13 ANNI?

Mi ricordo
Un primo pomeriggio d'estate
Salimmo in cima
A quel tozzo edificio
Di fianco al teatro
Per osservare da lontano
Come la morte
S'era presa gioco di uno di noi.
Oggi quell'orizzonte è scomparso.
Ho scordato i nomi
Dei pochi compagni di allora,
Per quanto restammo in silenzio
Senza capire davvero il perchè della vita,
Chi abbia avuto, per primo
Il coraggio
Di riprendere il gioco interrotto.

Medolla, 18 Maggio 2009

SINDROME DI NON SO COSA

Qualche milione di cellule
Degenerate
Come il Rock'nRoll
Sarà la causa
Del silenzio
Che invano cercheremo
Di colmare
Con argomenti banali
Locuzioni risentite
Modi di dire insensati
Frasi fatte e strafatte.
Ma a me che me ne fotte:
Io sono anni
che provo
A de-scrivere
Ciò che voi non potete
Nemmeno lontanamente
Concepire:
Siamo come le radici e le fronde.
Ci incontreremo soltanto
Quando un essere terzo
Supremo fattore
Deciderà di tagliare
Ciò che ci lega.
La linfa vitale è altro da noi.
Seccheremo entrambi
Quando l'ultima goccia
Sarà evaporata
Smettendo di portare
Dall'uno capo all'altro
L'informazione
Che la vita deve continuare.

Medolla, 15/16 Maggio 2009

GIOVEDI’

Oggi ho cercato la Poesia
Tra i banchi del mercato
Nell’ora più triste
Quando tutti d’un tratto
Si affannano e raccolgono svelti
Le cose e l’incasso.
Il solito vento d’aprile
Ha gettato ovunque le carte
E qualche busta stracciata
È finita sui nomi dei Partigiani.
Oggi ho trovato la verità
Nei volti multirazziali dei mercantini
Tra decine di storie che non conosco
Ascoltando una lingua fatta a brani
Come una carogna nella savana.
La natura, con calma
Sopprime ogni forma di vita
Compresa se stessa.
Ecco la sola verità acclarata
In un giovedì come tanti
Di mercato.

Carpi e Medolla, Aprile 2009

FIND THE COST OF FREEDOM

Ho costruito
Un muro di pensieri
Apparentemente solidi
Per proteggermi
Dal costante ronzio
Che mi circonda.
Qualche picco improvviso
Un ronfo,
Interrompe a volte
L’indifferenza gelida
Che tu sola provi.
Ma non c’è forza oramai
Che possa abbattere il muro.
E’ il più semplice dei labirinti:
un recinto privo d’uscita.
Non basterà
Tenere la mano per sempre
Alla parete
Per trovare l’uscita.
Inutile
Compilare
Il regesto
Delle ipotesi
Dei ma
Dei forse
Dei se.
Il ronzio mi impedisce
Di capire cosa desideri.
Il muro
Ha generato
Un’anima propria
Ed ora è più forte di me.

Medolla, 28 Aprile 2009

FERMO AL SEMAFORO ROSSO

Fermo al semaforo rosso
Ho incrociato lo sguardo
Curioso
Di un bambino
Forse marocchino
Sulla sua bicicletta
Seguito da madre e fratelli.
Aveva i miei stessi capelli.
Ferma al semaforo rosso
La vita ha posato uno specchio
Che riflette il futuro.

Medolla, 10 Aprile 2009

LA TEORIA DELLA RELATIVITA’

Quella stella
Ai miei occhi
Inesplosa.
La sua luce
Sta ancora viaggiando
Nell’eterno
Forse non la vedrò
Mai arrivare
Ma non m’importa.
So che c’è,
Compie il suo viaggio
Illumina i giorni
Di mille pianeti
Scalda il cuore
Degli amanti
Che la vedono brillare
Nella notte
O il sogno del bambino astronauta
Come io sono stato.

Carpi, 7 Dicembre 2007

PIAZZA MARTIRI

Oggi era giorno
Di mercato e di vento.
Difficile dire
Chi l’abbia spuntata alla fine.
Più d’una donna ha barcollato
Sotto il peso delle sporte
Ricolme di frutti e verdure.

Oggi era un giorno di quelli
Che il monte Cimone ed il Baldo 
Ti stringono ai fianchi
Misera Valle Padana!
Ti volti di scatto
E resti abbagliato
Dalle nevi lontane.

Oggi il mio passo è tornato
Sugli ultimi passi
D’un partigiano
Del novecento.

Ancora risuona il silenzio
Di quanti
Nascosti
Hanno pianto
Al colpo di grazia.

Carpi, 2003/2007

AMICI

“Amici” dici,
felici in bici
stretti come alici
non ostante il puzzo
salga intenso alle narici.
Brandisci
Questa parola
“Amici”
E non capisci
Il distacco
Il disprezzo
Che io disadorno
Distribuisco
Tutt’intorno

Carpi, 2007

NOI DELLA BASSA

Percorriamo le strade
Tra quinte di granturco
Poi d'improvviso
A una svolta
Scopriamo l'oro
Dei campi di frumento.
Nei fossi
Stagnano inusate
Le prime acque piovane.
Solo il monte Cimone
Slavato dal temporale
Del giorno prima
S'impone oltre i pereti.
Altro non possiamo sperare
Noi della Bassa.

Medolla, Estate 2006

PATTERN

Ho letto Patroni e Petronio, Plutarco
Petrolini e Petrarca
Suonato Petrassi e Patruno.
So di Pietro l’apostolo
Di Petra antica città
Nonché dell’ex PM Di Pietro.
Ma le pietre
Che ho portato sulla schiena
Non per questo hanno meno pesato.
Oh! Quante storie
Potrei raccontarti
Se tu volessi ascoltarmi,
Se io avessi il potere di svegliarti.
Ti direi che il mio cuore
È un prato fiorito
Pronto ad accogliere
Tanto lo stupore del passante
Quanto il ferro del contadino
Dopodiché una pletora
Di frasi d’occasione
Lo faranno materia
In putrefazione
Che il prete di turno
(Sia maledetto!)
Non mancherà di incensare.

Medolla, Inverno 2003

RIPRESA

Oltre un anno è passato
Le pagine
Di questo quaderno
Bianche
Sono restate.
Nulla da dire
O forse
Segreti inconfessabili
M’hanno zittito.
Un anno qualunque.
Non fosse stato
Per Papa Gregorio
Saremmo tutti altrove
Nel tempo.
Ed è sabato sera.

Medolla, Gennaio 2002

EVIDENZA

È evidente
Che la vita non si spiega.
Chi saprebbe dirne il motivo?
Di come l’uomo
Ogni mattino
S’appresta al lavoro
Nel sole cocente
O pioggia che sia
Del perché faccia silenzio
Così a lungo.
Quale inferno letterario
Frequenterò
Dopo la mia morte?

Medolla, Settembre 2000

PALAFITTA (METAMORFOSI)

La finestra
Che in foglia
Si trasforma
È la nostra fantasia serale.
La chitarra
Si trasforma
In un bambino
Felice, proprio
Come Ash
Che sempre impazzisce
Vedendo
Il suo Caterpie
Che si trasforma
In Butterfree.

Medolla, Aprile, Giugno 2000 (Autori: Massimo & Jacopo).

VETTA

Nascere
È oltre
Ciò che immagini
Nel grembo
Non accadrà.
La luce
Non la puoi pensare
E l’aria
Che t’inonda i polmoni
Vorresti subito
Farla finita.
Non sarà così facile
Trovare lo stato
Di assoluta purezza.
Una vita t’aspetta
Gravida anch’essa
D’ogni forma di lutti.
Lasciati cadere dal dirupo
Delle cose in cui credi
E aspetta la fine.

Medolla, Marzo 2000

CANI

A guardarli bene negli occhi
Gli uomini sembrano bestie
Legate dal loro padrone
Alla catena.
Quando il sole più non li brucia
Vanno alla ciotola
In attesa del pasto
Poi nella notte s’abbaiano l’un l’altro
Senza sapere perché
E si annusano lesti
Il mattino
Quando li coglie di nuovo
L’orgasmo della vita.
Non servirà bastonarli
O grattarli sul ventre
Per loro la vita
È un osso senza carne.

Medolla, Marzo 2000

STRADE

Le strade
In qualche posto finiscono
Di solito al mare,
Agli argini
Di Secchia & Panaro,
Alle falde di un monte
O in un vicolo cieco.
Le strade
Non sempre
Ti portano
Ma quando lo fanno
È bello andarci
& arrivare a una fine.
Le strade
Non ci fossero
Saremmo tutti rinchiusi
Nei nostri pensieri.

Medolla, Gennaio/Febbraio 2000

QUANDO

Quando impugni la penna
Scrive
Quando schiacci una merda
Puzza
Quando calpesti una mina
Scoppia
Quando bastoni un cane
Guaisce
Quando uccidi un uomo
Muore
Quando scopi una donna
Viene
(Non sempre).

Medolla, Giugno 1999

GIUGNO 1999

Anche le guerre finiscono ...
Per sfinimento
Per carenza d'avversari
Perché le polveri si sono bagnate
O gli uomini sporcati le braghe
Alla prima esplosione
& troppo lenta è la fuga.
Perché i campi
Sono tutti occupati
Dalle fosse comuni
& non puoi più scavarli
& le case
Sono finalmente distrutte
Ed è stupido
Colpire macerie.

Medolla, Giugno 1999

THE END

Finita è la stagione
Quale sia
Mi pare
Di non saperlo
& non m'importa
Più di tanto.
Cose nuove m'attendono:
Svegliarsi il mattino
Mangiare cibi precotti
Prendere decisioni a migliaia
Ogni giorno
- Come tutti del resto -
Rincasare
Giocare
Suonare
Amare
Addormentarsi
Dopo avere pensato.
Non rinuncerò
Ad apparire
Come una persona qualunque
Così che nessuno s'accorga
Che sono diverso da tutti:
Un pesce mimetico
Che sembra una roccia
Sul fondo sabbioso
Un insetto a forma di ramo
O di foglia
Un fiocco di neve
Fra i tanti.
Ciò che mi preme davvero
È non interrompere
L'eterno ciclo della vita.

Medolla, 12 giugno 1999

ALLA MANIERA DI GINSBERG

Scrivo poesie perché la TV mi fa cagare

scrivo poesie perché una volta da bambino
mi sono svegliato al canto delle rane

scrivo poesie perché altrimenti non saprei
cosa lasciare a mio figlio

scrivo poesie perché mia moglie possa leggerle di nascosto

scrivo poesie perché altri, prima di me, lo hanno fatto
& allora perché no?

scrivo poesie perché non tutti lo fanno, per fortuna

scrivo poesie perché non ho la radio in automobile
& allora posso pensare

scrivo poesie perché devo finire l’inchiostro che ho comprato

scrivo poesie perché non ho intenzione di suicidarmi

scrivo poesie perché il danaro
è una delle maledizioni del genere umano

scrivo poesie perché credo in Dio
in un modo diverso da come ci credono gli altri

scrivo poesie perché la vita è bella, ma va migliorata

scrivo poesie perché non riesco a dormire

scrivo poesie perché tu stai dormendo

scrivo poesie perché esse seguono il ritmo dei miei pensieri.

Medolla, Febbraio 1999

ODORE

Lo sento
l’odore della malattia
quando mi sposto
da una stanza all’altra
e nessuno ha pensato
ad aprire la finestra
sollevare le lenzuola
sprimacciare i cuscini
gettare i panni sporchi
nella cesta
spazzare il pavimento.
Lo sento
che acuto mi sale piano
nelle narici.
Troverà il suo posto
in qualche lobo
del mio cervello
fino a disperdersi
nel nulla.

Medolla, Gennaio 1999

EMERGENZA

Pesare attentamente
ogni parola
respirare profondamente
coscienti del proprio respiro
sentire un muscolo
che si contrae involontariamente
sapere che il passo
si posa a terra sicuro.
Cos’è che mi rende
diverso dagli altri?
Queste cose ed altre
che ancora non so
& che un giorno
forse
troverò scritte sulle pagine ingiallite
d’un vecchio quaderno
dimenticato
scoprendo che in fine
altro non sono che schiavo
di ciò che ho pensato in passato.
Passerà anche questa notte
senza che la risposta sia data
come a noi
così ai nostri sostenitori.
Lasciare che la penna
corra veloce
tentare nuove coniugazioni
disprezzare
desiderare
dimenticare
demolire
dilaniare
dubitare
fottere.

Medolla, Gennaio 1999

FUOCO

Spenta la candela di Natale
consumata,
come sarebbe facile
scrivere di un fuoco
che dentro mi arde ...
meglio non farlo.

Medolla, 9 Gennaio 1999

2040

Perderò
un giorno
la vista
saranno
le mani
storte
& innaturali
la lingua
gonfia
per le troppe parole
l’incedere
lento
qualche macchia
apparirà
sulla pelle.
Allora
sarà troppo tardi
per amarti ancora.

Medolla, 19 Gennaio 1999

UNA MEDAGLIA DI SABBIA

L'uomo
timorato di Dio
percorre i sentieri
della Giustizia
e s'allontana da casa:
all'orizzonte un cielo di fuoco
che le mani tremanti
del Papa
non riusciranno a spegnere,
una rivolta perenne,
uomini armati, col sorriso sulle labbra
che uno scherzo del destino
fa combattere a Freetown.
Forse è per questo che ridono?
O forse perché
è appena passata
una di quelle stupide auto
che corrono nel deserto?
Il premio per il vincitore sarà
una medaglia di sabbia.

Medolla, 12 - 13 Gennaio 1999

ACQUA

Negli spazi incolti
della mia mente
c'è un ruscello
ancora troppo
mite
per spaventare
i malvagi del mondo:
una cascata potenziale
o un lento
fiume imponente
che muove i mulini?

Medolla, 9 Gennaio 1999

ARIA

Treno
delle mie parole,
stampella
per i voli più audaci,
una immagine tremolante
in fondo alla strada,
quell'alito fresco
tra i capelli
appena tagliati.
Come potrei
farne senza?

Medolla, 9 Gennaio 1999

N. 124

Ora sono
le 6 & 40
lontano da Lisbona.
Di certo
crollano le onde
& il vento
s'infrange
sulle scogliere.
Posso sentirne
il rumore.

Medolla, Giugno 1998

N. 123

Sostieni
che esistono ancora
i poeti
pennainmano
seduti ai tavolini dei bar
nei pomeriggi d'Oporto.
Figuranti pagati dal Governo!
I veri poeti
bevono
a rapidi sorsi
la vita
prima di rimetterla.

Mafra, (Portogallo) 12 Giugno 1998

N. 122

I segni
d'azzurro dipinti
sui marmi delle case
sono un tratto d'orizzonte
rubato all'oceano
& al cielo.

In viaggio verso Cabo do Roca (Portogallo), 11 Giugno 1998

INVERNO

E' così rivoltante
la vita!
Col tempo si diviene
più acidi
e facili all'odio
verso cose e persone
che ingombrano
il nostro uovo prossemico
senza chiedere il permesso:
l'Amore
è una forma
di pregiudizio.

Medolla, Inverno 1997/98

FESTA DI CLASSE 2

Riuniti
intorno a una pizza di due metri
talmente poca birra
che ci saremmo dovuti vergognare
brusio indistinto
qualche faccia spenta
segnata dall'infelicità
imperante sulle nostre vite
fatte di lavoro
& mogli & mariti & figli
dei quali abbiamo già venduto
l'anima al Diavolo.
Ho pensato di alzarmi
& scagliare un bicchiere contro il muro
ho pensato che avrei scritto "brusio"
ho pensato che avremmo potuto
uccidere il gatto
ho pensato
parlato
ascoltato
fatto finta di ascoltare.
Ma non fatemi complimenti
non guardatemi
io lo sapevo
anche 18 anni fa
che esiste la Morte.

Medolla, 13 Gennaio 1998

N. 118

La curva del tuo fianco sinistro
il segno del costume
il drappeggio del lenzuolo
l'orecchio seminascosto dai capelli
la cicatrice del vaiolo.
Oltre la finestra la notte
la campana
e il domani
che aspetta tutti noi
per caricarci
qualche ricordo in più sulle spalle.

Medolla, Agosto 1997

MIRRORHAIKU N. 3

Il vaso superiore
della clessidra
lentamente si vuota.
Io sono così.
.............
Così sono io.
Si vuota lentamente
della clessidra
il vaso superiore.

Medolla, Agosto 1997

N. 115

Mentre dormi
vorrei scriverti sul viso
con la mia stilografica nera.
Ma dovrò trattenermi.
Stringi gli occhi e respiri.
Chissà se ti senti osservata
se le auto che passano lontane
percorrono anche le tue vie
se i tuoi capezzoli
si fanno più duri
per l'alito fresco
che penetra dalla finestra
se un leggero movimento della bocca
è il sogno
d'un pasto luculliano
se un piccolo gemito
e le labbra che accennano un bacio
bramano
la mia asta dorata.

Medolla, 5 Agosto 1997

N. 113

Purtroppo in TV
continuo a vedere
soltanto l'umana follia:
5 minuti
di un film senza dialogo
maghi truffatori
e truffati
titoli azionari
da ruotare in senso "orale"
la scarpa di Mandela
un tappeto, un divano
una casa vicina al mare
alcuni Rolex
un altro tappeto
due donne consulenti d'amore
una lezione di algebra applicata.

Medolla, Luglio 1997

N. 112

Come un essere superiore
introdotto alla conoscenza
delle cose supreme
il mio pene
- corpo estraneo
materia
casualmente creata dal cosmo -
freme
entrando nel tuo corpo.

Medolla, Luglio 1997

N. 111

La vita
ha raggiunto uno share del 100%.
È il solo programma
veduto ogni giorno
da tutti.
Peccato non conoscerne
l'indice di gradimento.

Medolla, Luglio 1997

N. 110

Nessun crocifisso sul muro
della casa dove vivo
Klimt & Kandinsky
macchie lasciate dal tempo che passa
sangue rappreso
di insetti schiacciati
i segni di un figlio che cresce
la muffa in un angolo lontano.
Quanta vita inattesa:
manca solo
una goccia di sperma.

Medolla, Aprile/Giugno 1997

1:15 A.M.

Il solito artista sfigato
che dichiara in TV:
"Siamo pressati dal tema
della fine del millennio"
il conduttore che si compiace
della lettera di due cretini
che facendosi una canna
hanno scoperto
"i valori della solidarietà"
o il tipo alla frizzi
che fa piangere padre e figlia
in odio per anni
e che adesso si amano ...
Ciò che penso
è che il mondo sia invaso
da cadaveri viventi
zombi caracollanti
burattini appesi a un filo di bava
mentre i migliori
giorno dopo giorno
se ne vanno
consumati dal cancro.

Medolla, 3/6 Aprile 1997

SERIAL KILLER

I nervi troncati di netto
dalla lama del rasoio
non una goccia di sangue
dalla lingua amputata
le gambe spezzate
a furia di bastoni
le membra scuoiate
poi fatte a brandelli con l'ascia
infine bruciate.
In queste condizioni
anche le menti migliori
del mio tempo
sono costrette al silenzio.

Medolla, Settembre 1996

200 PERSONE

200 persone:
per quanto tu possa pensare
di comprimerle
con ogni sorta di mezzo meccanico esistente
questa sera
non ne caveresti fuori
la più piccola goccia
di succo
sperma
sangue o sudore
nulla almeno
che possa essere di conforto
al resto del mondo.

Medolla, Luglio 1996

JACOPO

Io ho generato il Buddah
il 24 Dicembre 1990
nato il 13 Settembre 1991
consapevole
a meno di cinque anni
della vita
della morte
della rinascita
della vita
della morte
della rinascita
della vita
della morte
della rinascita.
Lui troverà il Nirvana
fumerà marijuana
amerà il mondo e la vita
- nonostante tutto -
correrà sulle isole urlando
d'avere raggiunto la meta
scriverà poesie
più belle delle mie
si farà accarezzare dal vento
sul viso
sarà uno con l'intero Creato
per sempre.
Così le sue ceneri sparse
dalla tempesta
saranno cibo
per altri milioni di vite.

Medolla, 15 Luglio 1996

NOTTE

La fabbrica
macina il tempo
con un ritmo costante
e taglia
il silenzio della notte:
un tubo
che raccoglie
le urla degli operai
dal fondo dell'Inferno.

Medolla, 14 Luglio 1996

N. 103

Il mondo
visto attraverso
il fondo d'un bicchiere
di plastica semitrasparente
è come è realmente:
corpi uniti
in un abbraccio confuso
e privo di passione.
Quando ne versi il contenuto
completamente
allora
tutto ritorna come prima.

Medolla, 5 - 7 Luglio 1996

MATTINO

Quando ti svegli
tutto sudato
perché il sole
batte alla finestra
da tre ore.
Nel cuore del mattino
sta il dramma
dei nullafacenti.

Medolla, 4 Luglio 1996

N. 96

Il fattorino
che porta la pizza
suona alla porta
della tua vita
chiedendo danaro
per darti qualcosa di freddo
e fatto a pezzi:
il cadavere di un pasto nudo.

Medolla, 1996

UNA VALE L’ALTRA

Uno non può sapere
perché l'hanno chiamato
a lavorare
all'ufficio protocollo
perché ti offrono soldi
per spostare alcune carte
da un cassetto all'altro.
L'unico vero vantaggio
- e loro lo sanno -
è che puoi conoscere
molte persone
- donne soprattutto -
così uno può decidere
quale ammazzare
la prossima volta.
Ma in fondo
non è così importante:
per farne carne da macello
una vale l'altra.

Medolla, 29 Giugno 1996

LA BIRRA MI FA PISCIARE

Uscito di galera con due mesi d'anticipo
buona condotta hanno detto
ma forse si sono sbagliati
oppure
dovevano dare il mio posto
ad uno peggiore.
Dentro si beveva soltanto
birra Katzen Burgher:
un nome un programma!
Ho cercato un bar lì vicino
ma tutti vendevano
solo ed esclusivamente
birra Katzen Burgher.
Ho vagato per tutto il pomeriggio
ed infine ho trovato un club
dove avevano altre birre.
Un club dove
aspettando che il gruppo suonasse
tutti si ciondolavano
al centro della pista
bevendo birra
in bicchieri di plastica trasparente
con fare indifferente
come se bere birra in duecento
facendo finta di niente
al centro del club
fosse normale.
Finita la birra
sono corso al bagno
perché la birra
mi fa pisciare.

Medolla, 29 Giugno 1996

SERA

I grilli cantano
canta il gregoriano
mentre la notte
e le ultime ombre
si corrono incontro
fino a fondersi
come burro
al nero di seppia.

Medolla, 28 Giugno 1996

S.S. 9

Giovane strada
antica via d'Emilio
a modo nostro ci siamo
un dì posseduti
tra Modena e il mare
lentamente
ma con ritmo e vigore
come si conviene ad amanti
che per anni
si siano rincorsi
e raggiunti ad un tratto
senza sapere come.
Sulla strada ho assaggiato
un boccone
di mito americano.

Medolla, 18 Giugno 1996

POETI

I poeti
son bestie col dono
della parola
i loro versi
son tali
e quali
i loro pensieri?
il più delle volte
inespressi
malamente
trascritti sul foglio
medium deficiente
per l'Olimpo dell'Arte.
I poeti
hanno facce
che io non conosco
se non quando l'odore
dei loro fiati
ubriachi
aleggia nell'aria.
Ne ho incontrati diversi
per strada
sottobraccio
i loro libretti stampati
dall'amico di turno
- e invenduti alla gente di turno -
coi quali farebbero meglio
ad accendere un fuoco
per farsi vedere.
I poeti
semplicemente
origliano
alla porta della vita.

Medolla, Maggio 1995

N. 93

Così
tu ritieni sbagliato
ch'io possa chiamarmi
poeta, esegeta
fors'anche anacoreta
perché non canto la rima
sulla cima del monte
non vedo il tramonto
dal ponte
non colgo il sapore
l'odore
l'ardore
il vago calore
dell'Amore
l'onore
dell'uomo sconfitto
trafitto
inchiodato al soffitto
dal dardo
cantato dal bardo
stremato e sfinito
dal suo ricercare
per terra e per mare
e così potrei continuare
a vagare
tra mille pensieri
di oggi e di ieri
chiedendomi cosa sia
la poesia.
Suvvia!
E' troppo banale
cercare
nel manuale di letteratura
una risposta sicura
a questa domanda.
Se nella mia testa
risuona una banda
di parole
e chi le comanda
è il mio cuore
allora questa è una via
della poesia
se a volte rimane sul foglio
la traccia
di una parolaccia
forse questa è la zia
della poesia
forse questa è la mia
poesia
perché io senza boria
ricerco la gloria
per dirmi un po' vate
un po' frate
senza tante menate.
E adesso
tirando le somme
cambiate le gomme
non posso far altro
che farla finita
la mia dolce vita
e la mia poesia.

Medolla, 1994

N. 94

Un cane randagio
che scava tra i rifiuti
della nostra società
magro e smunto
come dev'essere
ogni buon cane randagio
che si rispetti
sotto la canicola
- poveretto! -
col solleone
- sempre di bestie si tratta -
è certo più libero e felice
dell'uomo
che ha gettato nel vento
i resti del proprio lavoro
non più così nobile
come un tempo si diceva.
Questo è ciò che ci aspetta
in fondo al sentiero della vita:
un viale panoramico
che corre
sul ciglio d'uno strapiombo.

Medolla, 27 Marzo 1994

N. 90

Figlio
mentre l'Universo
dà vita
a miliardi di stelle
in silenzio
dormi tra le mie braccia.

Medolla, 19 Dicembre 1993

N. 88

Disse il tribuno:
"Io sarò il Sindaco
di tutti i cittadini
esclusi i disonesti
ed i cretini."

Medolla, 17 Dicembre 1993

A SAN FRANCESCO

Possa la voce mia
cantare in eterno per te
e per quelli come te
che rischiano ogni giorno
di scoprire la verità
sapendo ch'essa li deluderà.
Non fermarti amico mio
di fronte alle insidie
che il tuo stesso pensiero
ti porta
la porta della vita
va sfondata
anche a calci e testate
e forse per colpa
della rincorsa
arriverai troppo avanti.
Ma io sarò là
ad aspettarti.

Medolla, 17 Dicembre 1993

CANZONE QUASI D’AMORE

Cinquecento giorni son passati
da quando t'ho veduta baby
ed ora non credi
sia giunto il momento
di coricarsi a terra
e rotolarsi nel pantano della vita?
Per coprire ogni traccia della nostra bellezza
per non correre il rischio
di finire al Paradiso
per non perdere il riso o vagare
nell'eterna rottura di scatole
che ci prospetta il Bene
per evitare questo
ed ogni altra forma
di placido inverno
io preferisco l'Inferno
(possibilmente in tua compagnia).

Medolla, 16 Dicembre 1993

IO SONO

Io sono un poeta
del mio tempo
perso
tra sogni inesistenti
e mai realizzati
io sono
un Cristo
insanguinato
battuto
un uomo qualunque
nella palude
dei giorni qualunque.
Io piango
la morte dei genj.

Medolla, 1 Novembre 1993

N. 85

Ah Lambrusco!
a volte
devo ammetterlo
sei di gran lunga superiore
ad ogni altro vino
compresi
l'Albana di Romagna
e'l Sangiovese
cantati dagli amici miei.

Medolla, 16 Agosto 1993

DIO C’E’

Dio c'è ed è gay.
Dio c'è
e sta cercando
d'incularsi il mondo.
Dio c'è ma di noi se ne frega.
Dio c'è per davvero
ma preferisce restarsene in cielo
perché noi
poveri stronzi
abbagliati
dalla luce che emana
non lo vediamo.

Medolla, 5 Agosto 1993

CUORE MIO!

Questa è la Woodstock
dei poveri
cazzo!
Milioni di scoppiati
che non vedono
oltre il proprio naso
sballato
però e dunque
s'è questa la sinistra
siamo messi così così
anche se
nonostante tutto
mi sto divertendo un casino.
Spero di tornare in tempo
per capire
dove stiamo andando.

Imola (Festa Nazionale di Cuore), 20 Luglio 1993

GRIGIO D’AUTORE

Ventre piatto
"Calma"
pulsa la vita
e allora?
Quando finirà questa farsa?
Quanto tempo occorre
per recedere
dalle proprie posizioni?
e poi
serve a qualcosa
il brain storming?
o forse è meglio
il fist fucking?

Medolla, 19 Giugno 1993

POVERE PAROLE

Quale imprudenza
percorra la mente del poeta
nel momento della scelta
d'una qualsiasi parola
non so.
Se sapesse invece
il poeta
cosa scrive quando scrive
d'acanti e ligustri
tacerebbe.
Non malafede
si conceda piuttosto
il lusso della stupidità.

Medolla, 12 Giugno 1993

UN VIAGGIO A BLA BLA BLA

Un viaggio a Bla Bla Bla
allucinato quanto basta.
Per rincorrere la parola giusta
occorrono
20 teste di cazzo drogate
che rotolano giù
per uno dei viali più sporchi
del paese
in fondo al quale
c'è un cane malato e poi morto
che qualcuno butterà
nel cassonetto dell'immondizia
dove rimarrà a marcire
per almeno 7 giorni.
C'è sciopero degli spazzini
idioti!

Medolla, 4 Giugno 1993

N. 78

Mente vuota
cazzo pieno.
Questa è veramente
una tragedia
o un insperato
colpo di fortuna.

Medolla, 28 Aprile 1993

N. 76

Il poeta annoiato
normalmente sdraiato
sul canapè
ora vomita
il proprio pensiero
nel lavandino.

Medolla, 19 Dicembre 1992

N. 73

Mi chiedi se scrivo:
eccome amico mio!
Non lo vedi l'inchiostro?
Però non so cosa scrivere
e allora divago.
Il mondo
è troppo piccolo
per offrire
ogni giorno
qualcosa a cui pensare.

Medolla, Aprile - Maggio 1992

N. 70

Cielo sereno
stelle
voglia di scopare
voglia di fumare.
Se una stella esplodesse
in questo momento
non sarei
più felice.

Medolla, 14 Febbraio 1992

BASTA

Basta
mi son rotto il cazzo
d'ora in poi parlerò
liberamente
perché naturalmente
è morto il tempo
dei lirici versi
ed anti sociali
noi poeti non possiamo
sembrare criminali.

Medolla, Dicembre 1991

POESIE ALLA BUKOWSKI

Scrivere poesie alla Bukowski
non è poi tanto difficile
basta ogni tanto
inserire nel testo:
"Cazzo & fica & vomito
& birra & cavalli."
Il difficile è mettere
la propria firma
in fondo al foglio
e poi vantarsene.
Massimo Belfiori.

Medolla, Novembre 1991

PIOGGIA

Stamani in auto
pensavo
che se a uno
gli piove sul cazzo
è una gran rottura
ma è molto meglio
che pisciarsi addosso.

Medolla, Novembre 1991

N. 58

Io chiedo
ai poeti di questo mondo
di tacere
fintanto che si possa udire
il sole che brucia
fin quando un Dio
se n'esiste
non li obblighi a parlare.
Io, per me
non ho bisogno di loro.

Medolla, 23 - 24 Maggio 1991

ODI BARBARE

N° 0
Albana di Romagna
puttana come Moana
ti dai a chiunque ti paghi
e scendi nelle gole
memore che la vita è una sola.

N° -1
Albana puttana
chiunque ti paghi
ha una vita sola.

N° -2
(Ovvero degli spot pubblicitari
quando assurgono a forma poetica)
"Albana di Romagna!
Una sola."

Medolla, Luglio 1990

N. 53

Lo schifo della Morte
è
nella piccozza che rompe la pietra
nel cicaleccio vacuo della gente
nel vento gelido
che taglia i miei pensieri.

Medolla, Giugno 1990