Non so.
Stentano i versi.
Vogliono dirti
come il tempo della tua passione infinisce.
Lo racconta anche il gabbiano
che hai guidato alla mia stanza
e che immobile mi ricorda ogni giorno
il tuo amore
legato ai miei respiri
come gli invisibili fili che lo sorreggono.
Quando tu vieni
e stringi malcerto il mio cuore al tuo seno
allora provo innocente ma chiara vergogna
d'ogni mia incertezza.
Ognuno giudica rettamente
non il proprio ma l'altrui.
Dicevo: "Non so"
Perciò t'amo.

Vittorio Veneto, Dicembre 1988 - Gennaio 1989
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