Giacciono nel dizionario vocaboli inusati d'un passato che conosco ma non so. Appesi ordinatamente nell'armadio dei miei pensieri scordati stanno come abiti che vorrei indossare a manifesto di ciò che io sono: un uomo in cerca di parole chiare. Guardami spoglio d'ogni interesse puramente letterario provo vero amore quando scopro una nuova parola ma rabbrividisco sapendola ignota ai più o peggio, e pure da me, nell'uso fraintesa. Da troppo tempo s'accumulano gli uni sulle altre i giorni e le notti. Desideroso d'altro che d'infiniti versi mi chiedo s'è valsa la pena di partorire quest'oscura morta creatura che certo nessuno vorrebbe trovare nella culla delle proprie poesie o buttata sulla sedia come una veste appena usata. Medolla, Gennaio 1989