Giacciono nel dizionario
vocaboli inusati
d'un passato che conosco ma non so.
Appesi ordinatamente
nell'armadio dei miei pensieri
scordati
stanno come abiti che vorrei indossare
a manifesto di ciò che io sono:
un uomo in cerca di parole chiare.
Guardami
spoglio d'ogni interesse
puramente letterario
provo vero amore
quando scopro una nuova parola
ma rabbrividisco sapendola ignota ai più
o peggio, e pure da me, nell'uso fraintesa.
Da troppo tempo
s'accumulano gli uni sulle altre
i giorni e le notti.
Desideroso d'altro che d'infiniti versi
mi chiedo s'è valsa la pena di partorire
quest'oscura morta creatura
che certo nessuno vorrebbe trovare
nella culla delle proprie poesie
o buttata sulla sedia
come una veste appena usata.

Medolla, Gennaio 1989
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