Mi ricordo Un primo pomeriggio d'estate Salimmo in cima A quel tozzo edificio Di fianco al teatro Per osservare da lontano Come la morte S'era presa gioco di uno di noi. Oggi quell'orizzonte è scomparso. Ho scordato i nomi Dei pochi compagni di allora, Per quanto restammo in silenzio Senza capire davvero il perchè della vita, Chi abbia avuto, per primo Il coraggio Di riprendere il gioco interrotto. Medolla, 18 Maggio 2009
SINDROME DI NON SO COSA
Qualche milione di cellule Degenerate Come il Rock'nRoll Sarà la causa Del silenzio Che invano cercheremo Di colmare Con argomenti banali Locuzioni risentite Modi di dire insensati Frasi fatte e strafatte. Ma a me che me ne fotte: Io sono anni che provo A de-scrivere Ciò che voi non potete Nemmeno lontanamente Concepire: Siamo come le radici e le fronde. Ci incontreremo soltanto Quando un essere terzo Supremo fattore Deciderà di tagliare Ciò che ci lega. La linfa vitale è altro da noi. Seccheremo entrambi Quando l'ultima goccia Sarà evaporata Smettendo di portare Dall'uno capo all'altro L'informazione Che la vita deve continuare. Medolla, 15/16 Maggio 2009
GIOVEDI’
Oggi ho cercato la Poesia Tra i banchi del mercato Nell’ora più triste Quando tutti d’un tratto Si affannano e raccolgono svelti Le cose e l’incasso. Il solito vento d’aprile Ha gettato ovunque le carte E qualche busta stracciata È finita sui nomi dei Partigiani. Oggi ho trovato la verità Nei volti multirazziali dei mercantini Tra decine di storie che non conosco Ascoltando una lingua fatta a brani Come una carogna nella savana. La natura, con calma Sopprime ogni forma di vita Compresa se stessa. Ecco la sola verità acclarata In un giovedì come tanti Di mercato. Carpi e Medolla, Aprile 2009
FIND THE COST OF FREEDOM
Ho costruito Un muro di pensieri Apparentemente solidi Per proteggermi Dal costante ronzio Che mi circonda. Qualche picco improvviso Un ronfo, Interrompe a volte L’indifferenza gelida Che tu sola provi. Ma non c’è forza oramai Che possa abbattere il muro. E’ il più semplice dei labirinti: un recinto privo d’uscita. Non basterà Tenere la mano per sempre Alla parete Per trovare l’uscita. Inutile Compilare Il regesto Delle ipotesi Dei ma Dei forse Dei se. Il ronzio mi impedisce Di capire cosa desideri. Il muro Ha generato Un’anima propria Ed ora è più forte di me. Medolla, 28 Aprile 2009
FERMO AL SEMAFORO ROSSO
Fermo al semaforo rosso Ho incrociato lo sguardo Curioso Di un bambino Forse marocchino Sulla sua bicicletta Seguito da madre e fratelli. Aveva i miei stessi capelli. Ferma al semaforo rosso La vita ha posato uno specchio Che riflette il futuro. Medolla, 10 Aprile 2009
LA TEORIA DELLA RELATIVITA’
Quella stella Ai miei occhi Inesplosa. La sua luce Sta ancora viaggiando Nell’eterno Forse non la vedrò Mai arrivare Ma non m’importa. So che c’è, Compie il suo viaggio Illumina i giorni Di mille pianeti Scalda il cuore Degli amanti Che la vedono brillare Nella notte O il sogno del bambino astronauta Come io sono stato. Carpi, 7 Dicembre 2007
PIAZZA MARTIRI
Oggi era giorno Di mercato e di vento. Difficile dire Chi l’abbia spuntata alla fine. Più d’una donna ha barcollato Sotto il peso delle sporte Ricolme di frutti e verdure. Oggi era un giorno di quelli Che il monte Cimone ed il Baldo Ti stringono ai fianchi Misera Valle Padana! Ti volti di scatto E resti abbagliato Dalle nevi lontane. Oggi il mio passo è tornato Sugli ultimi passi D’un partigiano Del novecento. Ancora risuona il silenzio Di quanti Nascosti Hanno pianto Al colpo di grazia. Carpi, 2003/2007
AMICI
“Amici” dici, felici in bici stretti come alici non ostante il puzzo salga intenso alle narici. Brandisci Questa parola “Amici” E non capisci Il distacco Il disprezzo Che io disadorno Distribuisco Tutt’intorno Carpi, 2007
NOI DELLA BASSA
Percorriamo le strade Tra quinte di granturco Poi d'improvviso A una svolta Scopriamo l'oro Dei campi di frumento. Nei fossi Stagnano inusate Le prime acque piovane. Solo il monte Cimone Slavato dal temporale Del giorno prima S'impone oltre i pereti. Altro non possiamo sperare Noi della Bassa. Medolla, Estate 2006
IL VAGABONDO
Se il laccio Si slaccia La scarpa Scappa. Medolla, 1 Febbraio 2003
PATTERN
Ho letto Patroni e Petronio, Plutarco Petrolini e Petrarca Suonato Petrassi e Patruno. So di Pietro l’apostolo Di Petra antica città Nonché dell’ex PM Di Pietro. Ma le pietre Che ho portato sulla schiena Non per questo hanno meno pesato. Oh! Quante storie Potrei raccontarti Se tu volessi ascoltarmi, Se io avessi il potere di svegliarti. Ti direi che il mio cuore È un prato fiorito Pronto ad accogliere Tanto lo stupore del passante Quanto il ferro del contadino Dopodiché una pletora Di frasi d’occasione Lo faranno materia In putrefazione Che il prete di turno (Sia maledetto!) Non mancherà di incensare. Medolla, Inverno 2003
RIPRESA
Oltre un anno è passato Le pagine Di questo quaderno Bianche Sono restate. Nulla da dire O forse Segreti inconfessabili M’hanno zittito. Un anno qualunque. Non fosse stato Per Papa Gregorio Saremmo tutti altrove Nel tempo. Ed è sabato sera. Medolla, Gennaio 2002
EVIDENZA
È evidente Che la vita non si spiega. Chi saprebbe dirne il motivo? Di come l’uomo Ogni mattino S’appresta al lavoro Nel sole cocente O pioggia che sia Del perché faccia silenzio Così a lungo. Quale inferno letterario Frequenterò Dopo la mia morte? Medolla, Settembre 2000
PALAFITTA (METAMORFOSI)
La finestra Che in foglia Si trasforma È la nostra fantasia serale. La chitarra Si trasforma In un bambino Felice, proprio Come Ash Che sempre impazzisce Vedendo Il suo Caterpie Che si trasforma In Butterfree. Medolla, Aprile, Giugno 2000 (Autori: Massimo & Jacopo).
VETTA
Nascere È oltre Ciò che immagini Nel grembo Non accadrà. La luce Non la puoi pensare E l’aria Che t’inonda i polmoni Vorresti subito Farla finita. Non sarà così facile Trovare lo stato Di assoluta purezza. Una vita t’aspetta Gravida anch’essa D’ogni forma di lutti. Lasciati cadere dal dirupo Delle cose in cui credi E aspetta la fine. Medolla, Marzo 2000
CANI
A guardarli bene negli occhi Gli uomini sembrano bestie Legate dal loro padrone Alla catena. Quando il sole più non li brucia Vanno alla ciotola In attesa del pasto Poi nella notte s’abbaiano l’un l’altro Senza sapere perché E si annusano lesti Il mattino Quando li coglie di nuovo L’orgasmo della vita. Non servirà bastonarli O grattarli sul ventre Per loro la vita È un osso senza carne. Medolla, Marzo 2000
STRADE
Le strade In qualche posto finiscono Di solito al mare, Agli argini Di Secchia & Panaro, Alle falde di un monte O in un vicolo cieco. Le strade Non sempre Ti portano Ma quando lo fanno È bello andarci & arrivare a una fine. Le strade Non ci fossero Saremmo tutti rinchiusi Nei nostri pensieri. Medolla, Gennaio/Febbraio 2000
HAIKU N. 6
Dormi Delle pagine Che si sfogliano Non senti l’odore. Medolla, Luglio 1999
QUANDO
Quando impugni la penna Scrive Quando schiacci una merda Puzza Quando calpesti una mina Scoppia Quando bastoni un cane Guaisce Quando uccidi un uomo Muore Quando scopi una donna Viene (Non sempre). Medolla, Giugno 1999
GIUGNO 1999
Anche le guerre finiscono ... Per sfinimento Per carenza d'avversari Perché le polveri si sono bagnate O gli uomini sporcati le braghe Alla prima esplosione & troppo lenta è la fuga. Perché i campi Sono tutti occupati Dalle fosse comuni & non puoi più scavarli & le case Sono finalmente distrutte Ed è stupido Colpire macerie. Medolla, Giugno 1999
THE END
Finita è la stagione Quale sia Mi pare Di non saperlo & non m'importa Più di tanto. Cose nuove m'attendono: Svegliarsi il mattino Mangiare cibi precotti Prendere decisioni a migliaia Ogni giorno - Come tutti del resto - Rincasare Giocare Suonare Amare Addormentarsi Dopo avere pensato. Non rinuncerò Ad apparire Come una persona qualunque Così che nessuno s'accorga Che sono diverso da tutti: Un pesce mimetico Che sembra una roccia Sul fondo sabbioso Un insetto a forma di ramo O di foglia Un fiocco di neve Fra i tanti. Ciò che mi preme davvero È non interrompere L'eterno ciclo della vita. Medolla, 12 giugno 1999
ALLA MANIERA DI GINSBERG
Scrivo poesie perché la TV mi fa cagare scrivo poesie perché una volta da bambino mi sono svegliato al canto delle rane scrivo poesie perché altrimenti non saprei cosa lasciare a mio figlio scrivo poesie perché mia moglie possa leggerle di nascosto scrivo poesie perché altri, prima di me, lo hanno fatto & allora perché no? scrivo poesie perché non tutti lo fanno, per fortuna scrivo poesie perché non ho la radio in automobile & allora posso pensare scrivo poesie perché devo finire l’inchiostro che ho comprato scrivo poesie perché non ho intenzione di suicidarmi scrivo poesie perché il danaro è una delle maledizioni del genere umano scrivo poesie perché credo in Dio in un modo diverso da come ci credono gli altri scrivo poesie perché la vita è bella, ma va migliorata scrivo poesie perché non riesco a dormire scrivo poesie perché tu stai dormendo scrivo poesie perché esse seguono il ritmo dei miei pensieri. Medolla, Febbraio 1999
ODORE
Lo sento l’odore della malattia quando mi sposto da una stanza all’altra e nessuno ha pensato ad aprire la finestra sollevare le lenzuola sprimacciare i cuscini gettare i panni sporchi nella cesta spazzare il pavimento. Lo sento che acuto mi sale piano nelle narici. Troverà il suo posto in qualche lobo del mio cervello fino a disperdersi nel nulla. Medolla, Gennaio 1999
EMERGENZA
Pesare attentamente ogni parola respirare profondamente coscienti del proprio respiro sentire un muscolo che si contrae involontariamente sapere che il passo si posa a terra sicuro. Cos’è che mi rende diverso dagli altri? Queste cose ed altre che ancora non so & che un giorno forse troverò scritte sulle pagine ingiallite d’un vecchio quaderno dimenticato scoprendo che in fine altro non sono che schiavo di ciò che ho pensato in passato. Passerà anche questa notte senza che la risposta sia data come a noi così ai nostri sostenitori. Lasciare che la penna corra veloce tentare nuove coniugazioni disprezzare desiderare dimenticare demolire dilaniare dubitare fottere. Medolla, Gennaio 1999
FUOCO
Spenta la candela di Natale consumata, come sarebbe facile scrivere di un fuoco che dentro mi arde ... meglio non farlo. Medolla, 9 Gennaio 1999
HAIKU N. 5
Un piccolo gioiello trovato per strada. La tua indifferenza. Medolla, Gennaio 1999
2040
Perderò un giorno la vista saranno le mani storte & innaturali la lingua gonfia per le troppe parole l’incedere lento qualche macchia apparirà sulla pelle. Allora sarà troppo tardi per amarti ancora. Medolla, 19 Gennaio 1999
UNA MEDAGLIA DI SABBIA
L'uomo timorato di Dio percorre i sentieri della Giustizia e s'allontana da casa: all'orizzonte un cielo di fuoco che le mani tremanti del Papa non riusciranno a spegnere, una rivolta perenne, uomini armati, col sorriso sulle labbra che uno scherzo del destino fa combattere a Freetown. Forse è per questo che ridono? O forse perché è appena passata una di quelle stupide auto che corrono nel deserto? Il premio per il vincitore sarà una medaglia di sabbia. Medolla, 12 - 13 Gennaio 1999
ACQUA
Negli spazi incolti della mia mente c'è un ruscello ancora troppo mite per spaventare i malvagi del mondo: una cascata potenziale o un lento fiume imponente che muove i mulini? Medolla, 9 Gennaio 1999
TERRA
La manciata di terra che avrei potuto ingoiare. Una infanzia che non esiste più. Medolla, 9 Gennaio 1999
ARIA
Treno delle mie parole, stampella per i voli più audaci, una immagine tremolante in fondo alla strada, quell'alito fresco tra i capelli appena tagliati. Come potrei farne senza? Medolla, 9 Gennaio 1999
N. 124
Ora sono le 6 & 40 lontano da Lisbona. Di certo crollano le onde & il vento s'infrange sulle scogliere. Posso sentirne il rumore. Medolla, Giugno 1998
N. 123
Sostieni che esistono ancora i poeti pennainmano seduti ai tavolini dei bar nei pomeriggi d'Oporto. Figuranti pagati dal Governo! I veri poeti bevono a rapidi sorsi la vita prima di rimetterla. Mafra, (Portogallo) 12 Giugno 1998
HAIKU N.4
Una piccola casa
sommersa da erbacce.
In viaggio verso Mafra.
Mafra (Portogallo), 11 Giugno 1998
N. 122
I segni d'azzurro dipinti sui marmi delle case sono un tratto d'orizzonte rubato all'oceano & al cielo. In viaggio verso Cabo do Roca (Portogallo), 11 Giugno 1998
INVERNO
E' così rivoltante la vita! Col tempo si diviene più acidi e facili all'odio verso cose e persone che ingombrano il nostro uovo prossemico senza chiedere il permesso: l'Amore è una forma di pregiudizio. Medolla, Inverno 1997/98
FESTA DI CLASSE 2
Riuniti intorno a una pizza di due metri talmente poca birra che ci saremmo dovuti vergognare brusio indistinto qualche faccia spenta segnata dall'infelicità imperante sulle nostre vite fatte di lavoro & mogli & mariti & figli dei quali abbiamo già venduto l'anima al Diavolo. Ho pensato di alzarmi & scagliare un bicchiere contro il muro ho pensato che avrei scritto "brusio" ho pensato che avremmo potuto uccidere il gatto ho pensato parlato ascoltato fatto finta di ascoltare. Ma non fatemi complimenti non guardatemi io lo sapevo anche 18 anni fa che esiste la Morte. Medolla, 13 Gennaio 1998
N. 118
La curva del tuo fianco sinistro il segno del costume il drappeggio del lenzuolo l'orecchio seminascosto dai capelli la cicatrice del vaiolo. Oltre la finestra la notte la campana e il domani che aspetta tutti noi per caricarci qualche ricordo in più sulle spalle. Medolla, Agosto 1997
MIRRORHAIKU N. 3
Il vaso superiore della clessidra lentamente si vuota. Io sono così. ............. Così sono io. Si vuota lentamente della clessidra il vaso superiore. Medolla, Agosto 1997
HAIKU N. 2
L'odore del fieno tagliato di primo mattino. Correrò su quel prato. Medolla, 9 Agosto 1997
N. 114
L'avvoltoio infila la testa dentro la carogna. La vita si trasforma nella morte. Medolla, 5 Agosto 1997
N. 115
Mentre dormi vorrei scriverti sul viso con la mia stilografica nera. Ma dovrò trattenermi. Stringi gli occhi e respiri. Chissà se ti senti osservata se le auto che passano lontane percorrono anche le tue vie se i tuoi capezzoli si fanno più duri per l'alito fresco che penetra dalla finestra se un leggero movimento della bocca è il sogno d'un pasto luculliano se un piccolo gemito e le labbra che accennano un bacio bramano la mia asta dorata. Medolla, 5 Agosto 1997
N. 113
Purtroppo in TV continuo a vedere soltanto l'umana follia: 5 minuti di un film senza dialogo maghi truffatori e truffati titoli azionari da ruotare in senso "orale" la scarpa di Mandela un tappeto, un divano una casa vicina al mare alcuni Rolex un altro tappeto due donne consulenti d'amore una lezione di algebra applicata. Medolla, Luglio 1997
N. 112
Come un essere superiore introdotto alla conoscenza delle cose supreme il mio pene - corpo estraneo materia casualmente creata dal cosmo - freme entrando nel tuo corpo. Medolla, Luglio 1997
N. 111
La vita ha raggiunto uno share del 100%. È il solo programma veduto ogni giorno da tutti. Peccato non conoscerne l'indice di gradimento. Medolla, Luglio 1997
N. 110
Nessun crocifisso sul muro della casa dove vivo Klimt & Kandinsky macchie lasciate dal tempo che passa sangue rappreso di insetti schiacciati i segni di un figlio che cresce la muffa in un angolo lontano. Quanta vita inattesa: manca solo una goccia di sperma. Medolla, Aprile/Giugno 1997
1:15 A.M.
Il solito artista sfigato che dichiara in TV: "Siamo pressati dal tema della fine del millennio" il conduttore che si compiace della lettera di due cretini che facendosi una canna hanno scoperto "i valori della solidarietà" o il tipo alla frizzi che fa piangere padre e figlia in odio per anni e che adesso si amano ... Ciò che penso è che il mondo sia invaso da cadaveri viventi zombi caracollanti burattini appesi a un filo di bava mentre i migliori giorno dopo giorno se ne vanno consumati dal cancro. Medolla, 3/6 Aprile 1997
POLITICA ECONOMICA ANIMALISTA
La diminuzione dei tassi deriva forse dal fatto che le tasse si fanno chiavare di meno? Medolla, Febbraio 1997
SERIAL KILLER
I nervi troncati di netto dalla lama del rasoio non una goccia di sangue dalla lingua amputata le gambe spezzate a furia di bastoni le membra scuoiate poi fatte a brandelli con l'ascia infine bruciate. In queste condizioni anche le menti migliori del mio tempo sono costrette al silenzio. Medolla, Settembre 1996
200 PERSONE
200 persone: per quanto tu possa pensare di comprimerle con ogni sorta di mezzo meccanico esistente questa sera non ne caveresti fuori la più piccola goccia di succo sperma sangue o sudore nulla almeno che possa essere di conforto al resto del mondo. Medolla, Luglio 1996
JACOPO
Io ho generato il Buddah il 24 Dicembre 1990 nato il 13 Settembre 1991 consapevole a meno di cinque anni della vita della morte della rinascita della vita della morte della rinascita della vita della morte della rinascita. Lui troverà il Nirvana fumerà marijuana amerà il mondo e la vita - nonostante tutto - correrà sulle isole urlando d'avere raggiunto la meta scriverà poesie più belle delle mie si farà accarezzare dal vento sul viso sarà uno con l'intero Creato per sempre. Così le sue ceneri sparse dalla tempesta saranno cibo per altri milioni di vite. Medolla, 15 Luglio 1996
NOTTE
La fabbrica macina il tempo con un ritmo costante e taglia il silenzio della notte: un tubo che raccoglie le urla degli operai dal fondo dell'Inferno. Medolla, 14 Luglio 1996
N. 103
Il mondo visto attraverso il fondo d'un bicchiere di plastica semitrasparente è come è realmente: corpi uniti in un abbraccio confuso e privo di passione. Quando ne versi il contenuto completamente allora tutto ritorna come prima. Medolla, 5 - 7 Luglio 1996
MATTINO
Quando ti svegli tutto sudato perché il sole batte alla finestra da tre ore. Nel cuore del mattino sta il dramma dei nullafacenti. Medolla, 4 Luglio 1996
N. 96
Il fattorino che porta la pizza suona alla porta della tua vita chiedendo danaro per darti qualcosa di freddo e fatto a pezzi: il cadavere di un pasto nudo. Medolla, 1996
POMERIGGIO
Gli strilli dei bambini si confondono col rumore d'un tosaerba scritto su carta francese. Medolla, 29 Giugno 1996
UNA VALE L’ALTRA
Uno non può sapere perché l'hanno chiamato a lavorare all'ufficio protocollo perché ti offrono soldi per spostare alcune carte da un cassetto all'altro. L'unico vero vantaggio - e loro lo sanno - è che puoi conoscere molte persone - donne soprattutto - così uno può decidere quale ammazzare la prossima volta. Ma in fondo non è così importante: per farne carne da macello una vale l'altra. Medolla, 29 Giugno 1996
LA BIRRA MI FA PISCIARE
Uscito di galera con due mesi d'anticipo buona condotta hanno detto ma forse si sono sbagliati oppure dovevano dare il mio posto ad uno peggiore. Dentro si beveva soltanto birra Katzen Burgher: un nome un programma! Ho cercato un bar lì vicino ma tutti vendevano solo ed esclusivamente birra Katzen Burgher. Ho vagato per tutto il pomeriggio ed infine ho trovato un club dove avevano altre birre. Un club dove aspettando che il gruppo suonasse tutti si ciondolavano al centro della pista bevendo birra in bicchieri di plastica trasparente con fare indifferente come se bere birra in duecento facendo finta di niente al centro del club fosse normale. Finita la birra sono corso al bagno perché la birra mi fa pisciare. Medolla, 29 Giugno 1996
SERA
I grilli cantano canta il gregoriano mentre la notte e le ultime ombre si corrono incontro fino a fondersi come burro al nero di seppia. Medolla, 28 Giugno 1996
S.S. 9
Giovane strada antica via d'Emilio a modo nostro ci siamo un dì posseduti tra Modena e il mare lentamente ma con ritmo e vigore come si conviene ad amanti che per anni si siano rincorsi e raggiunti ad un tratto senza sapere come. Sulla strada ho assaggiato un boccone di mito americano. Medolla, 18 Giugno 1996
POETI
I poeti son bestie col dono della parola i loro versi son tali e quali i loro pensieri? il più delle volte inespressi malamente trascritti sul foglio medium deficiente per l'Olimpo dell'Arte. I poeti hanno facce che io non conosco se non quando l'odore dei loro fiati ubriachi aleggia nell'aria. Ne ho incontrati diversi per strada sottobraccio i loro libretti stampati dall'amico di turno - e invenduti alla gente di turno - coi quali farebbero meglio ad accendere un fuoco per farsi vedere. I poeti semplicemente origliano alla porta della vita. Medolla, Maggio 1995
N. 95
Assediato dalle dita dei cecchini il freddo di Sarajevo non giunge al mio letto. Medolla, 18 Dicembre 1994
N. 93
Così tu ritieni sbagliato ch'io possa chiamarmi poeta, esegeta fors'anche anacoreta perché non canto la rima sulla cima del monte non vedo il tramonto dal ponte non colgo il sapore l'odore l'ardore il vago calore dell'Amore l'onore dell'uomo sconfitto trafitto inchiodato al soffitto dal dardo cantato dal bardo stremato e sfinito dal suo ricercare per terra e per mare e così potrei continuare a vagare tra mille pensieri di oggi e di ieri chiedendomi cosa sia la poesia. Suvvia! E' troppo banale cercare nel manuale di letteratura una risposta sicura a questa domanda. Se nella mia testa risuona una banda di parole e chi le comanda è il mio cuore allora questa è una via della poesia se a volte rimane sul foglio la traccia di una parolaccia forse questa è la zia della poesia forse questa è la mia poesia perché io senza boria ricerco la gloria per dirmi un po' vate un po' frate senza tante menate. E adesso tirando le somme cambiate le gomme non posso far altro che farla finita la mia dolce vita e la mia poesia. Medolla, 1994
N. 94
Un cane randagio che scava tra i rifiuti della nostra società magro e smunto come dev'essere ogni buon cane randagio che si rispetti sotto la canicola - poveretto! - col solleone - sempre di bestie si tratta - è certo più libero e felice dell'uomo che ha gettato nel vento i resti del proprio lavoro non più così nobile come un tempo si diceva. Questo è ciò che ci aspetta in fondo al sentiero della vita: un viale panoramico che corre sul ciglio d'uno strapiombo. Medolla, 27 Marzo 1994
LA CRISI DEL MANAGER
I need a fax cos' I'm goin' down. Medolla, Dicembre 1993
N. 90
Figlio mentre l'Universo dà vita a miliardi di stelle in silenzio dormi tra le mie braccia. Medolla, 19 Dicembre 1993
N. 88
Disse il tribuno: "Io sarò il Sindaco di tutti i cittadini esclusi i disonesti ed i cretini." Medolla, 17 Dicembre 1993
A SAN FRANCESCO
Possa la voce mia cantare in eterno per te e per quelli come te che rischiano ogni giorno di scoprire la verità sapendo ch'essa li deluderà. Non fermarti amico mio di fronte alle insidie che il tuo stesso pensiero ti porta la porta della vita va sfondata anche a calci e testate e forse per colpa della rincorsa arriverai troppo avanti. Ma io sarò là ad aspettarti. Medolla, 17 Dicembre 1993
CANZONE QUASI D’AMORE
Cinquecento giorni son passati da quando t'ho veduta baby ed ora non credi sia giunto il momento di coricarsi a terra e rotolarsi nel pantano della vita? Per coprire ogni traccia della nostra bellezza per non correre il rischio di finire al Paradiso per non perdere il riso o vagare nell'eterna rottura di scatole che ci prospetta il Bene per evitare questo ed ogni altra forma di placido inverno io preferisco l'Inferno (possibilmente in tua compagnia). Medolla, 16 Dicembre 1993
IO SONO
Io sono un poeta del mio tempo perso tra sogni inesistenti e mai realizzati io sono un Cristo insanguinato battuto un uomo qualunque nella palude dei giorni qualunque. Io piango la morte dei genj. Medolla, 1 Novembre 1993
N. 85
Ah Lambrusco! a volte devo ammetterlo sei di gran lunga superiore ad ogni altro vino compresi l'Albana di Romagna e'l Sangiovese cantati dagli amici miei. Medolla, 16 Agosto 1993
DIO C’E’
Dio c'è ed è gay. Dio c'è e sta cercando d'incularsi il mondo. Dio c'è ma di noi se ne frega. Dio c'è per davvero ma preferisce restarsene in cielo perché noi poveri stronzi abbagliati dalla luce che emana non lo vediamo. Medolla, 5 Agosto 1993
CUORE MIO!
Questa è la Woodstock dei poveri cazzo! Milioni di scoppiati che non vedono oltre il proprio naso sballato però e dunque s'è questa la sinistra siamo messi così così anche se nonostante tutto mi sto divertendo un casino. Spero di tornare in tempo per capire dove stiamo andando. Imola (Festa Nazionale di Cuore), 20 Luglio 1993
GRIGIO D’AUTORE
Ventre piatto "Calma" pulsa la vita e allora? Quando finirà questa farsa? Quanto tempo occorre per recedere dalle proprie posizioni? e poi serve a qualcosa il brain storming? o forse è meglio il fist fucking? Medolla, 19 Giugno 1993
INTERVENTI DELL’ONU A FAVORE DELLA PACE IN BOSNIA E SOMALIA
L'apparenza in canna. Medolla, 19 Giugno 1993
POVERE PAROLE
Quale imprudenza percorra la mente del poeta nel momento della scelta d'una qualsiasi parola non so. Se sapesse invece il poeta cosa scrive quando scrive d'acanti e ligustri tacerebbe. Non malafede si conceda piuttosto il lusso della stupidità. Medolla, 12 Giugno 1993
UN VIAGGIO A BLA BLA BLA
Un viaggio a Bla Bla Bla allucinato quanto basta. Per rincorrere la parola giusta occorrono 20 teste di cazzo drogate che rotolano giù per uno dei viali più sporchi del paese in fondo al quale c'è un cane malato e poi morto che qualcuno butterà nel cassonetto dell'immondizia dove rimarrà a marcire per almeno 7 giorni. C'è sciopero degli spazzini idioti! Medolla, 4 Giugno 1993
N. 78
Mente vuota cazzo pieno. Questa è veramente una tragedia o un insperato colpo di fortuna. Medolla, 28 Aprile 1993
SOMETIMES
A volte mi prende come un impulso di scrivere. Ma poi mi passa. Medolla, 19 Dicembre 1992
N. 76
Il poeta annoiato normalmente sdraiato sul canapè ora vomita il proprio pensiero nel lavandino. Medolla, 19 Dicembre 1992
N. 75
Siamo alle solite: non sappiamo se nutrire i nostri figli di pane o di idee. Medolla, 19 Dicembre 1992
N. 73
Mi chiedi se scrivo: eccome amico mio! Non lo vedi l'inchiostro? Però non so cosa scrivere e allora divago. Il mondo è troppo piccolo per offrire ogni giorno qualcosa a cui pensare. Medolla, Aprile - Maggio 1992
EVVIVA LA GEOMETRIA!
A Milano tanta gente s'è data alla tangente. Medolla, 4 Maggio 1992
POPOLO
Bove nano trascini esausto un carro carico della tua merda. Medolla, Marzo 1992
NASCITA D’UNA NUOVA RELIGIONE
Così parla la mafia alle genti d'Italia: "Non avrai altro fio all'infuori di me." Medolla, 22 Febbraio 1992
N. 70
Cielo sereno stelle voglia di scopare voglia di fumare. Se una stella esplodesse in questo momento non sarei più felice. Medolla, 14 Febbraio 1992
PRIMA CONSTATAZIONE
Ragionare pallidi & assorti può far credere agli altri che siam quasi morti. Medolla, 3 Gennaio 1992
BASTA
Basta mi son rotto il cazzo d'ora in poi parlerò liberamente perché naturalmente è morto il tempo dei lirici versi ed anti sociali noi poeti non possiamo sembrare criminali. Medolla, Dicembre 1991
LE AVVENTURE D’UN GIOVANE AMMINISTRATORE PUBBLICO DELUSO DALL’ANDAMENTO DEGLI EVENTI
Tra riunioni e consulte mandate deserte si son perse le belle speranze del nostro paese. In Consiglio tra astenuti & votanti hanno vinto gli assenti & i presenti dubitosi ed incerti d'oggi in poi si diranno delusi ché per niente han rischiato di venire reclusi. Medolla, Dicembre 1991
BICIUCCIO
E' vero lo ammetto degli altri m'importa così poco che a volte me ne scordo. Medolla, Dicembre 1991
PENSIERO ATROCE
La guerra finche tocca lo straniero è un pensiero che non mi tocca. Medolla, Dicembre 1991
1° COMANDAMENTO
Mantieni il tuo corpo sano & bello & attivo il cervello. FATTI I CAZZI TUOI! Medolla, 24 Dicembre 1991
2° COMANDAMENTO
Ammetti di avere sbagliato solo se non vuoi essere eletto alla Camera o al Senato. Medolla, 24 Dicembre 1991
IL MANICOTTO DELL’ESTINTORE
Due stronzette Carine, ma stronze che finito il concerto corrono verso il backstage per farsi fottere da quelli della band. Chissà com'è finita? Medolla, Novembre 1991
POESIE ALLA BUKOWSKI
Scrivere poesie alla Bukowski non è poi tanto difficile basta ogni tanto inserire nel testo: "Cazzo & fica & vomito & birra & cavalli." Il difficile è mettere la propria firma in fondo al foglio e poi vantarsene. Massimo Belfiori. Medolla, Novembre 1991
PIOGGIA
Stamani in auto pensavo che se a uno gli piove sul cazzo è una gran rottura ma è molto meglio che pisciarsi addosso. Medolla, Novembre 1991
N. 58
Io chiedo ai poeti di questo mondo di tacere fintanto che si possa udire il sole che brucia fin quando un Dio se n'esiste non li obblighi a parlare. Io, per me non ho bisogno di loro. Medolla, 23 - 24 Maggio 1991
ODI BARBARE
N° 0 Albana di Romagna puttana come Moana ti dai a chiunque ti paghi e scendi nelle gole memore che la vita è una sola. N° -1 Albana puttana chiunque ti paghi ha una vita sola. N° -2 (Ovvero degli spot pubblicitari quando assurgono a forma poetica) "Albana di Romagna! Una sola." Medolla, Luglio 1990
N. 53
Lo schifo della Morte è nella piccozza che rompe la pietra nel cicaleccio vacuo della gente nel vento gelido che taglia i miei pensieri. Medolla, Giugno 1990
HAIKU N. 1
Sprac! Il rumore dell'erba che brucia. Medolla, 1990