Parole
Di un tempo
Passate
Scomparse nell'uso
Tutte
Le puoi ritrovare
Infilate
L'una dietro l'altra
Nel Tommaseo.
Eleganti s'inseguono
Come signorine della buona società
In un campo fiorito correnti.
Ciascuna vuol dire la sua
Senza compromettersi troppo.
Il somigliare ad altre
Le protegge
Da soverchie responsabilità.
E' la legge del branco:
L'unione fa la forza.
Una sola parola
Non sarebbe discorso.
Medolla, Marzo 2012
VERDE MARE
Sentirsi Non più d'una goccia Del tutto perduto In un mare qualunque Verde soltanto Se un raggio di luce lo penetra. Di notte E' inutile fare progetti Conviene Allo scuro Dormire Nella propria stanzetta Pensando il meno possibile. Ti svegli di scatto Col fiato che manca Perduto per sempre. A cosa ti serve Riprender coscienza Il ritmo normale e pacato Il respiro Sentire di nuovo La vita che scorre? Prima o poi ogni goccia Evapora al cielo Dopo esser piovuta. Medolla, Inverno 2012
RAZZA DANNATA
Chiuso Tra i muri Strenua difesa dal freddo pungente Fuori la gente É un inutile orpello Per la natura Animale dannoso Perfino a se stesso Forse l'unico caso Di sana autodistruzione razziale Una breve parentesi In miliardi di anni D'evoluzione Con la speranza che sia preso finita. I più mi lasciano indifferente Li osservo e ne scordo Il tono di voce L'atteggiamento. Fingo d'esser socievole Ma mi fanno paura Rifuggo il virus Che li contagia. Degli altri m'importa Praticamente nulla. Non desidero Ammalarmi di loro. Medolla, Febbraio 2012, in un giorno di neve
CHE MI IMPORTA? CHE TI IMPORTA?
Per anni
Ho vissuto da solo
Nella casa di mattoni
In cima alla collina
Scendendo al paese
Soltanto per fare provviste.
Non ho mai dato un party
Né mai invitato qualcuno
Ad un pranzo, a una cena.
L'unico a salire una volta
É stato il nuovo dottore.
Voleva conoscere
Il solo dei suoi cento pazienti
Che non s'era mai presentato
All'ambulatorio.
Poi questo inverno
Il ghiaccio e la neve
L'han fatta da padrone
Ed un giorno
Percorrendo il vialetto
Sono caduto.
La neve m'ha ricoperto
Completamente
In meno di un'ora.
Non ce l'ho fatta a rialzarmi
E lì sono morto.
Mi han trovato ch'era già primavera
Quando hanno capito
Ch'erano tre mesi
Che non mangiavo pane.
Non so quanti inverni
Sono passati da allora
Ma la neve
Ricopre anche adesso
La lapide della mia tomba.
In fondo a me non importa
Se nessuno la legge
O la tiene pulita.
E anche a voi che passate
Che v'importa sapere
Di chi è sepolto per sempre?
Medolla, Febbraio 2012
IL PESCATORE
In una giornata stupenda La prima, dopo mesi di nebbie Abbagliato dal sole calante Non ho visto arrivare Il malandato furgone Di Jerry il pescatore Ed ho compiuto Un passo di troppo. Così la mia vita è finita A terra Trascinato per decine di metri Lacerato nel corpo Ma non nell'animo. Nemmeno negli ultimi istanti Ho provato sentimenti di odio Per il pescatore. Semplicemente Stava andando al lago Per farsi una bella pescata. Non guidava in stato di ebbrezza Non ce l'aveva con me. E adesso in paese Tutti pensano Che io me la sia un poco cercata E sulla lapide hanno inciso: “Suicida”. Medolla, Febbraio 2012
LA DIFFERENZA
La differenza che passa tra noi
É presto detta:
Io penso soltanto al passato
Perché m'è fuggito di mano
E vorrei riprenderlo al volo
Evitando che cada per terra
E si rompa
In mille frammenti.
Tu invece ritieni di avere un futuro
Potresti incontrarlo
Appena svoltato l'angolo
Potresti venirne investita
Mentre attraversi la strada
Potresti raccoglierlo
Come fosse una carta gettata
Potresti.
Il problema è che tu non lo sai
Ma il futuro che adesso non hai
Sarà un giorno passato.
Medolla, 29/30 Gennaio 2012
NON CHIAMARMI AMORE
Non aspettarmi
Il passo mio
S'è fatto incerto.
Preferisco abbandonarmi
Stordito
Disteso in poltrona
O davanti allo schermo
Inutile
Nonché
Evidentemente digitale
Del calcolatore
Come direbbe un francese
Se fosse italiano.
Non chiamarmi amore
Non darmi alcun nome
Non merito alcuna attenzione.
Del passato ho scordato
Ogni cosa
O quasi
Del presente m'importa
Relativamente
Troppo denso di fatti importanti
Per metterli tutti in un conto.
L'elenco delle cose da fare
Si allunga
Come le ombre d'estate alla sera.
Da bambino
Mi sono confuso con esse
Ed è stata una gioia.
E se allora è bastata una voce
Per condurmi alla casa
Adesso non ricordo nemmeno
Da dove sono partito
Che sentieri ho percorso
Le persone con le quali ho parlato
Gli sguardi che ci siamo scambiati.
Insomma
Non vale la pena
Disperdere al suolo
Le briciole
Per ritrovare la strada.
Ogni tempo si consuma
In un solo momento
Se ti volti a cercarlo
E' la fine.
Medolla, Gennaio 2012
GENNAIO
Ghiaccia la nebbia!
Osserva con calma
I vigneti imbiancati
Il bordo dei campi
I fossi privati
Dell'acqua corrente
Lenta
Inutile
La terra spaccata da crepe
Come se fosse un deserto.
Guardati intorno.
La quinta è confusa
Eppure emerge da essa
Pian piano l'attore
Protagonista
Di questa commedia
L'essere umano
Che fabbrica case
I coltivi nei campi
Le chiese
Le piccole strade tangenti
Le anse dei fiumi.
Una opera immensa
In più atti
Con frotte di attori e comparse
Tante fantastiche macchine
Che muovono sfondi
Ogni scena diversi.
L'inverno
Ogni giorno
Improvvisa
Quel tanto che basta
Per farmi tornare
Felice e contento nel freddo.
Medolla, Gennaio 2012
BOLOGNA
Esplodono In città Contraddizioni Promiscuità Solitudini e luoghi maivisti Consuetudini morte Come la sala da biliardo Sotto le torri Come le persone Che ho evitato Le amicizie finite sul nascere. A troppo ho rinunciato Non basterà una pagina sola Per dirlo. Medolla, Gennaio 2012
STRAPPI
Restiamo
A parlare di pagine
Or ora strappate
Nel fondo
Inavvertitamente.
Un gesto quotidiano
Che un giorno rimpiangerai
Privo di alcuna malizia
Provoca un solco
Che si allarga
A dismisura.
Pieghe, strappi
Metafore della vita
Lembi che si allontanano
Teoria della tettonica a placche
Difatti
Anche oggi
Un terremoto.
Tutti che fuggono
Senza sapere dove.
In ogni momento
Non facciamo che allontanarci
Dallo stato primordiale
Di perfetta unità.
Come particelle
Scagliate in eterno
Dal Big-Bang
Domani passerò
Vicino a una stella.
Medolla, Gennaio 2012
DUBBIE INCLINAZIONI
Alle tue spalle C'è un tempo Fatto di eventi Oggetti creati e distrutti Pensieri pensati Diciture Più o meno sensate Opere ed omissioni Detto per amor di sintesi Atti e potenza In breve. Alle tue spalle C'è stato e c'è tutto Tranne ciò che potrebbe Esserti utile adesso: Una trappola metaforica Che imprigioni i tuoi dubbi. Precipita ognuno Da solo Sul proprio pendio personale Alcuni rotolando Come le pietre S'arriva tutti a un dunque In tempi diversi Inutile Opporre resistenza. Di questa certezza Non so darmi ragione. Medolla, Inverno 2010/2011
PECCATO
L'innocenza Esiste soltanto Nei serial TV Nel mondo reale L'urgenza è peccare E gustarsi Il sottile piacere D'esser da Dio perdonati Disturbarlo per cose da nulla. Negarsi non potrà Quando busserai Alla sua porta. Medolla, 30/31 Ottobre 2011
IDENTITA’
Non importa Chi sono davvero Un insetto Non si domanda perché Io dovrei farlo? In quanti potrebbero dire Aver detto Scritto o pensato Le mie stesse parole? Duplicato in carta carbone Certifico semplicemente L'essere copia pro-forma Fac simile D'ogni esistenza Passata presente e futura: Nato, vivente, morirò Nient'altro da dire Non un uomo qualunque Ma qualunque uomo Troverà in me Uno strumento Da usare al bisogno. Non temo Il passare inosservato Ma l'essere inutile al mondo. Medolla, 24/26 Ottobre 2011
CUCU’
Viene il momento Nel quale cambiare Diventa L'imperativo morale D'ogni esistenza Fosse anche La meno importante Dell'intero creato. Un vecchio orologio a cucù Segnerà il momento cruciale Nascosto alla vista Inutilmente precipitato Ad accogliere Stanchi visitatori Parenti inutili e odiosi Nonché petulanti. Sprofondassero all'inferno Sarebbe la fine migliore Per tutti. Medolla, Ottobre 2011
BONTA’
Porgere una sedia agli stanchi Omaggiare gli affamati D'una brioche al bar acquistata Vestire di stracci vintage Un eccentrico alla moda Disinteressato Cedere il passo Non ancora portato Alla Signora di turno Raccoglier cartacce da terra Per darle al cestino Non maledire l'Eterno Ché non esiste Non disperdere il seme Non disturbar chi manovra Tenersi in disparte Bere ciò che basta Per evitare L'etilico coma Dire soltanto Ciò che si deve al momento opportuno Non mancare di rendere ai posteri Qualche scritto confuso Su come potremmo esser migliori Di quanto sembriamo Giurare l'amore ogni volta Che sia necessario Per farsi una bella scopata (Giurato l'amore alla Patria due volte Per star sul sicuro) Non protestare Per ciò che non conta Attendere calmi il momento Di fare la rivoluzione Un giorno verrà, di sicuro. Medolla, Ottobre 2011
TEORIA E PRATICA DELLA NONVIOLENZA
In teoria Potrei praticare La non violenza In pratica Non sono capace Di violentare Alcuna teoria Cioè rinnovarla Con un atto di forza Non bruta Ma di puro pensiero. Potrei teorizzare violentemente Qualsiasi pratica Ma non ho tempo bastante. Medolla, Ottobre 2011
IN MEDIO STAT VIRTUS
Al centro del quaderno Ti poni l'ovvia domanda Di quanto tempo ancora rimane Prima che sia completato. Non tanto Hai raggiunto in ritardo Il momento cruciale Della ragione. Solo adesso percorri Gli antichi sentieri Scoprendo Ch'eran la strada maestra. Il furore degli anni confusi riemerge Da un riff di chitarra Non male tutto sommato. Il centro del quaderno Ti costringe Ad un mesto bilancio Da sottoporre All'unico socio e padrone Nonché fondatore Della tua società Per azioni private Non quotabile in Borsa: Te stesso. Medolla, Ottobre 2011
FRECCIA ROSSA
L'inevitabile convivenza Obbligata dal treno ritardato Con illustri nessuno Origina pensieri malvagi Su come gli esseri umani Meriterebbero d'esser trattati. Nel fluire rapido I campi spogliati Mostrano lati nascosti. Mi accorgo Che il retro delle case E' un pensiero molesto. Su e giù per l'Italia, 21 Settembre 2011
NONNO
Raccogli
Ciò che il tempo ti ha dato
Dopo che hai seminato
Minuscoli semi nascosti.
Nell'attesa
Che il miracolo si compia
Affili la lama
Come s'usava un tempo
Con la pietra, bagnata
Gesto consueto per il bracciante
E inavvertitamente simbolico:
Prepararsi alla morte
Sperando che il taglio sia netto
Completo
Privo di fastidiose sbavature.
Andare al mulino
E sporcarsi col frutto
Del proprio raccolto.
Tornare
Senza pensare
Nemmeno una volta
Che forse potresti fuggire
Da questa miseria.
La cosa importante
Alla fine
E' sfamare i tuoi figli
Lasciare un ricordo ai nipoti
Tirare a campare.
Non c'è
Né tempo né spazio
Per ciò che essenziale non è.
Medolla, 11 Settembre 2011
N. 237
Un tratto Di penna Un secondo D'assoluto silenzio Nel mezzo L'attesa Della sentenza finale Assoluzione o morte. Medolla, Settembre 2011
TIMORI
Temi Di perdere il tempo Che avevi sperato. Una incauta decisione Ti ha portato su strade diverse Da quelle già frequentate. E non maledire i tuoi cari Così va la vita: Le occasioni vengono e vanno da sole Non le cercare Nello sguardo intrigante Di uno sconosciuto. Medolla, Settembre 2011
ESPLORAZIONI MARINE
Marinaio nella tempesta
Cosa mi resta?
Forse una randa da cazzare
Poco altro
La balena da inseguire
Tempo permettendo
Ché in caso di pioggia
Meglio sarà
Tornarsene a casa
In attesa di giorni migliori.
Il mare
Non è sempre l'amico che credi
Distrugge se vuole
I tuoi castelli di sabbia
Come un bambino dispettoso
Ti trascina al largo
Per sprofondarti
Nella depressione
E riconsegnarti morente ai viventi
Su una spiaggia abbandonata
Ti offre una conchiglia
Gioia infantile
Moneta
Simmetrica spirale
Aurea sezione di partito
Tesoro della natura
Tutto quello che avrai.
Ritornerai
Per andare
Fino in fondo.
Medolla, Agosto 2011
INDECISI
Di che ti lamenti? Nel sogno Liberi Frammenti di parole Che saranno perdute per sempre E non lo sai. Un velo d'aria bagnata Si stende sui corpi Inutili o indecisi Decidermi non so. Una storia è finita Una vita tra le tante Come il tratto della penna S'interrompe Quando termina l'inchiostro. Di che ti lamenti nel sogno? Medolla, Estate 2011
MOVIMENTO = RUMORE
Cerco invano il silenzio Ogni momento Lo vedo in distanza Lo inseguo Purtroppo E' un fallimento. Non esiste luogo Dove il vuoto Esiste davvero Uno spazio privato Delle proprie distanze E' soltanto Un misero punto Di partenza Per l'ennesima vana ricerca. Medolla, Luglio 2011
LUOGHI COMUNI
Luoghi comuni: Il modo migliore Per affrontarli E' metterli Nero su bianco Facendo credere ai più Che sia letteratura. Una frase ad effetto Volutamente complicata Puro mestiere e niente più. La passione vera Di Cristo E' tutta un'altra storia. Medolla, Estate 2011
CINESE
Entri al ristorante Nessuno intorno a te Poi, poco alla volta Vengono altre coppie Una troppo lontana Per sentirne i discorsi L'altra troppo vicina Per sopportarla. Residui fuori tempo Di un decennio Che nessuno rimpiange Lei priva di opinioni personali Succube del proprio compagno. Danaro Oggetti Potere Cos'altro ci serve? Un profeta? Un profeta. Medolla, 10 Maggio 2011
LDDP
Mi han detto Non sono importanti Ciò che conta E' come ti muovi Tra la gente Simulando interesse Per ciò che molti Credono normale. Io preferisco fingere Sorridere Lasciare ad ognuno L'illusione D'avere capito I miei versi I titoli (a volte) Le virgole mancanti. Giro l'angolo E poi Finalmente Non ti vedrò. Medolla, Maggio 2011
LA SPIRALE DEL DNA
Pensiamo Che ciò che ci sfugge Non abbia importanza Eppure sbagliamo. Potrei raccontare una storia Ma in questo momento Non so Se dirla inventata o vissuta E mi fermo interdetto. La sola certezza che ho E' di avere vissuto Ma il perché non ricordo. Adesso possiedo Soltanto il presente Il futuro sarà Tempo di altri. L'interminabile spirale del DNA Descrive perfetta ciò che saremo Ma è troppo imponente Perché io possa vederne L'intera sequenza Dunque per me Non ha Alcuna importanza Nessuna influenza. Medolla, Primavera 2011
L’UOMO DEL GIAPPONE
Esplode la terra In un enorme conato Di vomito liquido scuro Che inonda Schizza Sporca E distrugge ogni cosa. Il vomito Ha una forza irresistibile Non puoi far altro Che piegarti in due E lasciare che fluisca Inarrestabile. Finito Ripulisci il lavabo dagli schizzi Con un getto d'acqua Poi ritorni tranquillo In cucina. Gli speaker Ripetono incessantemente Con noncuranza Il numero dei morti Le esplosioni inattese Qualcosa che non ha funzionato. Forse ci sarà la fusione. Allora dovrai correre in bagno Di nuovo. Medolla, 14/15 Marzo 2011
LINEA
Disegni l'onda Immagini l'orizzonte Non ti resta che sprofondare Nella linea che li separa. Medolla, 1 Marzo 2011
DESERTI
Attraversare il deserto Ogni giorno Per più di giorni quaranta E la sera tornarsene a casa Ciabatte Giornale Cenare Suonare Scrivere e leggere Tutto sembra normale Finché non posi il piede Oltre la linea d'ombra E scopri che tutto Normale non è: Ovunque deserto Dietro e davanti Sotto e sopra Dentro e fuori Si insinua persino nei tuoi sogni Tanto che non riesci A scrivere che poche righe Frutto incerto Di pensieri tra loro slegati e confusi Che hanno a che fare Con un deserto da attraversare. Medolla, Marzo 2011
IL CONFINE
C'è un momento Quando stai per cedere al sonno Nel quale, senza difese, sei pronto Ad accogliere ogni pensiero: I ricordi rarefatti dell'infanzia Il volto di chi è venuto a mancare Le misere preoccupazioni della giornata Ciò che resta ancora da fare. Dove sei adesso? Oltre il confine dei sogni Lontana mille miglia da me. Medolla, Marzo 2011
NEL MEDIOEVO
Lentamente Incappucciato Nei vicoli scuri del borgo Di ritorno dall'osteria Verso una casa Stamberga o baracca Inutilmente riscaldata E malamente Dove l'odore stagnante Di vecchio E' il meglio che puoi aspettarti. Un materasso ti accoglie A terra posato Raccolto un giorno Da terra Rifiuto abbandonato Così ti concedi al sonno Dopo un ultimo sorso di alcool E l'ennesima boccata di fumo. Medolla, Febbraio 2011
IL PAPA
Combatte il Papa A parole Ogni forma Di relativismo Come il male peggiore del secolo. Son certo che sbaglia Non vede Quanto sia bello affermare Il tutto E il contrario di tutto Sublime giuoco incerto Assolutamente necessario Al barcamenarsi Tra le umane cose Di noi comuni mortali. Teurgo immacolato Si dice Interprete Dell'etica di ognuno Nonché Unico verbo del Signore in terra. Medolla, Febbraio 2011
NORDAFRICA
Solca il mare
La speranza
Ha il volto consumato
Della miseria umana
Della fame cronica
Dell'odore dolciastro
Di chi poco si lava
Non per scarsa volontà.
Resta in balia delle onde
A volte, la speranza
Per giorni interi
Tanto da bruciarsi la pelle
O morire di sete
Tra orribili spasmi.
Giunge spesso
Sulle nostre coste
Senza accorgersi
Della loro immane bellezza
Là dove gli scogli si consumano
Lentamente
E il vento batte forte
Gli arbusti.
Passerà
La speranza
Il più delle volte
Per partorire altra miseria
Disillusione
Cattiveria
O rabbia feroce.
Eppure è così bella la speranza
Non ha mai paura
Del futuro.
Medolla, Febbraio 2011
PRIME TIME
Sfilano i drammi Della cronaca nera In prima serata Sotto gli occhi imperterriti Della gente Avida d'ogni orrore e di sangue Di coincidenze apparentemente inevitabili E pertanto inutili, Osservano gli esperti Considerano, malamente Comunque vada Sbagliano Quand'anche avessero ragione. L'autopsia collettiva D'ogni tragedia Assurge a sport nazionale Fatto di poche Regole chiare: Mostrarsi alla telecamera accesa Parlare ad ogni microfono Applaudire al passaggio del feretro. Medolla, Febbraio 2011
LEGAMI
Un leggero odore di fumo Sulla pelle Basta un attimo Per abituarsi E non sentirlo più Scomparso per sempre Indecifrabile Perché in equilibrio Con mille altri profumi Non uno che emerga deciso. Ecco, a volte mi sento così Una traccia perduta Sottile Un rumore lontano Senza importanza Come quando calpesti le foglie Macerate dall'inverno avanzato. Anche i ricordi si perdono nel tempo Basta un attimo per abituarsi E non sentirli più. Medolla, Gennaio 2011
HAIKU
Il proverbio chi cerca Trova qualcosa Un amore talvolta Un sasso calciato lontano. Medolla, 29/30 Gennaio 2011
VIALE DELLE RIMEMBRANZE
Ho percorso le strade A folle velocità Sempre sfidando la morte E sebbene qualcuno Fosse convinto diversamente L'unica volta Che ho colpito un platano in pieno Me la sono cavata benone. Nessuno avrebbe immaginato Che il Sindaco del paese Sarebbe venuto Un giorno A festeggiare i miei cento anni E a donarmi lo stemma Della città. Che si fottano il Sindaco E lo stemma. Adesso che sto sottoterra Mi sento male veramente. Medolla, 27 Gennaio 2011
A FINE NIB
Fine La pagina s'apre Su un mondo Ad essa sconosciuto Oltre il confine Del recinto domestico. Infinite combinazioni lessicali L'aspettano Volendo esplorarle Non è che un passaggio Dal vecchio al nuovo quaderno. Nel mezzo Un attimo breve Dove sarà possibile Osare Il tutto per tutto Anche il silenzio assoluto. Medolla, 6 Gennaio 2011
GENESI
Impugnare L'arma più potente Semplicemente, con leggerezza Una penna corre veloce sul foglio Non lascia tempo al pensiero Di formarsi Poco alla volta Come dovrebbe Per dirsi compiuto Ponderato Inattaccabile Da ogni punto di vista. Lo strumento e il discorso Non sono che la stessa cosa S'intrecciano L'uno con l'altro Eppure dei due S'impone il più lento. E' la legge della natura. Medolla, Gennaio 2011
THE CINEMA SHOW
Nella sala buia Del cinema Ognuno s'apparta Coi propri pensieri. Non importa chi ti siede vicino Ciò che appare allo schermo E' la sola cosa che conta La chiave che apre il cassetto. Circospetto Ti guardi intorno Noncurante Fingi indifferenza Non vuoi che altri sospettino La tua solitudine. Esci con calma apparente Del tutto convinto che ogni sguardo Sia posato su di te. Poi nella notte Trascini il passo Lungo un viale deserto. Lo spettacolo è finito. Medolla, Gennaio 2011
QUADERNO
La sera Che stai per terminare un quaderno Di versetti Inutili Scarabocchi Piccoli disegni Vorresti farlo Con le parole Migliori. Questi segni che raccolgono in sè Tutto ciò che è stato detto Scritto Cancellato Pensato. Beh, non c'è Nessun momento speciale Credimi Nessuna fine da ricordare Basterà comperare Un nuovo quaderno E de-scrivere ancora Quello che senti: I rumori di voi due Che vi addormentate. Medolla, 6 dicembre 2010
MAN I HAD A DREADFUL FLIGHT
Ho avuto Terrificante Un volo Di sbalzi denso E di scossoni Come in un bus Che incerto corre Sulle strade Malamente asfaltate Dei nostri paesi Tutte buche Pozzanghere e dossi E polvere al caso. E' così che funzionano I viaggi Che la vita organizza per noi Verso mete inattese. Medolla, Dicembre 2010
IL FARO
Il silenzio Che non ti aspetti Quando la neve assorbe Ogni rumore vicino e lontano Mesi e mesi Senza sentire una voce Solo il fischio del vento Come se ognuno di noi Fosse il custode solo Di un faro Arroccato nel punto più lontano Della scogliera Dove non c'è altro che mare Dove Non ha senso voltarsi Verso la terraferma Ma solo scrutare l'avanti Dove l'onda s'arrampica al cielo. Medolla, Dicembre 2010
SPROCAME
Sprocame Pura invenzione Luogo indecifrabile Dispersione di segni sulla carta Provocazione situazionista Semplice collazione Circuito di confini alterati Dall'assunzione del peyote Desueto atto amministrativo. Troverà la propria storia Nella piccola cappella votiva Circuita dalle automobili? Sprocame è un tentato omicidio O l'avvio d'una rinascita? A voi la scelta. Medolla, Autunno 2010
LA QUAGLIA
Sogni di volare Sbattendo le ali Come una quaglia impaurita. Ti osservo perplesso Forse anche io sto volando Ma nell'alto dei cieli O dall'alto dei cieli Qualcosa ci sfugge Di ciò Che resta quaggiù. Tra i cespugli intrecciati La quaglia impaurita Ha nidificato Per protegger se stessa E i pulcini. Impacciata E' la prima occasione che ha Per durare la vita. Medolla, Novembre 2010
COMPOST
Siamo Dei piccoli esseri ignobili Inutilmente legati A questa terra Per un tempo Breve, talmente breve Una fugace apparizione Nella vita di altre persone. Tutti insieme Non siamo Che un putrido ammasso Di materia organica In decomposizione. Anche al netto Delle impurità Saremo classificati Come un pessimo concime Per le future generazioni. Medolla, Inverno 2010
L’INCIVILE PAESE
L'incivile paese Privo Di qualsivoglia idea Riguardo il proprio futuro Incapace di veder oltre un palmo di naso Come uno dei tanti animali Cui la natura ha negato la vista Per motivi funzionali Vaga in una grotta oscura Sbattendo di tanto in tanto Nello spigolo d'una roccia, Si lacera le carni Gocciola sangue Da ferite non rimarginate Pesta distratto I propri escrementi. In mancanza d'altro Si disseta del piscio Ancora tiepido Prima che il terreno l'assorba. E' un corpo malato Incapace di accoppiarsi Donare la vita Creare qualcosa di nuovo. Ogni cellula sparge Inutilmente Deboli anticorpi Dove cresce il tumore. Lo sconforto s'aggira Per le strade Staremo a vedere... S'avvicina la fine E' inutile Come sempre è stato Dimenticheremo tutto. Medolla, Autunno 2010
DATE PALINDROME
Date Di giorni palindromi In attesa della prossima Abbastanza vicina da farci sperare Che in molti ci arriveranno Salvi e sani l'11/02/2011 Nell'attesa, dicevo, Restiamo abbagliati Dalla prima pioggia invernale Che sgorga incessante Dal grigio del cielo. E poi di nuovo a domandarsi Se il numero Esprime un valore diverso In base alla forma che assume. 0 non è altro che 0 Ed 8 è certamente uguale ad 8 Da qualunque parte lo si prenda Ma se il 6 sia palindromo di 9 non so. Una doppia simmetria Un comportamento specchiato Non bastano a dire La vera natura Di ciascuno di noi. Medolla, Ottobre 2010
IN THE CITY
Ogni secondo che passa Ogni persona che passa E sfiori indifferente E vorresti fermarti con tutti un momento Per osservarli negli occhi E capire Se a loro volta Si guardano intorno Chiedendosi come sia composta Questa informe marea Apparentemente priva Di una meta Che ondeggia Come uno sciame di insetti brulicanti Privi di coscienza Se non collettiva. E' tutta qui La bellezza della città Ritrovarsi da soli A pensare Alle solite cose: La morte e la vita. Medolla, 9 Ottobre 2010
RICERCA
Ricerca è parola Abusata Stuprata davanti e di dietro Prima rapita, uccisa Abbandonata quindi in un fosso Non troppo profondo Ai margini della città Nei primi anni ottanta. E così Convinto che un funerale Potesse bastare Hai imparato a fingere il dolore Nelle successive occasioni: Vale la pena Cercare ogni volta Nuova pietà in fondo al cuore? Medolla, Ottobre 2010
201
A volte La penna Scorre così Non sapendo che fare Decide di andare Qua e là Senza meta Imprecisa Osservando curiosa Ciò che intorno le sta. Il vento ne sbatte A destra e a manca Se piove corre al riparo Sotto l'androne Del bassocomodo. Quando il sole ritorna La parola S'incammina lenta Verso una storia nuova. Medolla, Settembre 2010
IL VANGELO SECONDO JOSE’
Il centurione Che mi colpì al costato L'ho perdonato. Del resto Che cosa potevo sperare Mani e piedi inchiodato Ad un legno Nell'aria lamenti di donne I primi segni del temporale Dal Padre in un fiat rinnegato. Per il bene del mondo Ho rinunciato a lottare Come puoi non capire? Preferisco la corona di spine La spugna imbevuta di aceto Il cencio Su cui riversare Gli ultimi umori polmonari: Un inutile straccio Da venerare al bisogno. Passati tre giorni Terrete una festa Questo v'importa davvero Tanto io, prima o poi, Non sarò che un ricordo. Medolla, Estate 2010
TEMPO
La nozione di tempo Non è una misura L'orologio Alla fine Si muove come sempre Al ritmo convenzionale D'un secondo alla volta. La nozione di tempo Non sono gli anni lontani Che abbiamo vissuto Così diversi da oggi O quelli inesistenti Che ci restano. La nozione di tempo E' l'intensità Dei miei desideri. Medolla, 4 Agosto 2010
LA FORMA DELLE COSE
Non credo davvero In quello che vedo La forma delle cose E' un imbroglio Voluto da Dio. Ti svegli un mattino Ed inizi a pensare E non riesci più a smettere. Una dannazione Priva di senso Continua mutazione Caleidoscopio indescrivibile Di cui non ricordi più nulla Quando viene la sera. Medolla, Agosto 2010
MONTALBANO
Una foto sbiadita Ingiallita Non solo metaforicamente E' tutto ciò che conservo Della mia infanzia Sebbene al momento Non saprei dire ed aprire Il cassetto Nel quale una mano pietosa L'ha posta Perché sia conservata più a lungo Delle vite ch'essa descrive. Due fratelli E un triciclo Probabilmente rosso Odore di povertà Rivalsa La verità di chi ha vinto la guerra Anni di duro lavoro Il nonno al mulino Bracciante all'occasione I frutti rubati al vicino. Dove sarà Quella con la strada innevata? Di certo avrò provato Un immenso stupore. Medolla, Luglio 2010
AL MERCATINO
Passeggio indifferente. Si espone sui banchi Ciò che non cerco: La risposta Ai miei perché. Medolla, 13 Luglio 2010
VENTILATORE
Sopportare il caldo Grazie a un misero ventilatore E la tua assenza Dispersa Nella miscela di voci e motori Che emilianamente sfrecciano Sulla strada Grilli O forse insetti Che non conosco Porte che sbattono Catene di bicicletta. In un attimo Sei sparita di nuovo Perduta Tra fatue immagini digitali Di ciò che è stato. Medolla, 11 Luglio 2010
192
Scrivo Come se fossi A un passo di montagna. Uno di quelli Attraversati da ragazzo Senza capirne il senso. Ora soltanto vedo L'attimo nel quale Ho posato Il piede Oltre la china E ho scelto La via del ritorno Alla casa Dove tu ancora mi aspetti. Medolla, Primavera 2010
193
Ho sognato Nera una pioggia Come catrame densa Api gigantesche Attaccavano la casa Sola difesa Lo stare Uniti (C'era anche il cane) Al risveglio Uscire Cercare Il cibo che manca Per fame Non per amore. Pochi sopravvissuti Per le strade Odori non ne ricordo Non so La fine della storia Merito forse Delle benzodiazepine. Medolla, Primavera 2010
UN GIORNO
Un giorno Ti resteranno Soltanto Alcune misere ore di vita. Schiavo della morfina Ti sembrerà D'essere un occhio artificiale Sospeso nell'alto dei cieli Vagamente consapevole Di ciò che è stato Stanco osservatore neutrale Dei mali tuoi E del mondo. Lascerai a terra un quaderno Con alcune frasi sconnesse Pronuncerai poche parole Incomprensibili Tra un conato di vomito e l'altro Non sei in fondo un poeta? Poi l'ultimo profondo respiro... E' veramente così L'ho visto. Medolla, Primavera 2010
TU CHE MI NEGHI LO SGUARDO
Tu che mi neghi lo sguardo Quando più lo desidero E perciò non so Il colore dei tuoi occhi E se anche li guardassi in eterno L'attimo dopo li avrei dimenticati, Tu che mi doni lo sguardo Quando meno me l'aspetto E perciò non mi accorgo Della luce che in esso risplende Ma soltanto che l'attimo è andato Perduto per sempre, Tu non ascolti Il mio canto distratto La preghiera che al cielo rivolgo Tu non osservi il mio volto Cambiato dal tempo Non leggerai le parole Che ho scritto stasera Nè quelle che ho cancellato. Ciò che di più trasparente C'è in me Tu non lo vedi. Medolla, 2009-2010
UN CERCHIO
Un quasi cerchio Tracciato sul foglio Dalla penna fidata E' il recinto nel quale Se vuoi Puoi entrare E' il contorno Che so indefinito Della mia condizione. Se lo chiudo per sempre Diventa più chiaro Lo stato delle cose Ciò che sta dentro Ciò che sta fuori. Esiste davvero L'insieme di ciò che cerchio non è? Esiste il confine Tra il nulla E il tutto Il qualcosa La parte La traccia Il ricordo Il segno L'impressione L'essenza La forma La descrizione vaga? Stai attento: Al limite Della mappa C'è soltanto Il bordo Tagliente Del foglio. Medolla, 2009 - 2010
VECCHIE SCARPE
Stavo cercando Di recuperare Quel vecchio paio di scarpe Così logore e comode. Mia moglie Le aveva lanciate Sul ripiano più alto Dello scaffale in cantina. Volevo usarle soltanto Come scarpe da giardino Niente di più. Nessuna metafora O senso recondito In quella breve arrampicata Nessuna meta lontana da raggiungere. Sarà stato per questo Che lo scaffale Mi s'è rovesciato addosso E sono morto. Medolla, 16 febbraio 2010
187
Ti svegli Un mattino tra i tanti La doccia, un latte e caffè Gli abiti appesi. Quando All'improvviso Il laccio si spezza E un lembo ti resta Nella mano penzolante. E' un attimo, Come si dice, Fugace In fondo potresti Far finta di niente. Poi d'un tratto capisci: Ci sono cose della vita Che non torneranno. Puoi ricucire lo strappo Ma il laccio Non sarà Mai più Lo stesso. Medolla, Gennaio 2010
ABITO A RIGHE
Ho preso la penna E scritto le parole: "Ho preso la penna E scritto le parole" E poi, voltata la pagina Ho cercato ancora parole Dove sappiamo bene Non esserci altro Che bianco foglio rigato Di righe A me indifferenti. Non m'importa Essere sotto o sopra le righe Procedere storto o diritto Saltando di palo in frasca (E come potrei Se non dopo aver Saldamente piantato Un palo vicino a una frasca?) Basta L'unica cosa da fare E' lasciarsi Andare Cercare Frugare O meglio rovistare Tra le righe Così che ciascuno Possa trovare Quel cazzo che gli pare: Un bandolo della matassa La briciola a terra caduta La pagina con il segnalibro L'impronta lasciata sul lido La luce del faro nella tempesta. Tra le righe Di solito si trovano Mondi inesplorati. Medolla, Inverno 2010
LOVE IS THE ANSWER
E' compito Dell'uomo incerto Portare alla luce Anche il più insignificante dei ricordi: Le fragole raccolte nel parco di una villa Le arrampicate sui pioppi Una caduta in bicicletta Un granchio sotterrato Nell'angolo più remoto del giardino Alla colonia estiva Gli incubi notturni Che mi costringevano al pianto Uscire di casa alle 4 di notte Per osservare una cometa Ferirsi ad un braccio per rubare pochi frutti. Cerco di capire chi sono Cosa abbiamo in comune Io e il resto del mondo. Il disinteresse reciproco Prima di tutto (Potrebbe essere l'amara conclusione Di queste righe) O al contrario La curiosità profonda Per chi sappiamo essere diverso. Leggi l'ultimo frammento di Carver E avrai la risposta Semplice Indicibile Scontata. Intanto come Alice Precipito in un pozzo senza fondo Dove antiche unità di misura scomparse Lingue morte Civiltà negate da civiltà Si fondono inarrestabili. Tutto si riduce a unità Tutto prima o poi si separa Non dimenticarlo. Medolla, Ottobre 2009
ODORI
Pappardelle con cacciagione Vino bianco frizzante Un toscano e una stria Poi gelato, biscotti E un passito non male. In fondo il caffè. Sul mio corpo sudato Ritrovi Gli odori sgraditi Dei cibi ingeriti E mal digeriti. Quel che sono Fuoriesce Incessante dai pori Non posso Fare altrimenti. Prova pure ribrezzo Per come l'anima mia Si divide in miliardi Di parti - celle Che diffondono il lezzo nell'aria. Fuggi lontana Se questo ti basta Per sentirti pulita, T'insegue purtroppo L'odore dolciastro Deposto per giorni Sui nostri cuscini. Tempo perso Se mi odii per questo. Medolla, Settembre 2009
STREAM
La musica Sotto un cielo di stelle. Il futuro seduto accanto a me Infreddolito Su una sedia di plastica Silenziosa. Intanto il mio tempo Scorre inesorabile Per quanto ancora Mi chiedo Cinque anni o cinquanta? L'importante è ripetere il gesto. Rivoltare la terra Dopo l'ennesimo raccolto Portare allo scoperto L'anima del mondo (Viene alla luce qualche verme Trova un seme Un buon motivo per crescere Seccano le radici strappate) What am I doing to myself And why? Ecco le parole che cerco Le ha scritte Bukowski Soltanto ha dimenticato Di darmi la risposta. E così qualcosa mi manca: Il fianco d'una collina Da cui precipitarsi Un deserto per urlare la voce Un abisso marino profondo Come l'ultimo respiro Un fuoco di cui aver paura La musica Sotto un cielo di stelle. Medolla, Settembre 2009
183
La goccia Che il vaso Fa traboccare Cade leggera Come una piuma. L'effetto Inatteso Di un piccolo gesto. Medolla, Settembre 2009
BUSSOLA
Tuo figlio Ritrova Tra i suoi vecchi giochi Una piccola bussola Di plastica trasparente E vorrebbe buttarla. Ma no, gli dici, Conviene tenerla Per il prossimo viaggio Che dovrai affrontare Verso un luogo che adesso Ancora non conosci. L'appoggi lì Tra le altre cianfrusaglie Nel vaso Sul tavolino di vetro E sai che indicherà per sempre La giusta direzione Quella che prima o poi Mi porterà da te. Medolla, Settembre 2009
FESTA DI CHE?
In fondo Cosa ti lascia la festa A parte l'odore di fritto Sulla camicia? Migliaia di persone Che non vorresti conoscere Per tutto l'oro del mondo Il rumore assordante Delle loro parole L'umidità della sera Sulle spalle Qualche minuto Di inutile allegria Un argentino che canta Celito Lindo. Ho consegnato L'Unità Casa per casa Negli anni 70 Ma il filo di quella storia S'è spezzato per sempre. Medolla, Settembre 2009
GLI ZINGARI
Gli zingari
Si accampavano
Lungo il sentiero sterrato
Che conduce alla casa
Che fu dei miei nonni
Di fianco al canale.
Avevano carri
Trainati da lenti cavalli.
Erano gli anni sessanta
Una storia agli sgoccioli
Degenerata in un batter di ciglia
In caravan bianchi
Agganciati a un Mercedes.
Che sciocco sono stato
Non aver mai giocato
Con loro.
Medolla, Agosto 2009
SABBIE IMMOBILI
Un mistero
Per sempre sarà
Come ti colga il sonno
Nel momento più inaspettato.
Quella forza
Che mi costringe a pensare
Non è che l'onda evanescente
Di un sasso gettato
Con noncuranza.
Trascinato sul fondo
Tra il limo e le erbe
Annego in un mondo
Diverso dal tuo
Cui tendo una mano
Che non tocca
Il limite imposto dalla natura
Tra l'aria e le acque.
Si ripete la scena:
Come attori in teatri diversi
Pronunciamo ogni sera
Le stesse battute.
Conosciamo la parte
Alla perfezione:
Tu dormi, io penso.
Medolla, Agosto 2009
SCIROCCO
Il pensiero Di tutto quel vento Che mi viene incontro Dal mare aperto E che per giorni interi Consumerà il mio sigaro Mi tormenta E mi scalda Come il ricordo delle cose passate. Quando sarà Tutto finito Di certo ne sentirò la mancanza. Dodici giorni Senza toccare Un goccio di vino o di birra. Anche la più strana Delle promesse Ha un termine. Come l'amore Come la vita. Lido Marini (Ugento), 22/23 Giugno 2009
OLTRE LO SPECCHIO
Non temere Non sono che uno specchio Leggermente incrinato dal tempo Ma ancora capace Di rendere intatta L'immagine tua. Usami pure. Appeso nella penombra In fondo al corridoio Dipingo di te ogni cosa. Del presente, quella che meno t'aspetti Del passato, i ricordi più veri. E se avrai la bontà Di guardarmi ogni giorno, Per un attimo solo, Anche ciò che sarai nel futuro. Medolla, 23 agosto 2009
REDENZIONE
Nel breve volgere Di uno scroscio estivo S'è composto il canto Della mia redenzione. Come un agnello Sgozzato Per la gioia d'un ospite inatteso Vengo trascinato impotente Verso un patetico destino: Donare le carni Grondanti di sangue A chi avrà il coraggio Di levarle al cielo Nel gesto Per me incomprensibile Del sacerdote Che proclama Amore indiviso ed eterno Per tutti. Squallida cerimonia Vuota ricerca Di una forma Che non esiste, L'amore finisce Nel momento stesso In cui lo dici. Ecco Adesso il respiro Di quest'aria opaca S'è interrotto per sempre, Ferme le voci. E' un peccato mortale Ma bisogna sapere Le stesse parole Per dirsi la vita. Si disperde la folla dei curiosi Scende lenta alle case Al termine del rito. Io non sarò mai come loro: Una vita è poca Due sono troppe. Medolla, Agosto 2009
SOGNI
Forse stavi sognando Ti ho scossa bruscamente Ed hai avuto paura Ma un attimo dopo Hai riacciuffato il tuo sogno Come se niente fosse successo. Forse stavo sognando Ho cercato di portarti con me Non so bene dove Ma non ci sono riuscito. Non ci sono riuscito. Gettami come La zavorra della mongolfiera Il rumore sordo E lontano Della caduta Non può disturbarti. Medolla, Estate 2009
N. 172
Amo Il gusto deciso Aspro e pungente Del Toscano Originale. Mi aiuta A non dimenticare Il sapore Del tuo ventre. Medolla, Luglio 2009
AEROPLANI
L'altra notte Eravamo in terrazza. Io, da seduto, osservavo Il tuo fondoschiena. "Niente male" mi son detto. Poi d'improvviso Senza un perchè Ti sei allontanata. In cielo Due aeroplani Confusi tra le stelle. Li avevamo osservati Poco prima Allontanarsi lenti Lampeggiando In opposte direzioni. Puoi star certa Che nelle prossime ore Non si scontreranno tra loro. Una immane tragedia evitata Almeno per questa sera. Medolla, Luglio 2009
L’INDIFFERENZA
L'indifferenza Che più mi colpisce Rapida cresce Come i pomodori nell'orto. Non basta raccoglierli un giorno, Quello successivo Eccoli lì di nuovo Più numerosi e maturi. Terminata la stagione Dovremo estirpare le piante Liberarle Dal modesto castello di legni Che a stento le ha sorrette. L'indifferenza Di tutto incurante Persino di sè Regna ovunque sovrana Anche se tu non la vedi. Medolla, Luglio 2009
LO SBARCO SULLA LUNA
Non avevo Ancora otto anni. Mi sembra d'esser restato Sveglio L'intera nottata Per sapere se l'uomo Sarebbe davvero sbarcato Sulla Luna. Quanti desideri Quanti libri sull'Universo O la struttura dell'atomo Letti inutilmente! Da quel giorno Il mio cuore Ha viaggiato a casaccio Nello spazio e nel tempo Deformati Dalla materia. Solo adesso capisco perché. Medolla, Luglio 2009
SALENTO
Un viaggio è finito. Dopo l'incendio Raccolgo le ceneri Della mia seconda casa. Medolla, 3 luglio 2009
L’ELENCO DELLE COSE IMPORTANTI
Il maschio Abbandonato da tutti Non può che bearsi Della propria solitudine Come il condottiero vincente Dopo la battaglia Quando ai rimasti vivi Mostra fiero se stesso Vagando per il campo Con lo sguardo sornione Di chi solo sa Quali sono le cose Per le quali vale la pena di vivere: Un rosso di corpo Un bianco profumato Una birra fresca Le volute del fumo toscano Il Manifesto Suonare la chitarra Impugnare la stilografica Dirsi scrittore o poeta Un amico che non senti da anni Ma non importa, è sempre amico tuo L'attesa dell'amore L'attesa della morte Il viaggio verso una terra lontana Dove il sole ti brucerà la pelle Keith Haring E il drago che ha disegnato sul tuo braccio Senza saperlo I Ragazzi Selvaggi di Burroughs E i libri letti a 18 anni Quando hai creduto di essere un uomo Charles Bukowsky e Allen Ginsberg E le loro oscene verità Aspettare inutilmente il tuo ritorno a casa (Sappiamo bene entrambi come andrà a finire) Una partita a scacchi solitaria E il ricordo di Bobby Fischer campione La prima volta che hai ascoltato Le Sacre du Printemps E non te l'aspettavi L'ultima volta che hai ascoltato Waltz for Debbie E ti accorgi che è sempre più bella La giusta dose di hashish Fumata in compagnia Il rientro del figlio alla casa Le rondini appena nate Nei nidi dei portici a Carpi Le parole che ho cancellato. Ecco l'elenco di alcune cose importanti per me. Medolla, Giugno 2009
RIFUGIO
Adesso Vorrei nascondermi Tra i milioni di spighe Perfettamente ordinate dal contadino Appena ondeggianti Sotto un vento leggero e soffocante Schiacciarle col peso del corpo Sentirne ogni chicco Conficcarsi Nella schiena. Stare per ore così Unito soltanto Al cielo e alla terra Senz'altri pensieri Che non siano i miei. Medolla, Giugno 2009
NESSUNO
Il vento Oggi ha girato. Annunciato da un temporale Lontano Adesso viene da terra. Trascina con se Molte storie finite Le restanti conduce Verso un punto Di non ritorno. Di tutte Racconta qualcosa. Ma chi sta ad ascoltarlo? Quanta energia Sprecata inutilmente! Nessuno Ha messo a nudo Davvero Il proprio corpo Su questo lembo di terra. Lido Marini (Ugento), Giugno 2009
IL SICILIANO
Abbiamo viaggiato Un pomeriggio e un mattino (Dormito la notte) Sotto la pioggia Leggera, a tratti, Poi torrenziale Assieme estiva e invernale Un uragano Hanno scritto i giornali Del giorno dopo. All'arrivo ci attendevano il sole E, scesi alla spiaggia Lo scirocco. L'ha detto il siciliano E poi Ha parlato per ore e ore Ininterrottamente Come la pioggia del giorno prima. Sapeva tutto di tutti: Di Svizzera e Francia Di filiera del pesce e delle acque minerali Conosceva le genti migliori e peggiori. Mai più tornerò A una spiaggia Senza un buon libro. Lido Marini (Ugento), 21/22 Giugno 2009
HO RACCOLTO IN UN CAMPO
Ho raccolto In un campo Un fiore Che non conoscevo. Un fiore Così delicato Che mi son vergognato D'averlo strappato da terra. Una lacrima è scesa Dallo stelo reciso E ho raccolto anche quella In punta d'indice. Per conservarla Avrei dovuto Portarla alla bocca Ma il vento Che adesso raduna Da ovest Le nubi per un temporale Me l'ha portata via. Medolla, 16/17 Giugno 2009
UNA GIORNATA QUALUNQUE
In una giornata qualunque Ho osservato Le grandi nuvole bianche Che solo l'estate Può permettersi Di dipingere in cielo. A terra disteso Cercando di leggere Carver E un trattato di Armonia Funzionale Poi con calma Assaporando una witbier E il solito ammezzato. E adesso Di fronte alla pagina scritta Ho capito E ricordo ogni istante Di questa giornata speciale. Medolla, 7 Giugno 2009
PRO-MEMORIA
Verdi e gialli I campi di grano Ancora incerti sul da farsi In questi primi giorni di giugno. Seguirò scrupolosamente La loro rapida evoluzione Segnando di tutte le spighe La più piccola trasformazione Su di un quadernetto rigato Come un onesto contabile Tiene traccia d'ogni più e meno. Avrei dovuto farlo anche in passato. Registrare l'opera omnia D'ogni mio movimento e batter di ciglia O annotare l'intero corpus dei miei pensieri Per poterli ridire al bisogno. Un'opera immensa Per la quale Mi sono mancate la forza E le stanze Nelle quali ordinare scaffali E raccoglitori. L'archivio storico Della mia vita E' privo di sostanza materiale. Domani i campi di grano Saranno più gialli di ieri Nonostante l'ennesima pioggia. Un inutile pro-memoria Tutto sommato. Medolla, 4/5 Giugno 2009
SEDIMENTI
Una larga macchia di inchiostro E' l'unica traccia che resterà Dei miei attuali pensieri. Quando, tra qualche milione di anni Un impavido esploratore Troverà questi resti Incomprensibili Io sarò cenere. Dirà, forse D'avere scoperto il tesoro Di un tempo nel quale L'uomo stentava a ricordare Il proprio passato. Sedimentate l'una sopra le altre Le parole Compresse dal peso del tempo Come le sabbie In roccia mutate. Qualche colpo di martello Ben assestato Potrebbe scalfire Questa inutile pietra Sfogliarla E' proprio il caso di dirlo O aprirla a quaderno Un altro luogo comune E liberare per sempre I fossili Di ciò che ho scritto. Medolla, 28 Maggio, 1 Giugno 2009
IL NUOVO MONDO
Ogni spiaggia Almeno una volta Sarà stata la fine del mondo All’incredulo sguardo del viaggiatore. Finis Terrae Cò de Mondo Ovvero la sostanza del nulla. L’invisibile traccia Della vita che sarà. La sfida lanciata da un giovane uomo Che oltrepassa il confine Tracciato dal padre. Medolla, 2008/2009
METEOROLOGIA
Fossi e fiumi Ricolmi D’acque piovute non tanto lontano Lenti vanno nella pianura padana Indifferenti agli sguardi Generalmente non preoccupati Di alcuni pensionati Affacciati dal ponte. Nonostante tutte Le diverse opinioni Il fiume Scientificamente Determina il proprio andamento. Medolla, Maggio 2009
FUMANDO UN TOSCANO
Osservo le facce della gente Cercando di incrociarne lo sguardo. Ascolto i passi nitidi e svelti O quelli trascinati A causa dell’handicap. Mi soffermo sui seni delle ragazze Che danzano involontariamente Sotto le vesti leggere. Gentilmente rispondo Alla domanda di due sconosciuti: “Andate più avanti, e cercate! Qui troverete soltanto Le tracce Dei miei ricordi." Medolla, Maggio 2009
MUTAZIONI GENETICHE
Troppe le cose non dette. L’incrocio delle nostre lingue bagnate Non basterà A resuscitare Le parole che sono mancate. L’etimologia d’ogni significante Non può che essere Un grugnito Un ansimare Un urlo primordiale Come al momento Dell’amore carnale. Non sai Quanti milioni di secoli Sono serviti Per partorire il concetto Di vocabolario? Medolla, Maggio 2009
VUOI RIDERE?
Ridi Se vuoi Dei miei versi Detersi con acqua e sapone Poi centrifugati A rilento Nel vasto cestello Della mia lavatrice Che chiamo cervello. Ridi se vuoi dei miei versi Dispersi su mille foglietti Di cento quaderni diversi Emersi da un mare Nel quale Ovviamente Erano immersi. Inversi Versi miei Dei Vuoi, se ridi. Ma se non ridi Nemmeno stavolta Fottiti. Medolla, 26/27 Maggio 2009
VIA TORRE
Anche la più piccola deviazione Dalle strade risapute della città Ti porterà Dove non avresti mai immaginato. Basta avere un po’ di coraggio. Prendi via Torre A Modena: duecento metri di casbah a un passo dalla Ghirlandina. I modesti commerci Che alcuni ti hanno descritto Ma non avevi mai Veduto davvero. Phone Center, pellami e borsette Un minuscolo market. La giovane donna Ferma davanti ad una vetrina Che ti osserva incuriosita. Si sarà chiesta perché Stavo passando, tranquillo Proprio in quel giorno cocente? Potevo fermarmi E dirle la verità: “Sto rincorrendo un mio desiderio, Scoprire la vita per quella che è: Una interminabile sequenza Di luminosi universi.” Non ho avuto il coraggio di farlo Perché in quel momento Sono tornato In via Emilia. Medolla, 25 Maggio 2009
INFERNO MOBILE
Adoravo percorrere in lungo I fossi della campagna Allagati Calzando stivaloni di gomma Per proteggermi i piedi. Costruivo fortini immaginari Con i grandi lotti di terra Sbocciati come fiori dai campi Dopo la prima aratura. Ho sotterrato così bene Un coltellino Che non l’ho mai più ritrovato. Tutto ciò in solitudine. Tracce di un piccolo mondo Che porto con me Racchiuso nel sacchetto delle biglie di vetro Che non ho mai posseduto. Dove Se non all’inferno Dovrò scontare una pena adeguata? Sapere che i fatti Sono passati Ma non averne Che qualche vago ricordo. Sapere in questo modo Che non andranno del tutto Perduti. Sapere. Medolla 21/22 Maggio 2009
LA VITA NON E’ UNA SCOMMESSA
La vita Non è una scommessa Nè un gioco a somma zero. Più spesso è una triste partita Dove tutti In fondo Sono sconfitti. La guerra. Un amore ridotto Al lumicino Dal tempo che passa. Ogni attimo perso nell'arco Di una lunga amicizia. Tutte le parole Che ho solo pensato Mentre dormi beata. Scommetto Che Dio non potrà ripagarmi Del bene terreno che non ho consumato. Dovrebbe farmi rinascere. Presumi quello che vuoi Adesso. Non senti ch'è questa L'unica tua potestà? Medolla, 19/21 Maggio 2009

