristallo Che stringevi È caduto Rompendo il silenzio In mille pezzi. In treno, 25 giugno 2015
UN PEZZO DI FERRO
L'apparente bellezza Che non colsi. Un traghetto Che si allontana. Chia, 2 Luglio 2015
GIUGNO
Giugno Mi aspettavi sorridente seduto Sulla scalinata Davanti alla casa Per donarmi Un pomeriggio di sole Il primo L'ultimo Prima dei temporali. Non tornerai Lo sappiamo Ogni momento È un'araba fenice Ogni chicco di grano Darà Un frutto diverso. Ogni parola che scrivo È sempre l'ultima. Medolla, Giugno 2015
RANDAGIO
Il cane randagio Che mi ha sbranato Era nero Come questa notte Senza luna né stelle. Non era cattivo Qualcuno l'aveva addestrato. Non era cattivo. Mi ha preso alla gola E da buon predatore Non ha mollato la presa Finché io non ho smesso Di respirare. Ogni fine è priva di senso E crudele. Medolla, Maggio 2015
SERIAL KILLER 2
Ho scelto con cura L'ultima vittima Lasciando che il caso La conducesse alla mia porta. In pochi minuti l'ho convinta Che il mio amore era sincero E sarebbe durato in eterno. Del resto L'ho fatto decine di volte E tutte Mi hanno sempre creduto. Un calice di vino Con un pò di ketamina È bastato Per renderla inoffensiva. Era piccola e snella Leggera da sollevare. L'ho abbracciata con dolcezza E portata in cantina. I suoi capelli sottili Come un raggio di sole Sono evaporati in un istante Quando l'ho rinchiusa Ancora viva Nella caldaia. Non conservo mai nulla Delle mie vittime. Solo la certezza Che tutte Mi hanno reso felice Scaldandomi il cuore E la casa. Medolla, Primavera 2015
APPARIZIONE
Non merito di sapere Ciò che pensi di me. Sei una illustre sconosciuta Vicina e lontana Pochi centimetri. Imperfetta La linea del naso Al pollice destro Un anello sottile Un ciondolo a sfera Lucente tra i seni. Abbiamo vissuto Pochi momenti Di convivenza inattesa Nel silenzio più totale. Poi ho girato lo sguardo Per un attimo solo Verso la notte E sei scomparsa per sempre. Nichelino / Medolla, Primavera 2015
ADESSO
Adesso
Non importa
Da che parte
Soffia il vento
Non ho alcuna risposta
Da darmi
Del perché
Dalla mia finestra
Non si veda l'infinito,
Dai miei ricordi
Siano scomparsi
Troppi incontri,
Il mio cervello
Non senta che rumori.
Solo il mio cuore
Batte pronto
Senza incertezze
Come un tempo.
Medolla, Adesso (Venerdì 3 aprile 2015, h. 19:20)
BILANCIA
Misurare Pesare Qualsiasi cosa Compreso il dolore Compresa la gioia É una cosa del tutto normale. Come andare ogni giorno Al negozio Del macellaio Per comprare due etti Di questo o di quello. Basta prendere un metro Deciderne il passo Stabilire Per convenzione Che sia quello giusto. E così se disponi Sul piatto della bilancia Un solo momento d'amore Sull'altro ciò che vorrai Da che parte ti aspetti Che penda? Medolla, Inverno / Primavera 2015
SILENZIO
Restare in silenzio Rinchiudere le parole Nell'eremo Dei propri pensieri Non è sufficiente. Le mie parole Riuscirei ad udirle Anche se stessi sprofondando Negli abissi più cupi Di un oceano in tempesta. Nulla potrà impedirmi Di scriverle Dovessi scolpirle Nella roccia più dura Fino a farmi sanguinare Le mani. Nulla potrà esimerti Prima o poi Dall'ascoltarle Anche se non sarà la mia voce A pronunciarle. Non chiedermi Il silenzio. Non esiste. Medolla, Primavera 2015
BROKEN HEARTS ARE FOR ASSHOLES
All'improvviso ha ceduto Nessuno ha capito perché Ma non importa adesso Il perché. L'auto M'è caduta addosso Mentre ero steso per terra Inerme E quel pezzo Di cui non ricordo Nemmeno il nome Mi ha trafitto il petto Spezzandomi il cuore Per sempre. Che strano, Un attimo prima Sono stato felice. Medolla, 13 / 17 Marzo 2015
HO VISTO
Ho visto i tuoi occhi Chiudersi dolci Prima del sonno Indifesa Accogliere una carezza Tra i capelli Infreddolita Stringerti alla coperta. Ti ho scrutata Come un ladro Che viene nella notte Per rubare il segreto Della tua sincerità. Ma non ho visto Il tuo cuore. Ecco il mio errore. Medolla, Febbraio / Marzo 2015
CORNICE 2
Nella cornice Dei miei ricordi Conservo una pagina bianca. Il peso delle parole Le ha fatte cadere per terra Ed è tardi Per rimetterle a posto. Oggi Nella cornice Non vedo che un ritaglio di muro Oltre il quale Non riesco ad andare. Medolla, Febbraio / Marzo 2015
NON AVREMO UN’ALTRA VITA
"Galleggi Sulle nubi Indifferente Lontano Dalle brutture apparenti Del mondo. Incapace dall'alto Di prestare attenzione Alla vita Alle persone Alle cose importanti." Dicevi così Camminando al mio fianco Quando tra i ciottoli Sparsi nel viale Ho raccolto Un rosso piccolo sasso A forma di cuore. Non so Da quanto tempo Giaceva Inosservato Dai passanti Bagnato Dalla pioggia Calpestato. Mi son detto: "Lo tengo per sempre." Ma il piccolo sasso Ha parlato: "Ti prego Lasciami andare!" E così l'ho scagliato lontano da me.
Non avremo un'altra vita
Dove incontrarci
Di nuovo.
Medolla, Febbraio 2015
THE ANGEL’S SISTER IS AN ANGEL
Dove saranno adesso Tutte le scritte Che da giovane Confuso incerto ribelle Ho lasciato sui muri? Forse coperte Da strati e strati e strati Di pittura lavabile O sbriciolate Con le tramezze abbattute Molto prima che la natura Vi provvedesse da sola. Eppure non tutte Sono andate perdute Se il numero Impresso E' rimasto Nel tuo cuore Come sul braccio Di un deportato. Io solo ho fatto Tabula rasa Di ogni ricordo. Incapace di prendere il volo Ho strappato le ali Di un angelo. Oggi ne porto Le conseguenze. S'esiste davvero La legge Del contrappasso Ecco la mia condanna: Ricordare ogni giorno In eterno Dell'angelo il viso All'inferno. Medolla, Gennaio 2015![]()
DECALOGO BREVE DELLE CONDIVISIONI DISGIUNTE
Camminare sul filo Sospesi Prima l'uno poi l'altra Perennemente in bilico Come Philippe Petit Tra le torri gemelle. Morire Sapendo che io solo Sarò precipitato All'inferno. Il resto non conta. Medolla, Gennaio / Febbraio 2015
A UN AMICO
Breve ti sia il dolore Come questo verso. Ed eterno il ricordo Dei momenti felici. Non c'è vita Migliore di questa. Medolla, Giugno 2013
INSETTI
Gli insetti Saltano nell'orto Portati Dal primo vento d'autunno. Se non fosse Per quella stupida strada rumorosa Volerei verso il nulla con loro Oltre il recinto Nel cielo. Medolla, Agosto 2011
FEDE
S'aspetta Un nuovo nato. Fortunato. Vedrà di certo Il duemilanovantotto Asino cotto. Peccato che noi Quel giorno Non ci saremo. Già mi manca il respiro. Medolla, Novembre 2013
ERA UN INVERNO
Era un inverno
Come tanti
Nebbioso
E freddo
Ed utile soltanto
A private ed amare considerazioni
Sull'inevitabile fluire
Della vita.
Quand'ecco
Che poche parole
Furon bastate a rifarlo
Non così rigido
Come sembrava.
Medolla, Dicembre 2013
RELIQUIA
Poiché il tuo corpo
Di figlio
E' come reliquia
Protetto
Da una teca in cristallo
Esposto alla vista dei fedeli
Ma nel tempo lontano.
Pensarlo
Come espressione dell'oggi
E' un atto di fede.
Nella penombra della cripta
Mi avvicino
Ma non posso toccarti.
Medolla, Inverno 2014
REVOX
Incisa sul nastro magnetico La tua voce E' un attimo Sottratto alla vita reale Con destrezza da scippatore. Mentre fuori turbina il vento Il rumore di fondo Nasconde Alla reciproca comprensione Ogni significato. L'unica strada Senza pedaggio E' quella liberamente scelta. Medolla, Inverno 2014
OVER THE RAINBOW
Nel pomeriggio tardo Mentre il primo temporale Svanisce S'affannano tutti Al ciglio della strada Per scattare una foto Dell'arcobaleno. Che gioia! Senza alcuna vergogna Per un attimo breve Torniamo bambini. Medolla, 25/26 Marzo 2014
BLACK OUT
Ogni cosa Intorno Scompare L'energia per sentirmi Ancora L'attore protagonista Viene a mancare Dal mio punto di vista C'è soltanto Il retro del sipario che cala Pesante diaframma Che mi separa Dal pubblico adorante Se mai è esistito. Nel camerino Si tolgono Maschera e trucco Ogni sera ritorno Ad essere quello che sono Lo scheletro Di una finzione. Medolla, Primavera 2014
LO SMEMORATO
I miei ricordi Ho lasciato che fuggissero leggeri Come i semi Del tarassaco fiorito Soffiati Con infantile innocenza Verso il cielo. Fatti di nulla Dispersi in mille direzioni Non riesco ad inseguirli tutti E ho paura di scoprire Dove si poseranno. Medolla, 9/10 Aprile 2014
MERDA SECCA
L'universo Che ruota intorno a me Collasserà un giorno Prima o poi Gli spazi siderali E il nulla che li riempie Si ridurranno a merda secca Materia in putrefazione Lezzo disperso. Nessuno Sfuggirà A questo destino. Medolla, Primavera 2014
PASSATA LA FESTA GABBATO LO SANTO
Nessuno Può creder davvero Che dopo tre giorni Tu sia ritornato Tra i vivi. Son favole queste Per Santi Di basso lignaggio Istrioni di strada Buffoni nonché saltimbanchi Mangiatori di spade Fachiri padani. Non c'è nulla Che tu possa fare Per fermare la fine del mondo Prevista Tra qualche miliardo di anni. Nel frattempo Trattieni il respiro E sprofonda Fintanto che puoi Nell'abisso laggiù Troverai La pace che cerchi. Medolla, Primavera 2014
IMPRESSIONE
Qualche goccia Sporadica Solleva dalla strada L'odore di polvere E con essa L'impressione Che tutto debba accadere Nel giro Di pochi minuti Appare improvvisa E rossa nei toni La luce di un altro tramonto. Ti colpisce alle spalle. Peccato non capirne il perché. Medolla, Primavera 2014
CANALI
Tremano le acque Melmose e sporche Come le nostre vite Passate Sul futuro Nutriamo Qualche ragionevole speranza Fin quando non verrà per davvero A smentirla. Lasciamo che scorrano le onde Si formi qualche gorgo Siano trascinati a valle I tronchi marciti dal tempo Il sole tutto seccherà. Medolla, Primavera 2014
CALVARIO
Sulla tua carne Che si consuma Senti adesso Il peso Di un futuro Che ancora non c'è. Come il figlio del Signore Percorri il tuo breve calvario Non sapendo Cosa troverai alla fine. Forse La verità Dei sentimenti. Medolla, Primavera 2014
AMICA
Raccontami una storia Se vuoi Che triste non sia Di un viaggio Senza meta Di un paese Senza muri. Nessuno oltre a me Saprà ascoltarla. Medolla, Primavera 2014
LIDO PINETA
Com'è breve il sentiero Che conduce dalla vita alla morte Breve e stretto Come una spiaggia del Salento. Nel caldo più intenso Hanno corso I soccorritori Appesantiti dall'età E dalle borse mediche Ma non sono riusciti a salvarmi. Il Signore aveva deciso Ch'era giunto il momento Che espiassi Ogni mio più piccolo peccato. Per un attimo Ho rivisto nel mare Il colore dei tuoi occhi. Medolla, 14 Luglio 2014
EVAPORAZIONE
Un uomo Resta solo Quando padre lo chiameranno Impaurito Smetteranno di amarlo Come essere inutile Ai bordi Della brocca colma d'acqua La goccia che trabocca A terra cadendo Per far posto ad altre Piovute dal cielo. Evaporerò Senza lasciare Traccia. Medolla, 16 Luglio 2014
IL GALLO CINESE
S'avvicina rapido il giorno L'ultima arietta Fresca della notte Mi accarezza la schiena Quand'ecco Canta il gallo cinese Come lo odio! Troppo vicino Per non disturbare il risveglio. Non sa d'essere fuori dal tempo Un inutile orpello Sul groppone Della modernità. Medolla, Estate 2014
RITENTA SARAI PIU’ FORTUNATO
Non cambia
Il mio volto riflesso
Per un attimo
Rende lo sguardo
L'intera profondità
Del nulla
Dentro lo specchio
Tendo la mano inutile
So di non poterla toccare
Davvero
Sorrido
Tutto è così chiaro.
Non darmi le spalle
Mentre t'allontani.
Medolla, Autunno 2014
CORNICE
DOMENICA
Nella vita So bene D'esser stato un credente sbadato. Andavo alla messa soltanto Per matrimoni O funerali. Ma domenica scorsa! Avevo finalmente deciso Di recarmi dal prete Per rendergli piena e completa confessione D'ogni mio peccato E dare Un taglio deciso Ad ogni mia passata Dissolutezza. Non saprò mai Quale sarebbe stata La mia penitenza. Il crollo improvviso Della cappella Ha segnato la fine Delle mie migliori intenzioni. Oggi riposo in terra (Il prete accanto a me) Nel cimitero nuovo. Un cuore gentile Ha posato sul marmo Un fiore di bronzo. Almeno tu Mi hai perdonato. Medolla, Febbraio 2015
POST OFFICE
Attonita
Osservi
La professione.
Non credi ai tuoi occhi:
Poeta.
Ingenua
Non sai
Che ogni tuo sguardo
E' pura poesia.
(In Loving Memory of Henry Charles "Hank" Bukowski)
Carpi, 4 settembre 2014
AMORE E LENTICCHIE
Mentre la lenticchia Ribolle Lenta (Se no che lenticchia sarebbe?) Scrivi del nostro amore. Terminata la cottura Mi dirai il sapore. Medolla, 31 Ottobre 2013
VUOTI DI MEMORIA
A che serve un ricordo? Quando riemerge improvviso Ed anche indistinto Come un giapponese dalla foresta Convinto che ancora Il nemico si aggiri nei paraggi. Il suo tempo è stato passato Come un passato di verdure Schiacciato Dal peso degli eventi Che l'hanno seguito E brutalmente finito Non negandogli Il colpo di grazia. Abbiate pietà Per il tempo che ho consumato. Nemmeno io lo rimpiango. Medolla, Ottobre 2013
RIMPIANTI
Vedi
Che abbiamo sprecato
Il tempo
Che nostro Signore
Ci aveva donato.
Come merce avariata
Nel supermercato
Non abbiamo notato
La scadenza oramai superata
La freschezza di un giorno
Che non può ritornare.
L'indifferenza ricambiata
Dei clienti
Ci degna a malapena
D'uno sguardo distratto.
Soprammobili scordati
Sul ripiano di una credenza
Utili appena
Come bersaglio
Delle peggiori invettive
Cadremo per terra
Andando in mille pezzi.
Una fine senza rimedio.
Medolla, Estate 2013
LE PAROLE NON DETTE
Le parole non dette Sono quelle Che più mi feriscono Quando le sento Aleggiare intorno. Le immagino Come cartelli stradali Indicanti Il senso da prendere Per essere certi Di non infilarsi Nel senso vietato del loro significato. Le parole non dette Si occultano Tra le pagine gialle Del vocabolario. Come un quadrifoglio Nel prato: Impossibile trovarlo. Medolla, Febbraio 2013
UN PONTE COME METAFORA
Attraverso un ponte A dorso di mulo Indifferente Il fluire dell'acqua S'allontana in rapidi gorghi. M'accompagnano Sole Le mie decisioni Che ti aspettavi? Medolla, 26 Dicembre 2012
SENTIERI
Sulle mappe I sentieri Si vedono appena. Non saprei dirne La fine e l'inizio. Sulle mappe E' possibile scorgere Lembi di mondi Inesplorati Incrociare strade Malamente segnate Bianche di polvere Volatile Come il canto d'una fanciulla. Molti segni Mi conducono al termine Non mi resta Che prenderne atto. Medolla, Inverno 2012
LE STRANE OCCASIONI
Finalmente il grigio è tornato E con esso il tempo è venuto Di ripensare alle solite cose O alle strane occasioni Che la vita ci consegna Su un piatto d'argento: La testa mozzata del Santo Caduta nel cesto e raccolta Per una degna sepoltura La morbida penna che scrive Quando non te l'aspetti E il Profeta Che nessuno conosce ed ascolta. Non chiedermi dove sto andando Non serviranno Miliardi di briciole Abbandonate Per ritrovare la strada. Medolla, Ottobre 2012
ALTE FREQUENZE
Devo ancora imparare A osservare Davvero le cose Confondo il profondo Con la superficie Il colore dell'occhio Con lo sguardo Precipito senza sapere Se una rete Mi accoglierà I miei sensi malati Non mi fanno contare le cose Ho perso da tempo il sentore Delle alte frequenze Ciò che dona freschezza Ai rumori del mondo Perduto mi sono Nella vasta distesa Coperta di neve Dove i suoni Saranno attutiti E per sempre Indistinti. Medolla, Settembre 2012
ESEGUO SEMPRE I TUOI ORDINI
Che potrei fare altrimenti? Sperare Nella terza guerra mondiale Per rifarmi una vita Mi pare eccessivo. Non c'è nulla che valga la pena D'essere fatto. Nessun paese da scoprire O religione da fondare. Chi mi seguirebbe Nel deserto o sul monte? Senza acqua né cibo Senza un libro Nel quale sia scritto Tutto e il contrario di tutto Senza calamo e carta Né mezzi di comunicazione Di massa. Le cose che penso Sarebbero inutili Confinate nello spazio modesto Del mio cranio. La soluzione finale E' restarsene buoni Fingendo interesse Per questo o per quello Costretti in un angolo Come un pugile in crisi. Sono stanco Ma pronto e seguire i tuoi ordini adesso. Domani vedremo. Medolla, Agosto 2012
POMODORI TERREMOTI
Miliardi di parole Stanche Dette in questi mesi diversi Non basteranno a spiegare Perché i pomodori Son maturati lo stesso. Le cure profuse Sono pura illusione La natura di certo Non s'adatta Ai nostri voleri. Siamo piccola parte Del disegno divino Se proprio ci tieni a saperlo Siamo piccola parte Del caos primordiale Secondo il mio credo. Una inutile scoreggia Dispersa nel nulla Superficiali movimenti Della crosta Inavvertibili spostamenti Di atomi nell'universo. Come sempre L'errore E' crederci al centro Di ogni piccolo evento. La vita nulla ci deve per forza Tutto ci dona: Pomodori marci sul fondo Buoni soltanto Per una passata, La casa distrutta In tutto o in parte, Prima o poi La coscienza Di ciò che vale davvero, Il colore dei tuoi occhi Che ho perduto per sempre, Medolla, Estate 2012
L’UOMO DELL’EMILIA
Si ricorda D'un tratto Che la terra Da millenni calpesta Non è altro che sabbia Posata su rocce malconce. Abbattuti gli ultimi boschi E' rimasto un solo orizzonte Unica emergenza le case Troppo modeste Per durare in eterno. Attonito Si ritrova Nelle macerie Di ciò che ha creduto. Medolla, 24 Maggio 2012
FULMINATO
Era calda l'estate L'asfalto bollente E nessuno Avrebbe potuto negarmi Il piacere di calpestarlo A piedi nudi. Tutti sudati Indaffarati Nei preparativi della festa. E' così che ho calpestato Quel cazzo di cavo scoperto E l'alta tensione E' fluita rapida Attraverso il mio corpo Fermandomi il cuore. Vano Ogni tentativo di soccorso Hanno scritto i giornali locali. Non ho commesso delitti Eppure Sono morto fulminato Come il peggiore Degli assassini Perciò verrò ricordato Per sempre Negli annali del paese Come l'unico caso Di innocente Condannato a morte Ingiustamente. Medolla, 9 Maggio 2012
LA MADONNA E LE ROSE
Maggio certamente E' di qualcosa il mese Ma qualunque cosa sia Io me ne fotto. L'iterazione non m'interessa E' già così palesemente difficile Convivere con se stessi Recitare la solita parte in commedia. E forse è davvero il momento Di dare sostanza allo scritto. Quando la musica è finita Non dispiacerti Cercane altra Come l'amore Essa è infinita Ed infinitamente bella Ti accoglie tra le sue braccia Senza serbarti rancore Basta avere il coraggio Di ascoltarla Anche se a volte ferisce Come spine di rosa Di maggio. Medolla, 1 Maggio 2012
CYPRESS HILL
Cosa vuol dire amicizia? Risalire il viale dei cipressi di Bolgheri Da solo E farsi un bicchiere di bianco In trattoria. Perché Questo ricordo emerge? Mentre la crema Fluisce calma Nelle mie orecchie E forse Sto distruggendo per sempre Ciò che di buono C'è in me. Medolla, Maggio 2012
LUCERTOLE
E così Senza rendermene conto Lentamente Sono invecchiato. Ho visto qualcuno più giovane Lasciare Con frase fatta Questa valle di lacrime. Ho visto altri Pensare soltanto al proprio dolore Passare la vita Nel bene e nel male. Poi tutti si sono scordati di me. Per settimane abbandonato Nella mia casa sul litorale. Oggi Chi si ferma più spesso Nei pressi della mia tomba E' una lucertola. Almeno Per gran parte del giorno Riposo nel sole. Medolla, 17 Aprile 2012
CHI ROMPE PAGA E I COCCI SONO SUOI
Tempo non c'è Per ricomporre Il giocattolo rotto A terra scagliato con forza In un impeto d'ira. E' un puro esercizio di scuola Non sarà lo stesso mai più. Inizia una storia diversa Migliore o peggiore Di ciò che è già stato Saranno gli altri A deciderlo. Medolla, Aprile 2012
SOMEDAY MY PRINCE WILL COME
Preferisco talvolta Restare da solo Con l'intera mia vita passata Indossata Come un abito leggero Portato con eleganza Ma che prima o poi Sgualcirà E sarà da buttare. Allora sarò nuovo davvero. Medolla, Aprile 2012
PRENDERLA CON FILOSOFIA
Spicciola Quotidiana Filosofia Del vivere qualunque Lasciata precipitare A terra Con noncuranza Come uno scontrino accartocciato Così che nessuno si accorga Quanto hai speso di tuo Per arrivare a questo punto. Considerazioni senza valore. Un centesimo d'euro Mi darebbe di certo Una gioia superiore. Vuoi star zitta per favore? Medolla, 19/20 Marzo 2012
SIXTIES PARTY
Perché organizzare Un party anni sessanta? Costringendo gli amici A riandare all'infanzia? Siamo stati diversi Da come oggi Ci descriviamo Abbiamo raccolto il letame Nella piccola stalla dei nonni Per portarlo alla massa Zappato la terra Per raccoglier patate Pigiata l'uva coi piedi. Son questi gli anni sessanta Che a volte ricordo. E non è stata di certo una festa. Medolla, Marzo 2012
TELE-VISIONI
T'ha posseduto il Diavolo
Un tempo?
Oppure hai creduto che il Signore
Bussasse alla tua porta
Per annunciarti la buona novella?
E quale sarebbe, di grazia?
Che un giorno
Le persone che ami
Saranno cenere grigia
Facilmente soggetta
Ai voleri del vento
Seminatore nel tempo
E nello spazio
Di ciò che gli capita a tiro.
Signore o Diavolo che fosse
La novella
Buona non era
E ti ha fatto perdere
Tempo prezioso
5 minuti di vita
Tanto non durerà l'eternità
Del resto
Con cosa potresti paragonarla?
Perciò
Consuma se puoi
Il tempo che ti rimane
5 minuti
Quanto basta per scrivere
Una poesia.
Medolla, Marzo 2012
MATTONI
L'argomento E' da sempre lo stesso: Di Babele la torre. Ed ognuno ne possiede un mattone Prodotto con tecnica antica Diverso l'uno dall'altro. Conservalo gelosamente Rappresenta ciò che sei veramente. Nel forgiarlo Hai lasciato l'impronta delle tue mani Eterna dannazione: L'unicità del tuo essere. Medolla, Marzo 2012


